STEFANO domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 24/08/2016

Agrigento

Di cosa soffro??!!!

Salve, sono Stefano e ho 29 anni...... perduti. Vita sociale zero, emarginato e preso in giro a scuola, sempre triste. A causa di un problema di salute come scrivevo sopra ero preso di mira dai miei compagni delle elementari e delle medie: insulti, colla sulla sedia, puntine da disegno nell'astuccio etc... Ero più debole, diverso e dovevo solo sorbirmi il tutto senza la possibilità di reagire. Ho complessi di inferiorità che col tempo stanno aumentando sempre di più, credo di essere malato di mente (anche se diplomato in ragioneria con 90), faccio finta di guardare il cellulare se incontro qualcuno per paura che mi ridano in faccia, mi preoccupo per gli altri ma gli altri (almeno così sembra) se ne fregano di me. Ho sempre paura di sbagliare. Non ce la faccio più. Siamo ad agosto, i ragazzi la sera escono e io alle 10 di sera a letto a fissare il soffito e a soffrire. Con fatica ho provato a seguire il consiglio dei miei che mi dicevano: "esci e vedrai che poi qualcuno ti inviterà ad unirti al gruppo"; risultato: uscivo da solo, restavo da solo, ritornavo a casa a testa bassa da solo (mi salutano si, ma continuano per la loro strada). Ho provato ad andare in un'altro paese dai miei zii ma non è cambiato nulla: una sera mio cugino mi portò in discoteca con una scusa ma una volta giunto li mi appoggiai ad un muro della sala e mi staccai solo a serata finita. Maledizione, anche al matrimonio di mia cugina ero triste; alcune volte mi vengono come dei nodi alla gola e non so cosa fare. Non riesco nemmeno più ad andare al mare: lo adoro ma quando penso di andarci ecco che nella mia testa scattano i cattivi pensieri (noteranno il mio corpo non muscoloso, soffrirò nel vedere ragazzi e famiglie intere divertirsi etc) comincio a sudare freddo e torno indietro. Poi devo fare i conti anche con chi giudica senza sapere e così devo sentire uno che dice che non esco perchè devo stare con mia madre, un'altro che non esco perchè sono vagabondo, l'alro che non vesto alla moda perchè sono tirchio etc. Non ce la faccio più. Non mi suiciderò perchè ho paura della morte, ma per il mio bene e quello dei miei devo cercare di uscirne da questa maledettissima situazione. Dallo psicologo ci andrò se e quando troverò lavoro (non voglio che me lo paghino i miei), ma intanto voglio chiedervi cosa secondo voi ho e qualche consiglio anche piccolo per muovere i primi passi verso la guarigione. Scusatemi se ho scritto troppo. Certi di una vs risposa porgo distinti saluti

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Emanuela Mezzani Inserita il 24/08/2016 - 12:55

Valeggio sul Mincio
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Buonasera Stefano, grazie per avere scritto;
penso che lei, per vari motivi anche di salute, come lei descrive, abbia una bassa autostima che viene continuamente alimentata da esperienze sociali negative, insuccessi e sensazioni di non-efficacia nelle relazioni. E' un circolo vizioso dal quale non è facile uscire senza un aiuto concreto, che le consiglio vivamente, per fare in modo che il suo disagio non si cristallizzi ulteriormente. Un passo molto importante lo ha fatto riconoscendo di aver bisogno di un aiuto e quindi rendersi consapevole del bisogno di cambiamento. Ipotizzo che per rompere la spirale di negatività e dolore ci sia bisogno di agire sull'empowerment ( incentivare il potere di operare nella sua vita con efficacia), cercando di agire sulle risorse interne anziché concentrarsi sui limiti, quindi spostare l'attenzione dallo stato emotivo negativo e quello positivo. Mi rendo conto che non è facile e veloce, anche perché l'autostima è la valutazione emotiva che una persona fa di sé e deriva da molti elementi sia affettivi che sociali, ha a che fare con le nostre esperienze, i vissuti, le interazioni, la nostra infanzia, pertanto è difficile da modificare, ma non impossibile perché varia nel tempo, per fortuna, in base a ciò che noi riusciamo a fare per NOI stessi: prima di riuscire a stare bene con gli altri occorre star bene con se stessi.
Un caro saluto

Dott.ssa Valentina Sciubba Inserita il 24/08/2016 - 22:36

Gentile Stefano,
non deve aspettare di lavorare per andare dallo psicologo. Se non ha soldi vada all'ASL con o senza impegnativa del medico di base. Se è esente non lo pagherà affatto.

Non trascurerei la sua sintomatologia che sembra rivelare sia aspetti depressivi, sia difficoltà sociali.
Ambedue i problemi sono risolvibili con un adeguata terapia psicologica.
Lo psicoterapeuta deciderà se ci fosse bisogno, magari in un secondo momento, di chiedere la collaborazione anche dei suoi genitori.

Se poi vuole sapere quale sia il suo problema principale, quello da affrontare per primo, la tematica psicologica più pervasiva al momento attuale, le consiglio di chiedere una consulenza, per ovvie necessità di osservazione da parte dello psicologo.

Cordiali saluti

Dott.ssa Erica Tinelli Inserita il 24/08/2016 - 16:58

Salve Stefano, da quello che scrive sembrerebbe che le sue difficoltà riguardino prevalentemente l'ambito delle relazioni sociali che sono di fondamentale importanza per ogni persona. Fin da bambino ha avuto problemi nel rapporto con gli altri. Probabilmente all'inizio si trattava di difficoltà molto più circoscritte che, tuttavia, un bambino spesso non riesce a gestire e risolvere da solo perché non ne ha le competenze. Con il tempo questi problemi si sono sviluppati sempre di più, forse perché le esperienze negative si sono susseguite, aumentando ancora di più i suoi complessi di inferiorità ed il timore di essere giudicato negativamente dagli altri. Ma nel corso della sua vita le è mai capitato di avere anche qualche piccola esperienza sociale positiva? Se sì, cosa c'era di diverso rispetto alle altre volte?
Ha fatto bene a cercare di affrontare almeno qualche volta ciò che temeva uscendo e andando in discoteca. Dice che non è andata molto bene, ma il solo fatto che è riuscito a sostenere queste situazioni dimostra che possiede tante risorse che, tuttavia, dovrebbero essere adeguatamente incanalate. Infatti, oltre a cercare di affrontare le cose è importante capire con quale atteggiamento e con quale comportamento questo viene fatto perché si tratta di fattori che influenzano notevolmente il modo in cui si viene visti dagli altri, le loro reazioni ed in generale la soddisfazione nei confronti dell'esperienza fatta. Se questi elementi non vengono presi in considerazione si corre il rischio di peggiorare ancora di più la situazione, sperimentando ulteriori esperienze negative.