Gianluca domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 21/02/2016

Ferrara

Voglio tornare a vivere

Salve a tutti,
mi chiamo Gianluca, ho diciannove anni e vi scrivo perché non riesco più a vivere in questa situazione. Cercherò di essere il più breve possibile. Da quattro mesi mi sono trasferito a Ferrara per frequentare l'Università in quanto ero stanco di vivere in un luogo che odiavo: il mio paese d'origine. In quest'ultimo, nonostante io abbia avuto un'infanzia felice, le cose sono precipitate quanto è iniziata la mia adolescenza; dalla prima media infatti sono iniziati una serie di problemi che, purtroppo, si sono protratti nel tempo e le cui conseguenze mi tormentano ancora oggi: mio padre morì (avevo dieci anni), mia nonna si ammalò e da allora mia madre va ogni giorno ad assisterla, ho iniziato ad essere vittima di bullismo a scuola (il quale si è protratto per ben sei anni; dalla prima media alla terza superiore), mio fratello ha iniziato ad avere problemi psicologici, mia madre e mio fratello hanno iniziato a litigare pesantemente (alcune volte mio fratello ha persino minacciato di uccidere mia madre). Se a tutto questo aggiungiamo che vivevo, come già specificato, in un posto orribile i cui abitanti sono gente bigotta ed ignorante (io mi considero una persona mediamente intelligente e inutile dire che non mi sentivo a mio agio con i miei compaesani), non avevo amici e il fatto che sono omosessuale, beh, inutile dire che non ero felice. In parole povere: MI SENTIVO IMPRIGIONATO IN UNA VITA CHE NON VOLEVO. Ora, riguardo al fatto che non ho vissuto la mia adolescenza, diciamo che potrei anche farmene una ragione; il problema però è che, nonostante ora io sia a Ferrara (cioè ho l'opportunità di avere finalmente la "vita che desidero" lontano dal luogo che chiamo "la mia maledizione"), io non riesco a vivere a pieno perché i "demoni del passato" continuano a tormentarmi. Infatti, riguardo soprattutto al bullismo, credo che questo abbia pesantemente intaccato il mio benessere psicologico in quanto credo di aver sviluppato una fobia sociale (non vorrei farmi una autodiagnosi ma credo proprio di soffrirne), la mia autostima (la quale è veramente bassissima) e le mie capacità relazionali (non riesco più a relazionarmi normalmente con le persone). Inoltre, ricordo che quando stavo per finire il liceo ciò che mi "dava speranza" era il fatto che, allontanatomi finalmente da quel posto, sarei stato finalmente felice; ovviamente non è stato così e devo specificare che, da qualche tempo a questa parte, la speranza di "essere felice" se ne sta andando tant'è che sto addirittura peggio di prima: anche qui a Ferrara (causa l'incapacità di "tornare a vivere") passo le giornate al chiuso, nessuno mi cerca, ci sono persone che mi chiamano solo quando vogliono essere aiutate con lo studio, sono arrivato a pensare seriamente al suicidio (infatti alcune volte avevo persino scritto la "lettera di addio" al computer anche se lo sempre cancellata), a volte mi sembra di impazzire (specie quando, pur sapendo che non dovrei farlo, vado sui profili facebook degli altri e vedo quanto sono felici e circondati da persone che gli vogliono bene; anche i fuori sede come me, che sono riusciti a farsi degli amici), poi l'invidia verso le vite degli altri mi distrugge (ho sempre pensieri del tipo: "perché non ho io la tua vita" o cose del genere; specie verso mio cugino; quest'ultimo infatti nonostante sia una persona diciamo "detestabile" (da piccolo mi prendeva in giro e una volta mi ha fatto scoppiare a piangere) è sempre stato più fortunato di me nella vita sotto tutti i punti di vista e questa è una cosa che non riesco ad accettare! Ancora, da qualche tempo a questa parte inizio ad avere voglia di autolesionarmi (non so, credo che sia un modo per scaricare la rabbia repressa e per attirare disperatamente l'attenzione degli altri: senza di essi, infatti, io non riesco a fare niente e cosa peggiore, nonostante io voglia "guarire", la mia famiglia non mi aiuta; in particolare, mia madre, presa già dai suoi problemi, prende sempre alla leggera il fatto che io non sia felice) e ho continuamente pensieri omicidi verso le persone che per anni mi hanno fatto soffrire (in pratica, ho il desiderio di ucciderli perchè credo che siano responsabili della mia condizione attuale). Io non sono un cattivo ragazzo, al contrario, mi reputo una persona sensibile e che sa ascoltare gli altri, ma non ce la faccio più: voglio essere felice! Voglio avere una vita piena e non una vita vuota e limitata come adesso. Voglio stare bene! Voglio avere degli amici, innamorarmi come fanno tutti... ma sembra quasi che io chieda troppo. Beh, questo è grossomodo tutto quello da sapere e scusate se mi sono dilungato troppo. Grazie in anticipo per le eventuali risposte.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Cristina Fumi Inserita il 22/02/2016 - 09:32

Caro Gianluca,

leggendo la Sua lettera mi è venuto in mente una canzone di qualche anno di L. Ligabue:

"Ho messo via un pò d'illusioni
che, prima o poi, basta così,
ne ho messe via due o tre cartoni
e comunque so che son lì

Ho messo via un pò di consigli
dicono: è più facile
li ho messi via perché a sbagliare sono bravissimo da me
mi sto facendo un pò di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n'è stato,
ce n'è e ce ne sarà

Ho messo via un bel pò di cose
ma non mi spiego mai perché
io non riesca a metter via te

Ho messo via un pò di legnate,
i segni, quelli, non si può,
che non è il male ne la botta
ma, purtroppo, è il livido

Ho messo via un bel pò di foto
che prenderanno polvere
sia su rimorsi che rimpianti che rancori e sui perché
mi sto facendo un pò di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n'è stato,
ce n'è e ce ne sarà".

Ecco Gianluca, deve riuscire a trovare "posto" nella Sua famiglia e nella Sua vita; tanti sono stati gli accadimenti che Le sono accaduti, tragici e dolorosi.
La morte di suo padre, la malattia di suo fratello, il clima difficile e conflittuale, il bullismo: sono eventi stressanti e traumatici a cui Lei è stato pesantemente esposto fin dall'inizio dell'adolescenza. E' possibile un'opera di ricostruzione dentro di sé, di fiducia e di speranza: si rivolga a uno psicoterapeuta specializzato in EMDR, una pratica di psicoterapia efficace nel trattamento e superamento di eventi stressanti e traumatici.

Eviti che quei lividi rimangano lì per troppo tempo: è possibile affrontare i demoni del passato, uno alla volta... ma non da soli.

In bocca al lupo!

Dott.ssa Cristina Fumi
psicologa-psicoterapeuta
Milano
www.studiokaleidos.it