Mio figlio ha deciso di essere un fallimento!
piccola premessa: mio figlio quasi 12 anni ha vissuto tutta la sua vita con un padre poco presente che ci ha lasciati quando aveva 10mesi. negli anni ha avuto difficoltà nella gestione delle sue emozioni ed aveva il classico ARGENTO VIVO ADDOSSO. a 6 anni andiamo da un neuropsichiatra che diagnostica ADHD lieve. nessun dsa e dopo circa 3 anni di terapia torniamo da un altro neuropsichiatra e ci dice che non è ADHD ma ha un disturbo emotivo dovuto alla situazione familiare. iniziamo parent training ma la situazione diventa ingestibile per il conflitto col padre che non vuole vedere le sue responsabilità in merito. dopo lunghe chiacchierate in cui gli spiego i veri motivi del divorzio tra me e il padre (glie li avevo nascosti perchè pensavo che il torto fatto a me non doveva compromettere il loro rapporto già precario) mi disse che aveva sempre pensato che fosse stata colpa sua. da quel momento ha iniziato a una leggera ma abbastanza costante fase di crescità, quello che lo contraddistingue è il continuo silenzio, il non voler parlare... si stupisce di aver preso un buon voto o se gli dicono SEI BRAVO, MI ASPETTO TANTO DA TE, frasi che dovrebbero essere sprono. Da anni lavoriamo sempre sulle sue doti e le sue capacità. Poi improvvisamente torna indietro... si comporta da bambino, diventa svogliato e aggressivo (gioca continuamente con pugni e calci) nello sport viene richiamato perchè invece di seguire da fastidio e se ne frega della lezione, in classe è un richiamo continuo. insomma ogni volta che sta per spiccare il volo, torna dietro e distrugge ogni risultato ottenuto. Il padre continua ad essere sempre distante e imputa ogni responsabilità al bambino, io sono provata da questa costante lotta e non riesco più a reggere. Sulla carta bisogna avere pazienza e non mollare, ma mi sento svuotata dal carico continuo che affronto. avevo pensato di tornare alle terapie, ma la dottoressa che lo seguiva mi ha detto che una terapia da solo non gli serve, ma come fare a imporre ad una persona di fare il padre, e quindi lavorare e farsi anche un autocritica? le terapie insieme sono state devastanti al punto che il bambino si infligeva violenze fisiche (si strappava i capelli, si distruggeva le dita delle mani con morsi) e diventava violento anche con gli altri. mi fu detto che nel loro rapporto avevo già fatto troppo e che dovevo starne fuori, dovevano AFFRONTARSI da soli... quindi ero presente ma non potevo interferire ne li ne fuori. non so cosa fare. Ah mio figlio ha detto che non pensa di essere bravo, di valere qualcosa e che non si aspetta nulla, da qui il titolo, ha deciso di essere un fallimento e quando va bene torna indietro per restare nella sua zona confort.