“Non essere pesante, stavo solo scherzando!”. La sottile differenza tra l’ironia e il sarcasmo.

Pubblicato il 24 agosto, 2016  / Psicologia e dintorni
“Non essere pesante, stavo solo scherzando!”. La sottile differenza tra l’ironia e il sarcasmo.

A ognuno di noi è capitato di ricevere offese mascherate da “battute” oppure di essere sarcastici verso qualcuno con il solo fine di punzecchiare e ferire.

Parliamo della differenza tra l’ironia e il sarcasmo, ossia tra ciò che fa sorridere e ciò che ferisce.

L’etimologia aiuta a comprendere il significato intrinseco al sarcasmo: dal greco sarkasmòs che fa riferimento al dilaniare, addentare, lacerare carni. L’etimologia esprime con immediatezza l’aggressività contenuta nel sarcasmo tanto che, alcuni esperti di linguistica lo considerano un “insulto educato”.

Proprio perché indiretto e mascherato da falsa giocosità, quando si è bersaglio di frecciate potrebbe risultare difficile difendersi perchè il sarcasmo può produrre un effetto paralizzante: “Sta scherzando o fa sul serio?”... mentre si cerca risposta a questa domanda, il tempo passa e chi ferisce la fa franca.

Il confine con l’umorismo è sottile e le differenze sostanziali si riconoscono dall’effetto che producono.

L’ironia ha un effetto benefico, quasi rilassante, dissipa le tensioni, stimola pensieri nuovi e anche se volta ad esprimere un disappunto, essa viene espressa all’altro con un animo benevolo, quindi non ferisce. L’ironia presuppone creatività e, ben dosata, è positiva perché consente di uscire da uno stato d’animo avverso e ne ridimensiona la portata, relativizzando i fatti. L’ironia alleggerisce.

Il sarcasmo, invece, ferisce. L’obiettivo del sarcastico è pungere, far sentire in colpa, provocare reazioni negative per ottenere uno scopo personale, fosse anche solo quello di tenere l’altro sotto controllo. Il sarcasmo è l’ironia portata all’eccesso e mossa dal fine di sminuire e svilire l’altro.

Per esempio, un padre che dice alla figlia: “Carino il tuo nuovo fidanzato, con la terza media andrà molto lontano.. Scherzo eh!”, in realtà, altro che scherzare, sta esprimendo un giudizio pesantemente negativo sul ragazzo, sulla figlia e sulle sue scelte, tentando di condizionarla.

Naturalmente a tutti è capitato di essere sarcastici.

Tuttavia, ci sono persone che utilizzano il sarcasmo come principale modalità comunicativa basata sull’offesa, frasi destabilizzanti, confronti non richiesti e su sottolineature non gradite di alcuni aspetti della realtà.

Insomma, un modo di comunicare tanto indiretto quanto mirato e pungente.

Che tipologia di persona adotta il sarcasmo?

  • Chi si sente sopra le righe, per formazione, per cultura, lavoro o per narcisismo e si crede detentore di una saggezza scontata che utilizza allo scopo di disprezzare l’altro.
  • I soggetti insicuri in quanto calibrano il proprio giudizio di sé sul riconoscimento esterno quindi sono dipendenti dal consenso e dal contesto. Queste persone, quando si confrontano con chi è sereno e sicuro di sè, possono provare una forte ostilità.
  • Il simpatico a tutti i costi: il desiderio di essere al centro dell’attenzione può sconfinare in un’ironia malsana perché non tiene conto del modo di essere e dei bisogni degli altri. Vorrebbe l’applauso ma in realtà dovrebbe scusarsi per aver ferito o offeso. In genere ha un’autostima fragile perché dipendente dal sostegno narcisistico dell’esterno.
  • I delusi dalla vita, quelli che non credono più di poter essere felici: quando sprazzi di felicità bussano alla porta, loro prevedono amarezza e disincanto, dunque la disprezzano. In verità, in questi casi, il sarcasmo è al sevizio dell’evitamento della felicità come meccanismo di difesa dalla paura di soffrire di nuovo.
  • Quelli che risentono della mancanza di attenzioni del partner e le pretendono sottoforma di critica. In questo caso il sarcasmo è una forma di punizione, perchè punta a deprivare il partner di un suo aspetto buono.
  • Chi reprime la rabbia. La rabbia repressa potrebbe provenire da un rapporto dipendente o conflittuale con uno dei genitori e manifestarsi attraverso frecciatine al veleno.

Come sottolinea lo psicologo argentino Bernardo Stamateas, chi usa il sarcasmo vuole minare il valore che abbiamo di noi stessi, così lui acquisisce potere e avrà un maggiore controllo sulla nostra persona.

Il sarcasmo comporta la presenza di impulsi aggressivi primitivi, spesso inconsci ed è uno strumento del debole che vuole apparire forte e attaccare garantendosi di non essere attaccato.. perché “stava solo scherzando”. Chiaro, no?

Come difendersi se qualcuno fa un commento sarcastico su di noi?

In genere è preferibile evitare di rispondere con altrettanto sarcasmo, perché così facendo, si entra nello stesso gioco. Un gioco vigliacco, in cui non è consentito esprimere pensieri diretti e sinceri. Se sei una persona serena, completa, non hai bisogno di modalità subdole per dire quello che pensi.

Puoi però chiedere a chi voleva colpirti, senza utilizzare l’ironia, che cosa volesse dire, ad esempio: “Scusami, non mi è chiaro, intendi dire che io non sia all’altezza?”

Insomma, esplicitare ciò che l'altro dice in modo implicito, mantenendo la calma e l’equilibrio.

Non consentire agli altri di sminuire sorridendo, la tua persona, le tue abilità o le tue scelte!