Ro domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 22/07/2013

Brindisi

ansia e senso colpa dalla coppia

mi chiamo R e ho 29 anni. L' evento che mi ha spinta a scrivere si è verificato qualche giorno fa quando il mio fidanzato (con cui sto da 10 anni e convivo da due) mi ha detto che sarebbero venuti i suoi genitori a trovarci. Premetto che non ho mai avuto particolare feeling con i familiari del mio fidanzato e ho sempre sofferto la loro presenza nella nostra vita perchè sono sempre stata molto indipendente e il loro attaccamento a lui (e di conseguenza a me) mi ha sempre messo ansia. Qualche giorno fa, quando lui mi ha detto che i suoi sarebbero venuti a trovarci dopo la nostra vacanza per stare un altra settimana con noi (li abbiamo già ospitati un mese fa e la vacanza consisterà nello stare due settimane a casa loro!!) ho avuto una vera e propria crisi tra pianti e difficoltà a respirare (cosa anomala perchè sono una ragazza solitamente molto tranquilla). Questo evento mi ha molto colpita non mi aspettavo di reagire in questo modo. Lui ha detto che non capiva perchè reagissi così e che secondo lui loro non fanno niente di male. Il punto è che in seguito a questa "crisi" ho cominciato a sentirmi inadeguata e colpevole di non volerli risultando sia con il mio fidanzato che a lavoro chiusa e triste. Mi sento combattuta tra il senso di colpa e la mia voglia di indipendenza che sento minacciata dalla loro presenza in casa. Mi sono resa conto di non poter gestire questo da sola e che probabilmente questa è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Aspetto un vostro parere
grazie
R

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Serena Fuart Inserita il 03/10/2013 - 16:21

Cara Ro

sono d’accordo con le risposte dei miei colleghi quando dicono di non colpevolizzarsi. Autorizzi il suo sentire e il suo desiderio e ne parli con il suo compagno francamente.
Provare un desiderio non è una colpa e nella situazione in cui lei vive ci sono degli elementi che le creano disagio, che cozzano con il suo sentire. Non c’è niente da colpevolizzare ma solo da capire e cercare di trovare una soluzione o una mediazione.
Se sta male è indice che qualcosa non va non è una colpa. Cerchi di capire o da sola o con l’aiuto di un professionista i vari elementi che compongono in suo disagio. Una volta chiariti parli con il suo compagno cercando una mediazione che tenga conto anche del suo desiderio

Dott.ssa Silvia Polizzi Andreeff Inserita il 12/09/2013 - 21:50

Salve Ro, se non si aspettava di reagire così forse è già andata oltre la sua soglia di sopportazione. Parla di questo evento come della goccia che ha fatto traboccare il vaso...può darsi che sia arrivato il momento di svuotarlo. Faccia chiarezza dentro di se autorizzandosi a sentire proprio quello che sente e poi si prenda uno spazio per comunicare al suo partner ciò che prova. Magari vorrebbe essere consultata prima di una decisione del genere? Gli ha mai parlato chiaramente del suo bisogno di indipendenza come individuo e di intimità come coppia? Come sono i vostri confini di coppia? In che modo i genitori continuano ad intaccarli? Non si colpevolizzi se sente delle cose che la spaventano, quello che si prova non dipende da noi, ma quello che ne facciamo si. Solo se si dà il permesso di mettere in gioco ciò che sente può cambiare le cose.
In bocca al lupo

Dott.ssa Elisa Frescura Inserita il 07/08/2013 - 11:37

Gentile Ro,
Mi scuso innanzitutto per il ritardo nella risposta, spero che possa ancora esserle utile.
L'unica cosa che può fare, dal mio punto di vista, è parlarne con il proprio compagno. Ora che la situazione si è un po' raffreddata, potrà parlargliene in modo più lucido, risultando quindi più comprensibile. Gli parli della sua difficoltà, esplicitando che è consapevole che i genitori di lui non stanno facendo nulla di male: lo racconti come un suo problema e una sua necessità di avere maggiori spazi di libertà e intimità col suo compagno. Se sarà in grado di parlare dei suoi sentimenti, ma senza far sentire il suo compagno minacciato nell'affetto che prova per i suoi genitori, è probabile che lui riesca a capire meglio il suo disagio e che le venga incontro.