Annalisa domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 10/03/2016

Napoli

Il mio ragazzo è morto

Buonasera a tutti, in modo particolare a coloro che troveranno tempo e modo di rispondere al mio disperato appello d'aiuto.
Com'è possibile evincere dal titolo da me scelto mi è successa una cosa terribile: il 31 gennaio il mio fidanzato ha perso definitivamente la sua lotta contro un linfoma. Ha lottato con coraggio e determinazione fino alla fine ma purtroppo le chemioterapie non hanno potuto fermare il mostro che gli cresceva dentro e che lo stava distruggendo dall'interno. L'incubo è iniziato a fine luglio, quando gli è stato diagnosticato il tumore. Fino a quel momento nemmeno sapevo dell'esistenza dei linfomi, ammetto la mia ignoranza di allora in materia... Il mio ragazzo, però, si è dimostrato sicuro e ottimista sin da subito e mi ha spesso riportato le parole dei dottori. Mi sembra ancora di sentirlo mentre per rassicurarmi mi dice che poteva andare peggio, che di linfoma non si muore... Ho finito col credergli. Ho voluto credergli con tutte le mie forze nonostante in questi mesi di cose brutte ne abbia viste eccome. Credevo semplicemente che il suo processo di guarigione sarebbe stato più lungo e doloroso del previsto e che, quasi sicuramente, gli avrebbe lasciato dei danni permanenti. Ero piena di speranza ma non così cieca da non capire la gravità della situazione... Però tutto mi sembrava risolvibile o quanto meno superabile. Non mi importava di avere un ragazzo sterile e invalido: volevo solo che lui tornasse a vivere. Le cose sono andate nel verso diametralmente opposto e in tre giorni ho dovuto assistere alla sua agonia senza poter fare niente. L'unica cosa che potevo fare era quella di tranquillizzarlo e fin quando ha potuto sentirmi l'ho fatto. Non volevo che andasse incontro alla morte terrorizzato... Adesso vi chiederete cos'è che potete fare voi dopo che vi ho descritto uno scenario tanto brutto... Sono una ragazza di 24 anni col cuore spezzato. Non ero preparata a questa eventualità ma seppure lo fossi stata temo che il dolore sarebbe stato lo stesso così devastante. Non riesco a rassegnarmi all'idea che lui non ci sia, soprattutto perché era una persona straordinaria che mi amava tantissimo, persino rilegato com'era in un letto di ospedale. Lo so, sembra la trama di un film strappalacrime ma purtroppo si tratta della mia vita. Vivo le mie giornate ripetendomi la seguente frase: "Giuseppe è morto". Ogni volta, però, c'è qualcosa che non mi torna, qualcosa che mi spinge a cercarlo tra la gente quando sono fuori con le mie amiche. Provo ad uscire ma ho serie difficoltà a svegliarmi la mattina, cosa anomala per me che non sono mai stata una dormigliona. Preferisco restare a letto, guardare la televisione, scrivere sul profilo fb del mio ragazzo per sentirlo vicino. Esco per fare felici i miei genitori e mia sorella che, vista la situazione, sono molto preoccupati. Il sonno non è particolarmente disturbato. Ho avuto alcuni incubi nei giorni scorsi ma non di recente. Tutti i sogni comunque hanno a che fare con lui. Vorrei davvero riprendere in mano la mia vita ma temo che la perdita sia al di fuori della mia portata. Aveva solo 27 anni e mi amava da morire. Riesco solo a focalizzare l'attenzione su quanto questa situazione sia tragica e ingiusta. Non riesco a fare altro. Aiutatemi...

