Marika domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 11/08/2017

Sveglia notturna e vomito

Gentili Dottori,
sono una ragazza di 24 anni sensibile ma molto forte, da sei anni vivo da sola di cui due con il mio fidanzato, con cui mi trovo benissimo. Ho sempre viaggiato molto (anche da sola), frequentato i miei amici, guardato il mondo con curiosità. Mi definiscono una ragazza intraprendente e simpatica. Anche molto carina. Questo però ha portato più problemi che altro, non ho mai sfruttato la mia bellezza, preferisco vestire in maniera femminile ma non troppo provocante perchè non mi piace essere notata per questo. Fin da piccina subivo delle piccole congiure dalle mie amichette e questo mi ha sempre fatto soffrire e portato disagio, ci tengo a cosa le persone pensino e quando faccio una "brutta figura" sono capace di rimuginarci sopra per giorni. Da anni oramai ho un "problema" che muta man mano. Ma di base rimane sempre lo stesso: mi sveglio verso le 4-5 del mattino (anche se ho due notti arretrate) con una sensazione strana, difficile da spiegare.. in pratica sento il mio corpo già sveglio, gli occhi sono spalancati e ho una leggera oppressione allo sterno (mai tachicardia). Allora mi alzo e vado in bagno, lì sento l'esigenza di vomitare. Bene, qui ci sono le mille sfaccettature. Delle volte vomito più e più volte, altre volte non ho nulla da vomitare, altre volte sento di non controllare la situazione e di avere un vero e proprio attacco di panico. Per fortuna il mio fidanzato conosce i miei problemi e mi aiuta. Ovvero deve continuare a dormire e non mi deve pensare. Poi mi vesto e vado a lavoro, dove sono apprezzata e faccio ciò che ho sempre desiderato di fare. Sento di non avere dei problemi da affrontare o particolari insofferenze. Ho imparato ad accettare questo mio modo di essere, questa sofferenza mi ha fatto maturare ed essere molto meno futile. Però, sono un po' sconfitta.. possibile che debba accettare una cosa simile a 24 anni? Io ho cercato di lavorarci: sono passata dal vomitare di nascosto nella taverna di casa quando andavo a trovare i miei a confessargli tutto, dal vomitare 10 volte a notte a fare esercizi di respirazione e a resistere. Ho continuato a viaggiare anche quando voleva dire farsi fare una siringa di plasil nell'infermieria dell' aeroporto perchè impossibile per me salire sull'aereo. Non ho mai vomitato a lavoro e questo per me significa tanto, vuol dire che quando entro in ufficio lascio i miei "problemi" fuori. Ho iniziato a fare yoga e meditazione. E quindi ora questa è la mia situazione attuale una ragazza normale che vorrebbe dormire normalmente e non vomitare più. Forse è questa mia voglia di liberarmi di questo "problema" che mi porta ad essere più agitata? Vi ringrazio anche solo per leggere questo sfogo così intimo e spero voi mi possiate indicare delle vie da intraprendere.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Chiara Beghin Inserita il 11/08/2017 - 13:21

Buongiorno Marika,
La ringrazio per aver condiviso con noi un problema così intimo. Le consiglio di trovare nella sua zona uno/a psicoterapeuta per cominciare un percorso di psicoterapia e buttar fuori, tramite le parole, tutto quello che ha dentro e che probabilmente la fa star male. Ci vorrà tempo ed è importante che si prenda tutto il tempo necessiario per dire solo quello che si sente di dire e quando si sentirà di dirle, ma penso che poi quando inizierà a liberarsene si sentirà meglio.
Rimangoa disposizione se ha bisogno di ulteriori informazioni,

Chiara Beghin

psicologa psicoterepeuta di Padova

Dott.ssa Ilaria La Manna Inserita il 12/08/2017 - 09:40

Buongiorno Marika,
mi colpiva quello che dice all'inizio "sensibile ma molto forte", cosa intende? Non che i due aspetti non possano convivere, ma mi chiedo, e le chiedo, possono avere un'attinenza con la problematica che riporta successivamente, quella del vomito? le dico questo perché sembra che la sensibilità di cui ci parla possa essere legata alla paura del giudizio e delle (possibili) brutte figure lei possa fare e su cui rimugina per giorni, ma è come se poi "indossasse una maschera" (mi passi il termine) di forza e determinazione che le permette, nonostante le notti insonni e sofferenti, di prepararsi, andare al lavoro, viaggiare, .... e poi quando torna a casa? Come si sente? si sente come quando è fuori? o forse più "libera" di essere se stessa?
naturalmente sono solo degli spunti di riflessione che le rimando e che, nel limite del consulto online, non sostituiscono un colloquio vis a vis e di conoscenza di lei come persona e del suo percorso di vita, solo per farla riflettere su questi suoi due aspetti di sensibilità/forza.
un cordiale saluto