Viktoriya domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 22/12/2015

Madre biologica, figlia.

Salve, sono una ragazza di 20 anni. Da sempre vivo un rapporto difficile con mia madre che mi condiziona molto. Sono stata con mia madre biologica fino a 3 anni da bambina dopo di che era partita in cerca di lavoro in Italia. Mi sono sentita molto sola e abbandonata sin da subito, anche se ero molto piccola, capivo perfettamente la situazione. Non avevo una casa fissa, passavo da casa di mia sorella maggiore che aveva già la sua famiglia, a quella di mia nonna, e ai suoceri di mia sorella. Era difficile anche fare sempre cambio città. Non ricordo quando mi ero arresa nel fare amicizia, preferivo non farmi gli amici che tanto avrei cambiato scuola un'altra volta. Molte volte venivo presa in giro, e alle recite ero sola, anche quando ero malata e stavo in ospedale mi sentivo triste nel vedere altri bambini accuditi dai loro genitori mentre io ero sola. Mia madre veniva ogni tanto per Natale, era sempre difficile separarmi da lei. Un giorno all'età di 10 anni, dopo la morte di mia nonna, mia madre mi ha portata in Italia. Ero felice all'idea di vivere e avere una mamma come altri bambini. Non è stato come immaginavo. Ho conosciuto il lato violento e assente di quella donna. Era molto nervosa e molte volte venivo picchiata senza motivo. Imparare la lingua e stata un'impresa. Lei era sempre in giro per lavoro e io ero a casa con il suo primo compagno. Dico primo perchè poi ne ho conosciuto un altro che diventò suo marito ma che non voleva me. Così lei aveva pensato di rimandarmi indietro da mia sorella. Però per la mia fortuna, mia madre aveva una coppia di amici sposati che non avevano figli così loro mi presero da loro. Vivo con loro da 11 anni fino ad ora e sono i genitori migliori del mondo. Ma il problema è che mia madre biologica mi condiziona. Mi parla male di loro in continuazione di mio padre in particolare, questo mi ferisce. Lei non parla con i miei genitori adottivi da 2 anni circa. Non so bene il motivo ma non ho mai voluto farne parte dei loro litigi perchè o si tratta di soldi o di gelosia. Ho chiesto di poter parlare con uno psicologo perchè io non riesco ad uscirne. Non mi sento libera di esprimermi. Mia madre biologica pretende che la chiami e che venga da lei. L'ultima volta che sono stata da lei era l'estate di 3 anni fa e chiamai disperata i miei genitori per farmi venire a prendere dopo l'ennesima litigata. Mi irrita chiamarla, mi innervosiscono alcuni suoi discorsi. Mi sento che a 20 anni sono sottomessa ai suoi ordini e non riesco a ribellarmi. Ho troppe cose che non riesco a dire, che tengo per me ma che ormai sento di scoppiare. Io credo di amarla nonostante tutto perchè mi ha dato la vita e mi ha regalato un futuro migliore di quello che avrebbe potuto darmi lei. Ma in fondo sto male perché sento che sia stata ingiusta con me e lo è tutt'ora. Non riesco mai a lasciar andare via nessuno dalla mia vita perchè rivivo sempre il suo abbandono. Non mi è permesso di andare da uno psicologo quindi mi rivolgo qui perchè la situazione sta diventato insopportabile. Si può amare e odiare una persona nello stesso momento? Come si può perdonare? Oppure come voltare pagina e non guardare il passato? Come trovare la vera me stessa e godere della vita che ho adesso?... Scusate se ho scritto troppo. Ringrazio a chi mi risponderà.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Christina Marchetto Inserita il 29/12/2015 - 14:26

cara VIKTORIYA,
sicuramente lei è una donna più che forte, una donna che a soli 20 anni ha passato diverse situazioni difficili, affrontato sentimenti forti e emotivi.
Il suo rapporto con sua madre, quella biologica è indubbiamente carico di sentimenti contrastanti.
Il passato di ogni persona è importante, per quanto difficile e negativo sia stato , non va cancellato, ma le pagine della nostra vita formano il libro della nostra persona, e anche ogni piccolo paragrafo va tenuto e va ad arricchire noi stessi.
Per tanto cara VIKTORIYA, le suggerisco di intraprendere un percorso psicoterapeutico per poter ridefinire nuovi punti di vista e nuove opportunità di leggere queste pagine del suo libro.
Le auguro il meglio e di trovare un professionista capace di accompagnarla in questo percorso.
Dott.ssa Marchetto Christina