Eustass domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 19/02/2016

Ogliastra

Sempre trattato come un rifiuto

Sono un ragazzo di 22 anni. Non ce la faccio più. Già dai tempi delle scuole medie sono sempre stato trattato come un rifiuto, senza amici, senza nessuno, sono stato da solo per anni, sempre da solo. Da qualche anno sembra essere tutto cambiato, le persone sono aperte con me, ho molti amici, ma mi sento inadeguato, sempre, mi sento ogni giorno inutile, mi confronto sempre con gli altri e capisco sempre di non essere al livello di nessuno. Sono un buono a nulla, non ho e non ho mai avuto nulla di buono nella mia vita. E sono stanco di continuare a vivere così. Vorrei solo stare in pace. In pace con me e con gli altri. Vi prego, ho bisogno di aiuto.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Inserita il 19/02/2016 - 15:53

Gentile Lettore,
le chiedo uno sforzo di immaginazione.

Immagini per qualche minuto di attribuire ad un'altra persona le cose che sta attribuendo a se stesso.

Questa persona la chiamiamo X ed è lì, davanti a Lei.

Lei, Daniele, sta dicendo continuamente, ogni giorno, ad X che lui è un "buono a nulla", che alle medie lo trattavano "come un rifiuto", non ha "mai avuto nulla di buono nella vita", ecc...

Come pensa che reagirebbe X? Sarebbe felice? Sereno? Le sembra così strano che non sia contento e che sia stanco di essere trattato così da Lei?

Mi sembra chiaro che Lei non conosce affatto X e che gli sta dicendo cose non vere, per ferirlo e bloccarlo in un angolo.
Il problema è perché.
Che ha fatto X e da quanto tempo gli dice queste cose?

Se vuole davvero essere aiutato, capire perché si sta trattando in questo modo, contatti un professionista.
Qui ce ne sono molti.

E' fondamentale però aver chiaro che non esiste una frase, un consiglio, un qualcosa che agisca da fuori e che miracolosamente ci cambi internamente, rendendoci di colpo felici di come siamo e di quello che facciamo.
Una sola risposta su un sito web può essere uno spiraglio, ma da sola non basta. Bisogna rimboccarsi le maniche.

La felicità richiede impegno.
E bisogna cercarla. Dovrà essere testardo e crederci.
Dovrà "lavorare" per cambiare ma soprattutto accettare di essere felice.

Cordialmente,

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino. Psicologa.