Alessandro  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 25/09/2019

Milano

Confusione mentale e distacco dalla realtà

Buongiorno,
Mi chiamo Alessandro ed ho 24 anni.
Da un periodo, soprattutto a lavoro, mi capita di percepire nella mia mente una grande confusione quando le persone di una certa importanza mi parlano: per intenderci, basta fare una ricerca su google "Confusione mentale" e la prima immagine, è esattamente quello che mi sento; ovvero un agglomerato di fili, materiale molle e stecche di legno intrecciati che si muovono e si spezzano in continuazione.
Diciamo che da sempre ho avuto poca percezione di me nello spazio; infatti sono dell'idea che chiunque potrebbe rubarmi il portafoglio senza che io me ne renda conto ed in generale faccio anche fatica a mettere a fuoco quello che ho davanti agli occhi. Insomma mi sento sempre spaesato, sovrappensiero ma in realtà la maggior parte delle volte canticchio canzoni infinite nella mia testa.
La musica ha da sempre avuto un impatto molto forte su di me; infatti quando sento musica che mi interessa, focalizzo un buon 80% della mia attenzione su di essa perdendo di vista quello che la persona mi sta dicendo oppure la fermata durante il tragitto casa-lavoro.
Ho ipotizzato che questo mio continuo canticchiare, in realtà, sia un modo per evitare diverse situazioni che mi creano disagio, come ad esempio stare in metro ad aspettare, stare seduto davanti al computer a lavoro che a dirla tutta, non trovo molto interessante.
I miei genitori si preoccupano perchè a volte mi fisso senza motivo facendo intendere che abbia assunto qualche droga ma in realtà nè fumo e nè bevo, figuriamoci le droghe... mentre i colleghi mi dicono che ho la faccia da assassino (anche più di uno); infatti per giocare un po', gli ho recitato un pezzo di un film horror e si sono preoccupati dicendomi che invece del programmatore, dovevo recitare in teatro.
Dai 14 ai 17 anni sono stato dipendente da videogiochi e successivamente ho intrapreso un percorso di terapia EMDR per due anni. Sono dell'idea che la terapia abbia per lo meno influenzato la mia vita ed aiutato a "riprenderla in mano" anche se le conseguenze della dipendenza le percepisco ancora oggi: difficoltà a concentrarmi, relazioni, focus e memoria: ricordo infatti dettagli che ad altri sfuggono, mentre faccio fatica a dare una semplice definizione teorica di un concetto ormai consolidato da anni (questo in tutti gli ambiti). Parto dal concetto che pochissime cose suscitano il mio interesse quindi me le dimentico facilmente (anche dopo pochi secondi).
Oltre a questo, forse anche grazie ai videogiochi, ho sviluppato un profondo senso di superiorità nei confronti degli altri, sono molto egocentrico e non sopporto il contatto fisico. In realtà mi irrita aver di fianco qualunque persona che non conosca abbastanza bene (potete immaginare il metro il mio livello di disagio).
Queste sono alcune cose, perchè non posso scrivere un poema (anche se già lo è :)).
Sono egoista, determinato di natura, non sopporto chi anche solo osa a mettermi i piedi in testa (mi vengono tranquillamente pensieri omicidi nei suoi confronti, come ad esempio i capi), sono molto bravo a dire le bugie agli altri e riesco a controllare il mio stato d'animo fino al punto di decidere arbitrariamente come dovrò sentirmi nella giornata odierna. Ad esempio, oggi decido di essere triste senza motivo, allora sono tutto il giorno triste e così via per gli altri stati. Le persone non hanno idea di chi io sia e a dirla tutta, con tutti questi cambi e controlli... nemmeno io.
Spero di ricevere qualche consiglio e ringrazio già anticipatamente chi mi aiuterà

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 26/09/2019 - 10:18

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Alessandro,
Considerando che mi pare lei sia dotato di una buona capacità di introspezione, il consiglio che posso darle è provare ad utilizzarla, in un contesto di psicoterapia, per riportare la sua attenzione sulla realtà esterna.
Mi sembra infatti, che tenda a perdere il contatto con il piano della realtà, condizione che, come ha già intuito lei, può presentare dei pericoli ("chiunque potrebbe rubarmi il portafoglio").
Il suo distaccarsi dalla realtà può suggerire che lei si senta più al sicuro rimanendo nel suo mondo interiore, percepito anche come più interessante e gratificante rispetto a quello esterno.
Quindi, se così fosse, è comprensibile che lei, al momento, faccia fatica a sintonizzarsi con il mondo esterno.
Cosa significa per lei rapportarsi al mondo esterno? Cosa teme possa accadere qualora il contatto con esso diventi più profondo?
Una consulenza psicologica individuale può aiutarla ad avvicinarsi ad Alessandro e a comprendere "chi sia", se lo desidera.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Claudia Irene Gambero Inserita il 25/09/2019 - 23:37

Milano - Centro storico
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Salve Alessandro,
Le sue parole sono molto chiare e descrivono in maniera molto vivida la situazione che sta vivendo. Quello che racconta è molto sfaccettato e l'unico vero suggerimento che mi verrebbe da darle è di intraprendere un percorso di psicoterapia. Ha 24 anni e questa è l'età perfetta per affrontare sè stessi e acquisire nuovi strumenti per vivere al meglio la propria vita.
Non siti a contattarmi, anche per essere orientato in maniera più specifica sul suo territorio.
In bocca al lupo!
Dr.ssa Claudia Irene Gambero
3347567593

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 26/09/2019 - 09:38

Gentile Alessandro, sì, immagino la grande fatica a gestire la vita quotidianamente, il lavoro, gli altri. Descrive molto bene quello che sente: è come se vivesse ancora la vita all'interno di un videogioco. Non completamente però, altrimenti sarebbe già di là, verso un versante pericoloso di tipo psicotico. E' probabile che la precedente terapia abbia messo un freno verso quel lato. "Sono egoista... ho sviluppato un profondo senso di superiorità..non sopporto il contatto fisico"... in fondo questi atteggiamenti non sono altro che modi per "difendersi" dalla realtà e dalla propria fragilità, tenendole a distanza. Credo che sia indispensabile per lei poter riprendere un percorso di psicoterapia che la aiuti a ricostruirsi, a creare un legame tra sé e la realtà che sia più consistente e corposo, scoprendo chi è, cosa desidera manifestare e trovare in relazione al mondo che la circonda. Saluti.