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Patrizia Niddomi Inserita il 12/03/2016 - 12:02

Carissima Annalisa
quello che sta vivendo è assolutamente in sintonia con quanto ha esperito: La frustrazione del più alto grado di impotenza, la perdita della persona amata e del Suo Amore, il trauma della vita insieme brutalmente spezzata, lo shock della caducità dell'esistenza. Tutto questo è il Lutto e non ci si può aspettare che passi in qualche mese. Da ciò che dice e da come lo scrive intuisco che Lei ha tutti gli strumenti per affrontare questa ingiusta tragedia, vivendosi le emozioni più sgradevoli e negative che tale elaborazione comporta.
E non da sola.
Perché ci sono eventi che, per quanto tragici, riusciamo a sostenere da soli e altri, come questo Suo, che necessitano di una rete fitta di sostegno. Lei ha una coppia di genitori che si preoccupano per Lei, una sorella che le vuole bene, tutti disposti a starle accanto e questo non è poco. Cerca di uscire, di non perdere il contatto con la vita, di mantenere le relazioni con le persone che la circondano e questo è indispensabile.
Ma una ragazza di 24 anni col cuore spezzato ha bisogno di un sostegno a tutto tondo. Perché la tragedia è avvenuta, si è consumata in tutta la sua disperante realtà e sembra aver spazzato via con Giuseppe la prospettiva di una vita amorevole, piena e soddisfacente.
Tutto questo le ha spezzato il cuore. Lei lo sa, ne ha consapevolezza e non si perita a chiedere aiuto. Pertanto credo che Lei riuscirà ad uscire da questo stato di intorpidimento e ne uscirà "viva".
Annalisa, la sua nuova vita ha bisogno di ritrovare le fondamenta tra le macerie e il primo passo è viversi tutto il dolore che Le ha spezzato il cuore. Valuti Lei se preferisce farlo in compagnia di un professionista che l'aiuti a trovare la Sua forza per sopportare il peso di questo dolore o se la rete che ha intorno le permette di viversi liberamente tutto ciò che sente.
Almeno per un po' continui a parlare di Giuseppe con le persone che lo hanno conosciuto e a farlo conoscere a chi non ha avuto questo onore. Continui ad accogliere l'amore dei suoi genitori, a farsi abbracciare da sua sorella, a farsi coccolare e a farsi tirare su il morale dalle persone care che la circondano.
Continui ad alzarsi dal letto, anche se con fatica. Continui a stare in contatto con se stessa.
E si dia un tempo per affrontare le cose che oggi non riesce a fare. Un tempo che sia Suo. Fissi un'orario o una data e Li rispetti. Ci vuole almeno un anno per riprendere forze. Un anno di onomastici, compleanni, feste comandate, anniversari, un anno in cui ogni luogo è un ricordo ...
E continui ad ascoltarsi, navigando a vista in questo oceano di emozioni, con la consapevolezza di poter chiedere aiuto, in qualunque momento, anche cercando su questo portale, un professionista della Sua zona che le ispiri fiducia.

La saluto col cuore
Dr.ssa Patrizia Niddomi -Psicologa Psicoterapeuta- Firenze

Dott.ssa Loredana Ragozzino Inserita il 10/03/2016 - 23:28

Cara Annalisa,
quanto dolore e quanto amore percepisco da queste righe. Il lutto è uno strappo dell'anima a cui dobbiamo far fronte cercando di ricucirlo. Ma è un lavoro che necessita di tempo.
Non è semplice Annalisa lo so, ma lei è qui e sta gridando "aiuto", e nel mio piccolo cercherò di aiutarla.
Il lutto è caratterizzato da alcune fasi, la durata delle quali è soggettiva e non prevedibile. Lei si trova in un momento di rifiuto della perdita del suo ragazzo (lo cerca tra la gente), lo sogna, e presenta qualche segnale depressivo (come dormire e non aver voglia di fare le cose), reazioni legittime che fanno parte del vissuto del lutto.
Indubbiamente ha bisogno di un supporto psicologico in questo periodo così doloroso. Se lo desidera mi contatti privatamente, cercherò di consigliarla e indirizzata.
Son davvero dispiaciuta per questo tragico avvenimento.
Un caro saluto.
D.ssa Loredana Ragozzino
Falconara ( An )
Tel. 340 7362653