Convivenza
Mi sono venuti gli attacchi di panico da un mese da quando sono andata a convivere, come faccio?
Mi sono venuti gli attacchi di panico da un mese da quando sono andata a convivere, come faccio?
Cara Jessica,
se stai affrontando la situazione della convivenza per la prima volta, come di fronte a tutti gli eventi nuovi che si possono presentare, è normale all’inizio sperimentare una certa forma di ansia il cui livello è anche funzionale nella misura in cui corrisponde ad una attivazione positiva di se stessi verso la nuova situazione.
Il problema si pone quando il livello di ansia supera le barriere della tollerabilità, diventa invalidante e incontrollabile assumendo la connotazione del panico. Se parli di attacchi di panico, vuol dire che il tuo livello di ansia è tale che non riesci a controllarlo.
Ti chiederei di riflettere sul significato che ha per te il termine attacchi di panico: hai dei sintomi fisici specifici? Un medico o terapeuta ti ha fatto una diagnosi di attacchi di panico? In precedenza ti era già capitato di soffrire di ansia oppure è uscita fuori tutta insieme a seguito della convivenza senza che ci fossero eventi stressori precedenti?
Porti tali domande sarebbe di aiuto per definire meglio e inquadrare correttamente il disturbo evidenziato. Nella tua richiesta di consulto non fornisci molti elementi che sarebbe fondamentale conoscere per poterti dare un suggerimento appropriato.
Una diagnosi di attacchi di panico deve essere comunque accertata da uno specialista. Una volta diagnosticata la sintomatologia sarebbe utile esplorare quali sono i fattori relativi alla situazione attuale della convivenza o precedenti ad essa che hanno favorito l’instaurarsi degli episodi di panico, al fine di intervenire con la strategia più adeguata per risolvere il problema.
Un caro saluto.
Dott.ssa Arianna Grazzini
Buongiorno Jessica,
il panico rientra tra i disturbi d'ansia, anche se tali attacchi hanno una caratteristica ben precisa, leggermente diversa da una comune preoccupazione ansiosa. Infatti il panico si scatena soltanto quando percepiamo come pericolosi i sintomi dell'ansia (tachicardia, vertigini, formicolii, tensione muscolare, nausea, mancanza d'aria, senso di estraniamento ecc..). Questi sintomi, con tutta probabilità provocati da un pensiero di tipo ansiogeno, portano al panico quando vengono percepiti come segnali di malessere, a cui si cerca di porre "rimedio" con soluzioni "fai da te" poco appropriate alla gestione dell'ansia: ad es. si cercano di fare respiri ancora più profondi, o il tutto si riduce all'evitamento di situazioni in cui si prova ansia e tensione. Detto questo, il panico può essere gestito in vari modi, innanzitutto riuscendo a non temere più questi sintomi.. ma soprattutto è importante ascoltare l'ansia di base, che vi è sotto, poiché è quella la reale emozione che sta cercando di comunicarci qualcosa, di farci riflettere. Forse in questo nuovo periodo di vita, sono insorti dubbi, preoccupazioni, insoddisfazioni o altro.. e la sua mente e il suo corpo le stanno dicendo di rendersene conto e di rifletterci su. Un percorso psicologico potrebbe certamente aiutarla a fare chiarezza su quanto le sta succedendo, oltre che esserle di supporto per apprendere una migliore gestione dell'emotività. Resto a disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi
psicologa psicoterapeuta cognitiva
www.chiarafrancesconi.it