FILM - Svelati i segreti oscuri di Dante

Intervista al regista Louis Nero

Pubblicato il 20 gennaio, 2014  / Psicologia e dintorni
FILM - Svelati i segreti oscuri di Dante

O voi ch’avete gl’intelletti sani,
mirate la dottrina che s’asconde
sotto il velame de li versi strani.
(Inferno IX, 61-63)

Il regista Louis NeroCast stellare, trama intrigante, regista acuto e coraggioso. Ecco l’alchimia perfetta de “il Mistero di Dante”, il nuovo film del regista indipendente Louis Nero che uscirà nelle sale il 14 Febbraio 2014.

Protagonista del film, nelle vesti di una sorta di alter ego di Dante, sarà il Premio Oscar F. Murray Abraham, l’attore statuniteste di “Amadeus”, “Il nome della Rosa” e “Scarface” solo per citarne alcuni.

Ad accompagnarlo in questo viaggio ci sono anche il maestro Franco Zeffirelli ed il premio Oscar Taylor Hackford, regista di film come “l’avvocato del diavolo” e “Ray”. A raccontare Dante Alighieri si aggiungono Massimo Manfredi, Silvano Agosti, Christopher Vogler, Massimo Introvigne, Mamodou Dioume, Gabriele La Porta, Roberto Giacobbo.

Il Mistero di Dante - un film di Louis NeroUn viaggio dalla circonferenza verso il centro. Dall’esteriore all’interiore. Un'indagine poliziesca negli innumerevoli cunicoli d’interpretazione del significato simbolico e psicologico dell’opera del più grande genio italiano del 1300: Dante Alighieri. Un viaggio, alla fine del quale, forse, lo spettatore avrà a disposizione gli strumenti per farsi una propria opinione su cosa stia dietro a questo misterioso autore.

Già Dante ci suggeriva che dietro alla sua opera si “nascondesse” un quarto livello interpretativo a fianco di quello letterale, morale e teologico.

Il film rappresenta un’indagine poliziesca attraverso l’intricato groviglio di interpretazioni simboliche di cui è disseminata l’opera del poeta.

La redazione di PsicologiOnline.net ha intervistato, per i nostri lettori, il regista Louis Nero.
 

Perché Dante nasconde? Cosa può spingere una persona a nascondere dei segreti dentro un'opera che poi verranno compresi solo da un numero limitato di persone?

In realtà Dante non nasconde nulla. Il limite non sta nello scrittore ma in colui che legge.
Il linguaggio simbolico è un linguaggio destinato ad influenzare quella parte della ragione o dello spirito umano presenti in ogni persona. Alcune persone grazie alla propria capacità di concentrazione sono più suscettibili ad essere influenzate, in positivo ovviamente, dal linguaggio simbolico.

Per Dante è necessario scendere in profondità (negli inferi) prima di giungere alla luce e alla verità (il paradiso). Nell'analizzare il lato oscuro di Dante ha dovuto attingere anche a concetti relativi alla psicoanalisi? Se si quali?

Ogni viaggio di miglioramento dell'uomo deve partire con una purificazione dei preconcetti culturali, sociali e morali che si sono acquisiti fino a quel momento. Bisogna scendere nella profondità dell'individuo per fare tabula rasa di ciò che si credeva giusto per essere aperti a stupirsi o a emozionarsi con la verità stessa.
Secondo me, il linguaggio simbolico e il linguaggio psicologico sono strumenti affini. Nella loro natura più profonda attingo entrambi agli archetipi universali che sono presenti all'interno di ogni essere umano. Entrambi cercano di migliorare l'uomo. Per assurdo questi due linguaggi hanno lo stesso obbiettivo, quello di trasformare l'uomo in un essere migliore. 

Quali qualità contraddistinguono una persona capace di vedere oltre le apparenze?

Il lavoro della concentrazione è simile a qualsiasi forma di lavoro fisico. Necessita di un continuo allenamento, che ad un certo punto trasforma in automatismo la capacità di vedere le cose non soltanto sotto la loro forma apparente, ma di vederne contemporaneamente la scorza e l'essenza.
In continuazione il mondo (Maya) ci comunica la strada migliore per diventare finalmente liberi. 

La costante analisi o ricerca di significati profondi o nascosti della propria vita talvolta si trasforma in paralisi, in un blocco personale. Dove sta il limite?

Per essere finalmente in armonia con il cosmo, bisogna riuscire a conciliare la visione simbolica del mondo alla necessità fisica di vivere questa vita, qui ed ora. Soltanto se la ricerca di significati profondi si trasforma in un'aberrazione può portare ad una paralisi; ma se un'individuo segue senza estremismi il proprio miglioramento personale, questa ricerca può donare solo frutti positivi. 

Il film uscirà nelle sale il giorno di San Valentino, è una casualità o una scelta precisa?

Ovviamente la scelta di San Valentino non è casuale. Dante cantava all'interno delle sue opere l'Amore, simbolo superiore dell'amore che congiunge due esseri umani. La nascita di questa festa ha radici profonde nel passato iniziatico culturale della ricerca spirituale. Il mio film canta le gesta dell'essere umano innamorato della ricerca di Verità. 

Esiste un lato oscuro anche nella vita professionale e non di Louis Nero?

Credo che ogni persona che dedichi la propria vita e il proprio lavoro alla ricerca debba imparare a convivere e sfruttare il proprio lato oscuro, perché soltanto nel buio più profondo e nella morte simbolica può avvenire la rinascita e, di conseguenza, la creazione artistica. 

Il trailer promette che guardare questo film cambierà la nostra mente. Può dare una piccola anticipazione solo per i nostri lettori? :)

Credo veramente che questo film possa aprire alle persone, propense a stupirsi, un nuovo modo di vedere il mondo. Basta poco per spingere la gente a vedere la propria vita come qualcosa di stupendo e soprattutto vedere ogni problema non come un ostacolo ma come un aiuto dall'alto che ci permette di aprire e cambiare la nostra mente e diventare finalmente tutt'uno con il resto dell'umanità.


La conoscenza richiede coraggio. Il passaparola sul web è già iniziato. Noi non vediamo l’ora di entrare in sala il 14 febbraio per gustarci questo film.

GUARDA IL TRAILER: