francesco domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 18/01/2016

Pisa

Storia della mia vita

ciao,
(forse non avrei dovuto scrivere qua , ma è andata così, voglio cambiare) (AVVISO:ho scritto tutto di un fiato questo è uno sfogo, questa storia non l'ha sa NESSUNO e forse neanche io, comunque spero di avere scritto le cose nel modo più veritiero possibile, però non rileggo niente ),
io da quando andavo alle elementari ho sempre avuto problemi ad instaurare rapporti con gli altri bambini. Oggi ho 24 anni e sono molto solo. Il breve riassunto della mia vita è questo:
da piccolo ero un bambino timido e la costante è che gli unici bambini con cui stavo un po' di più erano quelli che non erano inseriti con nel gruppo degli altri. Nell'estate tra la quarta e la quinta elementare sono cominciati tutti i problemi non volevo più mangiare (tutto è cominciato da una amica di mia madre che aveva detto che le calorie fanno ingrassare); a metà della quinta pesavo 23 Kg. Dopo questo ho dovuto fare delle diete e per vendicarmi costringevo anche mio fratello a mangiare tutto quello che mangiavo io. Lui è ingrassato molto per colpa mia, ma comunque oggi è alto e magro. In verità anche già prima di tutto avevo cominciato a fare dei 'rituali', tipo poichè i miei genitori erano\sono molto religiosi (facevano parte di una comunità guidata da un frate che adesso con il senno del poi direi un po' esaltato), mi ero messo a dire delle ave maria, perchè altrimenti avrei perso l'amore di una bambina che mi piaceva, oppure io non ho mai toccato (alle elementari ho preso anche una nota per questo ) la tastiera del computer. era peccato. Dopo aver smesso di mangiare in prima media avevo razionato l'acqua (farà ridere ma è così a quel tempo per me era l'unica cosa importante, impensabile disubbidire a quella regola), sono arrivato a bere 5/6 bicchieri d'acqua al giorno verso la fine contavo anche la nebbia come un po' di acqua bevuta. Dopo questa 'crisi' è passato un periodo tranquillo 2°-3° media e 1° superiore. in cui ho continuato a giocare a calcio (ho iniziato in 2° elementare) e in seconda media (solo un anno) ho fatto gli scout con mio fratello. Naturalmente no parlavo con nessuno e nessun mio amico è mai venuto a casa mia tranne se erano amici di mio fratello o Federico che era mio compagno di scuola alle medie e grazie a mia madre è venuto a casa da me e io a casa sua un po' di volte.
Il problema più grande è iniziato in II superiore quando ho cominciato a puzzare (è durato fino al primo anno di università). Per me è una delle cose più brutte che può succedere ad una persona, uno si lava puzza e non sente il suo odore se non per il fatto che gli altri si toccano il naso e dicono che puzza di merda che stalla, se non ci si lava.....(sono un esperto ormai). Questo periodo della mia vita è stato caratterizzato da pianti, domande sul senso della vita, su che colpe ho io, del perchè dovevo ancora vivere..... Ho cominciato ad avere paura di far tutto anche andare dai nonni a natale era una sofferenza. All'inizio io mi lavavo di nascosto così anche i miei genitori pensavano che io non mi lavassi e penso lo siano andati a dire anche ai prof.(il mio compagno di banco in II ha preso un voto più alto nel tema perchè di fianco c'ero io ). La gente ha sempre pensato che io sono stupido e non capisco le cose, quindi spesso mi parlano davanti di cose che io non dovrei sapere; tutti hanno paura di me nel senso che non mi trattano come si comportano tra di loro. In questo periodo ho imparato ad incassare e tacere un sacco di insulti, ricordo: sono i due episodi che mi ricordo meglio perchè mi hanno toccato di più ma sono stati isolati rispetto agli altri, 'puzzi come un .. vatti a lavare ' di mio padre e 'sei ridicolo' di mia madre, però dopo questa frase mi sono accorto che si è pentita. Mi sono dimenticato di dire che la puzza è stata collegata prima alla voglia di nascondere che mi stava crescendo la barba, quindi già tendevo a nascondermi anche se da poco tempo (ometto i dettagli perchè sono lunghi).
Con la scusa di nascondermi e anche per evitare di far sentire agli altri la mia puzza ho cominciato a mangiare in camera fino al giorno in cui ho compiuto 21 anni, avevo da poco la certezza di aver smesso di puzzare. Alle superiori (liceo scientifico) sono sempre stato compagno di banco di bocciati. Ho notato però che le persone che mi stavano vicino dopo un po' si affezionavano a ame o comunque ci tenevano. In V superiore la mia compagna di banco è stata una certa valentina una ragazza molto bella e molto ribelle (l'opposto di me) di cui mi sono innamorato, puzzavo, ma lei aveva paura di allontanarsi da me, qualche volta l'ho aiutata. è da questo momento che ho cominciato a migliorare, volevo smettere di puzzare, piangevo tantissimo e per me la vita non aveva senso. Ho capito perchè puzzavo, si chiama bromidrosi, l'ho scoperto da internet. Ero disperato e volevo smettere di puzzare, mi sono anche messo il profumo di mia madre, ma puzzavo di più.
Ho cercato di fare tutto quello che potevo, ma non passava mai, sapone nelle ascelle, ma non passava mai. Poi non so se sia stato un caso o che ha cominciato a passare quando ho cominciato ad usare l'acqua ossigenata e anche il clor (infatti sono i batteri che fanno puzzare)per fare la doccia.
All'università puzzavo però presto ho smesso del tutto. Da questo punto è stato un miglioramento continuo e io ho cominciato ad essere felice. Soprattutto in casa se ne sono accorti. Però facevo ancora fatica a mangiare in pubblico (anche un panino) e all'università ero considerato ancora un asociale sfigato di merda. Prima di laurearmi al terzo anno ho conosciuto un ragazzo Lorenzo che è stato il mio primo amico che mi chiedeva delle cose su di me e mi ha insegnato ad aprirmi un po' di più. Alla laurea magistrale poi ho cominciato a parlare con altri con cui lavoravo soprattutto uno che mi ha coinvolto e nel gennaio (23 anni compio gli anni il 7 gennaio) della'anno scorso per al prima volta sono uscito con quelli dell'università. Ho sentito anche alcuni che dicevano come è cambiato. Quest'anno mi laureo per la laurea magistrale, molti se ne sono andati via e siamo rimasti in pochi e questo a favorito anche il fatto che cominciassi a parlare anche con questi altri. In particolare c'è una ragazza A. e un ragazzo L.. Queste cose le ho scritte perchè oggi sono molto triste ieri sera sono uscito con questi che conosco e mi sono accorto di quanto sono vivi loro e di quanto sono morto io. Oggi piango e sono molto triste ...
Io sogno molto e volevo raccontare tutte queste cose a qualcuno prima a L., ma non ce l'ho fatta (non ero neanche convinto) ora all'A., ma non penso che gli dirò mai niente anche se lei è una che potrebbe ascoltarmi. Però non so se sono cose che si possono dire. Ho trovato questa finestrella qua e ho scritto tutto. Avrò sicuramente omesso delle cose volontariamente o no, ma questo è il concetto. Chissà... chi può saperlo dopo tutto....

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Christina Marchetto Inserita il 19/01/2016 - 13:29

Gentilissimo Francesco, penso che il suo passato e il suo modo di descriverlo siano un chiaro segno che lei voglia trovare una nuova serenità.
Immagino che possa esserle utile un percorso terapeutico per approfondire la sua vita finora, cercare di darne una nuova lettura e di affrontare con uno specialista le aree di "disagio" e "dolore" che ci sono state.
Ad oggi alcuni momenti no, possono esserci, è normale, l'importante è che lei possa desiderare un cambiamento e meriti di averlo.
A mio parere un percorso psicologico può aiutarla a sistemare i tasselli della sua vita che trovando un nuovo ordine potranno darle nuovi spunti di vita e nuovi modi di leggere la realtà che la circonda.
resto a disposizione.
Dott.ssa Marchetto Christina
www.christinamarchetto.it

Dott.ssa Loredana Ragozzino Inserita il 18/01/2016 - 20:15

Caro Francesco,
quanta sofferenza passata e incomprensioni hanno caratterizzato la sua vita da studente e figlio, e nonostante questo ha proseguito a testa alta con forza, fino ad arrivare alla laurea. E' stato davvero bravo mi creda.
Ora le cose vanno meglio, ma viene assalito da momenti di sconforto a mio avviso comprensibili.
Sarebbe bene risanare in qualche modo quelle mancanze subite e ristrutturare certe parti di lei che sono state abbandonate e o messe da parte. Questo prevede un percorso terapeutico che le consiglio di prendere in considerazione.
Ritengo sia pronto per raggiungere il benessere di cui ha diritto.
Rimango a disposizione per chiarimenti.
Un caro saluto,
D.ssa Loredana Ragozzino