Perla domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 01/12/2015

Firenze

Agorofobia

Buonasera, sono una ragazza di 21 anni e due anni fa dopo una brutta esperienza in discoteca ho iniziato a soffrire di Agorofobia.. Da due anni a questa parte le mie paure sono aumentate sempre di più e adesso non so proprio più come fare.. Ho perfino paura di guidare da sola. Cosa dovrei fare ?? Aspetto anche un bambino

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Paola Maniga Inserita il 02/12/2015 - 15:18

Buon giorno,
dalla breve descrizione che riporta dell'esordio della problematica di agorafobia, sembra trasparire una traumatizzazione subita e dunque per questo motivo mi sentirei di consigliarle di intraprendere un percorso di psicoterapia con un terapeuta E.M.D.R. che la aiuterà molto.
Il percorso con questo metodo lavora in modo specifico sulla rielaborazione di episodi vissuti in modalità traumatica con l’intento di desensibilizzarli e renderli meno dolorosi e dunque più facilmente gestibili.
Buon percorso di ripresa .
Dott.ssa Paola Maniga

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 02/12/2015 - 10:21

Buongiorno Perla,
per il suo benessere in primis e per quello del suo futuro bambino e del nucleo familiare che sta andando costruendosi, le consiglierei di intraprendere il prima possibile un percorso di psicoterapia. L'agorafobia, il timore di restare soli, di allontanarsi dai luoghi ritenuti sicuri, l'ansia, il panico.. sono tutte problematiche piuttosto comuni e ampiamente trattabili e risolvibili. Il primo passo affrontato in terapia è sempre quello di saper riconoscere, tollerare e regolare l'emozione dell'ansia, in modo da riprendere una vita serena e di qualità, priva di limitazioni e protezioni dal "pericolo". Un secondo passo importante è anche scoprire le cause dell'emersione di questi attacchi di ansia e timori. Alcune volte, come potrebbe essere il suo caso, possono essere accaduti fatti "spiacevoli o traumatici", ma la psicologia è portata a riconoscere la multifattorialità e multicausalità nell'insorgenza di un problema: in altre parole, nella maggior parte dei casi non è comunque sufficiente un episodio acuto e critico per innescare una patologia, ma è molto probabile la co-presenza di vulnerabilità interiori, più remote e profonde, ed è quindi necessario esplorare vecchi vissuti, ricordi, vita familiare ecc.. per lavorare sulla cosiddetta prevenzione delle ricadute future.
A disposizione per ulteriori informazioni,
un saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi - psicologa cognitivo comportamentale
www.chiarafrancesconi.it