Rapporto con mio padre
Salve non so se è la sezione giusta sulla quale scrivere non sapendo se si tratta di un fatto psicologico.
Il motivo di questo messaggio è il pessimo rapporto con mio padre che io chiamo rapporto tra bambino e figlio. Si perchè mio padre manca poco e diventa un bimbo capriccioso.
Lui ha ben 67 anni ed io 28. Inizio dicendo che il nostro rapporto non riguarda maltrattamenti e simili ma bensì l'educazione rigida che non c'è mai stata per me.
L'unica cosa che mio padre ha saputo trasmettermi è stata solo paura e ansia di dover affrontare le cose normali per un figlio maschio.
Forse dovrei raccontare in due parole la vita di mio padre che ha perso i suoi genitori molto giovane. Ha lavorato fino ai 35 anni, non è stato mai accettato dalla famiglia di mia madre con la quale è sposato da 30 anni.
Dopo che ha perso il lavoro ha fatto altri lavoretti. Con il passare del tempo non so perchè ma ha sempre trovato scuse per non lavorare rifiutando colloqui e non presentarsi ad appuntamenti prefissati sapendo che doveva mantenere una famiglia visto che mia madre è la classica donna del sud che deve badare alla casa e alla famiglia che non può permettersi di lavorare. Ecco fin qui penso sia chiaro. Ma la cosa che mi fa rabbia è il dover vivere con la consapevolezza che mio padre non riesca a comprendere che io non sono come lui. Io sono l'opposto. Molto più maturo. Io ho studiato lui no, io ho fatto determinate esperienze e lui no. Lui si è rinchiuso dentro casa da ben 8 anni a causa di un problema alla vista dopo aver affrontatato degli interventi agli occhi ma la vista è ancora buonissima per permettersi di uscire e di giudare ma lui ha voluto questa scusa appunto per non uscire e le uniche persone che mandano avanti le pratiche per le questioni democratiche della famiglia sono io in primis e mia madre. Io alla mia età mi sento un ragazzo fallito a causa sua. Vedo in giro uomini e figli con un armonia bellissima come la scorsa volta quando vidi due uomini scendere uno da una macchina e l'altro da una moto e scambiarsi i mezzi e ho sentito dire al ragazzo PAPA' CI VEDIAMO STASERA e ho provato invidia enorme invece in casa mia non passa mai un giorno liscio a causa di discussioni banali volute da lui. Per non parlare delle brutte figure davanti i miei amici di scuola quando dovevo uscire tardi o prima e lui non voleva mai aspettare un minuto di più e mi urlava contro davanti i miei amici. Ma questa è una della tante cose accadute e che accadano ancora oggi. E' un tipo ansioso e paranoico. Non affronta le questioni faccia a faccia e non c'è un dialogo fluido ma se ne sta a guardare la tv o alla finestra e parla sottovoce. E' un uomo che si mette il muso per ore e ore a causa di banalità. E' anche un tipo che pensa male su tutto come quando mi chiede di controllare il credito della carta e il sito non è al momento disponibile lui crede che io non voglia farlo dicendomi rimproverandomi come se la colpa fosse la mia o anche quando la linea è lenta su internet e gli devo far vedere un video o altro se dico che la linea è lenta lui è dubbioso come se io non volessi fargli il favore di vedere un sito. Insomma sono molteplici le cose che vi posso raccontare ma non servirebbe un messaggio. Oggi io mi sento diverso dagli altri ragazzi a causa sua in quanto ho perso gli anni più belli cioè la pre-asolescenza e post-adolescenza. Le uscite dovevo evitarle perchè mi ha insegnato che uscire ritirarsi tardi o altro significava non voler bene alla famiglia e quindi restare a casa così eravamo tranquilli che non mi succedesse nulla di grave. Quindi per mio padre uscire o andare in gita vale a dire rischiare qualcosa di brutto. Sono cresciuto con questa mentalità e ansia bruttissima. Non ho mai partecipato a gite scolastiche, non mi sono divertito tantissimo in questi 28 anni, a 18 anni oggi i ragazzi hanno la macchina e vanno in giro mentre io a 18 o 20 anni non dovevo guidare e tanto meno andare in macchina con nessuno dei miei amici per evitare rischi. Ok i rischi ci sono ma evitare di fare una vita normale per un ragazzo è davvero brutto. Ritornando al discorso lavoro mio padre da piccolo ha sempre lavorato ma non è stato un tipo che si è dato da fare costruendosi una reputazione lavorativa con dei risparmi ecc...Io oggi non ho nessun amico in quanto il dover rispettare le sue regole di stare in casa mi ha portato ad ingrassare per poi dimagrire e questo ha fatto si che io avrei visto gli amici piano piano allontanarsi da me a causa dei miei rifiuti ad ogni loro invito. Sono alla ricerca di un lavoro, non ho la macchina perchè dopo la patente per mio padre era pericoloso che io guidassi una macchina ma non si rende conto che la patente non me l'hanno regalata e che sono in grado di fare kilometri in macchina, ho paura di innamorarmi perchè lo so già che in caso dovessi presentare la mia ragazza ai miei o invitarla a cena a casa mia mio padre rovinerà tutto come ha sempre fatto. Ho la passione per la musica ho avuto proposte di andare fuori casa per fare degli spettacoli e ho dovuto rifiutare anche queste occasioni a causa sua e quando per scherzo o per davvero dico ai miei genitori che prima o poi sarò famoso lui risponde così "SE ASPETTIAMO TE QUANTI ALTRI ANNI PASSERANNO??" e parte con una risata. Ma se per lui ho rifiutato occasioni importanti come si permette? Insomma a volte mi vien voglia di lasciare il mio paese e andarmene staccandomi da tutto e tutti e magari realizzarmi nella vita come lui non ha fatto e dare ai miei figli soprattutto se maschi una rigida educazione e crescerli diritti come veri uomini. Cosa sarà giusto per me? Cambiare il mio modo di vedere mio padre accettandolo e realizzarmi lo stesso oppure comportarmi da duro e facendogli capire che mi deve trattare come uomo e non come stupido. GRAZIE.