Antonio  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 26/04/2019

Napoli

Non so più cosa fare

Salve, sono Antonio e ho 20 anni. Ho affrontato parecchi periodi critici durante il mio percorso di vita ma ormai sono giunto allo stremo e non sopporto più il fatto di dover esistere. Si alternano periodi molto bui a periodi di indifferenza nei confronti di tutto dal periodo delle medie, forse perché è stato in quella parte che ho iniziato ad aprire gli occhi su molte cose. Non ho mai avuto una vera amicizia o persone che mi tenessero per mano, da parte della mia famiglia non ho mai ricevuto un appoggio emotivo, hanno continuamente fatto il possibile per buttarmi giù, per deridere le mie scelte e farmi sentire inutile. Ho cercato di giustificare tutte le delusioni da parte della mia famiglia, sempre, ma inizio a rendermi conto del fatto che è tutto così assurdo. Ora ho 20 anni, mi guardo intorno e vedo il nulla, vedo un ragazzo perso, che non ha nulla, che non ha mai raccolto un traguardo durante la sua vita, che non ha mai combinato nulla di buono e che non ha mai raggiunto nessun obiettivo. Spesso mi sento tanto male che il tempo inizia a scorrere veloce, finisco per non ricordare il cosa ho fatto durante la giornata, la mattina mi sveglio con un dolore al petto e non trovo la forza di camminare tra la gente, anche se puntualmente quando arrivo sul posto di lavoro non riesco a non risultare spensierato agli occhi dei miei colleghi. Questo è il succo del succo, usare le parole è diventato eccessivamente riduttivo.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 26/04/2019 - 10:27

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Antonio,
leggendo il suo messaggio ho percepito il suo grande affaticamento ("sono giunto allo stremo"), nonostante la giovane età. Condizione che contrasta fortemente con l'impressione di sè che cerca di dare ai suoi colleghi ("spensierato").
Infatti, l'impossibilità di condividere il proprio malessere ed incontrare la comprensione di qualcuno, acuisce lo stesso malessere perchè ci si sente più soli e vulnerabili ("vedo il nulla").
Pertanto, la prima cosa da fare è ricercare un valido sostegno affettivo che possa aiutarla a ritrovare dentro di sè le cose per cui vale e per cui merita di essere apprezzato.
Una consulenza psicolgica individuale può aiutarla in questo.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).