Ansia e stress da esami: i rimedi

Pubblicato il 15 maggio, 2014  / Ansia e Depressione
Ansia e stress da esami: i rimedi

Il significato del termine “ansia” deriva dal latino ?nxia, da angeree, cioè stringere. E’ un’emozione che spinge l’organismo a reagire quando si percepisce un pericolo, una minaccia reale o “virtuale”.

Un po’ di agitazione prima degli esami è normale, anzi, addirittura utile. Molti studi evidenziano che i risultati migliori vengono ottenuti da coloro che provano un livello d’ansia medio/alto, migliori anche di chi non prova nessuna forma di ansia, in quanto si ha un livello ottimale di attivazione neuro-fisiologica che consente di dare il massimo!

Ansia e stress da esami: i rimediQuando l’ansia invece supera una certa soglia diventa un grande ostacolo. Può ridurre la concentrazione, compromettere la memoria, peggiorare notevolmente le prestazioni ed innescare, in alcuni studenti, anche sintomi psicosomatici come mal di pancia, senso di vomito, mal di testa… che compromettono ulteriormente il risultato o addirittura le fasi di preparazione ad una prova.

La richiesta, per quanto riguarda gli esami, è quella di dimostrare di aver acquisito delle conoscenze/competenze. Ciò che può generare ansia è il timore delle conseguenze connesse al non superamento delle prove, o al non raggiungimento dei risultati che si desidererebbero a fronte di tanto studio, impegno e sacrificio, o rispetto a richieste e aspettative esterne.


Ansia nell'affrontare gli esami

Alcuni studenti sono più colpiti di altri dall’ansia da esame, si tratta di coloro che sentono messe a repentaglio, sulla base del voto ottenuto al voto, le loro qualità, la loro intelligenza e capacità personali. Rischiano così, però, che la loro autostima e personalità dipendano eccessivamente da coloro che esprimono un giudizio, adulti (genitori e professori) e/o coetanei, sottoforma di voto o meno.

Il livello di disagio sperimentato dipende dalla percezione che la persona ha delle capacità che possiede per farvi fronte, quindi di poter esercitare un controllo sulla situazione.

L’amigdala, sede nel cervello della memoria emotiva è collocata nel sistema limbico, cioè quell’area che elabora gli stimoli provenienti dall’interno e dall’esterno del corpo consentendo un regolazione endocrina, ormonale, psichica e comportamentale.

L’amigdala analizza l’esperienza del presente con quanto verificatosi nel passato e se riconosce uno stimolo negativo simile a quello già esperito fa scattare l’allarme.

Contemporaneamente alla percezione del pericolo si teme la perdita del controllo, soprattutto se questo è già accaduto, ed il dover costantemente far fronte a ciò, con ripetute interrogazioni, verifiche, fino ad arrivare agli esami, momento clou, può diventare logorante.

La mente viene invasa da idee ripetitive dal contenuto minaccioso che logorano rendendo la persona irritabile, tesa, nervosa, ma soprattutto sempre più insicura.

Naturalmente tutto questo è risolvibile. Le strategie terapeutiche sono da incentrare sulla consapevolezza degli schemi mentali con i quali la persona decodifica la realtà e quindi da tarare sul caso specifico. Ognuno, con l’aiuto di uno psicologo competente, può trovare dentro di sé le risorse per superare certi blocchi ed imparare a gestire le proprie emozioni.

Ansia da prestazione

MODALITA' PER CONTROLLARE L'ANSIA A LIVELLO FISICO E PSICOLOGICO

  • Metodi di rilassamento, respirazione
  • Tecniche di concentrazione
  • Alternare lo studio a momenti ricreativi per scaricare la tensione e ricaricarsi: sport, hobbies.
  • Scaricare la tensione ad ogni fine giornata aiuterà a ritrovare l’equilibrio con se stessi e fare in modo che la mente non venga offuscata da sensazioni negative prima di addormentarsi, affinché il riposo sia reale e rigenerante
  • Se possibile ripassare assieme ad altri compagni: il confronto aiuta a controllare l’ansia
  • Assicurarsi le giuste ore di riposo. Evitare di arrivare all’esame spossati, senza energie
  • Metodo di studio: programmare adeguatamente lo studio ed utilizzare strategie di memoria e di ripasso per arrivare ben preparati e sicuri. Uno studio caotico e frenetico favorisce la confusione e l’ansia.
  • Evitare pensieri negativi, es.: “Non mi sento pronto”, “Non andrà bene”, “Non voglio avere paura”. L’inconscio non percepisce le negazioni ed il cervello rischia di fissarsi su scenari negativi che facilmente vengono poi riproposti per trovare conferme alle proprie percezioni. Utile essere realisti e formulare così le frasi: “Sarò calmo e concentrato!”, “Faro del mio meglio!”
  • Informarsi sugli argomenti e le modalità d’esame: sarà possibile allora prevedere alcune domande, anticipare situazioni, immaginare scenari e circostanze cosicché quando si presentano si possa essere già pronti per affrontarli, ovviamente una volta che si è imparato a farlo adeguatamente.

Bibliografia

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