Il mio ragazzo è morto
Buonasera a tutti, in modo particolare a coloro che troveranno tempo e modo di rispondere al mio disperato appello d'aiuto.
Com'è possibile evincere dal titolo da me scelto mi è successa una cosa terribile: il 31 gennaio il mio fidanzato ha perso definitivamente la sua lotta contro un linfoma. Ha lottato con coraggio e determinazione fino alla fine ma purtroppo le chemioterapie non hanno potuto fermare il mostro che gli cresceva dentro e che lo stava distruggendo dall'interno. L'incubo è iniziato a fine luglio, quando gli è stato diagnosticato il tumore. Fino a quel momento nemmeno sapevo dell'esistenza dei linfomi, ammetto la mia ignoranza di allora in materia... Il mio ragazzo, però, si è dimostrato sicuro e ottimista sin da subito e mi ha spesso riportato le parole dei dottori. Mi sembra ancora di sentirlo mentre per rassicurarmi mi dice che poteva andare peggio, che di linfoma non si muore... Ho finito col credergli. Ho voluto credergli con tutte le mie forze nonostante in questi mesi di cose brutte ne abbia viste eccome. Credevo semplicemente che il suo processo di guarigione sarebbe stato più lungo e doloroso del previsto e che, quasi sicuramente, gli avrebbe lasciato dei danni permanenti. Ero piena di speranza ma non così cieca da non capire la gravità della situazione... Però tutto mi sembrava risolvibile o quanto meno superabile. Non mi importava di avere un ragazzo sterile e invalido: volevo solo che lui tornasse a vivere. Le cose sono andate nel verso diametralmente opposto e in tre giorni ho dovuto assistere alla sua agonia senza poter fare niente. L'unica cosa che potevo fare era quella di tranquillizzarlo e fin quando ha potuto sentirmi l'ho fatto. Non volevo che andasse incontro alla morte terrorizzato... Adesso vi chiederete cos'è che potete fare voi dopo che vi ho descritto uno scenario tanto brutto... Sono una ragazza di 24 anni col cuore spezzato. Non ero preparata a questa eventualità ma seppure lo fossi stata temo che il dolore sarebbe stato lo stesso così devastante. Non riesco a rassegnarmi all'idea che lui non ci sia, soprattutto perché era una persona straordinaria che mi amava tantissimo, persino rilegato com'era in un letto di ospedale. Lo so, sembra la trama di un film strappalacrime ma purtroppo si tratta della mia vita. Vivo le mie giornate ripetendomi la seguente frase: "Giuseppe è morto". Ogni volta, però, c'è qualcosa che non mi torna, qualcosa che mi spinge a cercarlo tra la gente quando sono fuori con le mie amiche. Provo ad uscire ma ho serie difficoltà a svegliarmi la mattina, cosa anomala per me che non sono mai stata una dormigliona. Preferisco restare a letto, guardare la televisione, scrivere sul profilo fb del mio ragazzo per sentirlo vicino. Esco per fare felici i miei genitori e mia sorella che, vista la situazione, sono molto preoccupati. Il sonno non è particolarmente disturbato. Ho avuto alcuni incubi nei giorni scorsi ma non di recente. Tutti i sogni comunque hanno a che fare con lui. Vorrei davvero riprendere in mano la mia vita ma temo che la perdita sia al di fuori della mia portata. Aveva solo 27 anni e mi amava da morire. Riesco solo a focalizzare l'attenzione su quanto questa situazione sia tragica e ingiusta. Non riesco a fare altro. Aiutatemi...