Disturbo ossessivo compulsivo: la mente a volte mente...

Pubblicato il 28 aprile, 2014  / Ansia e Depressione
Disturbo ossessivo compulsivo: la mente a volte mente...

 

A tutti voi sarà capitato di avere pensieri ricorrenti che tornano in mente continuamente e poi col tempo questi pensieri vanno via.

Pensate, invece, una persona che è assillata di continuo da pensieri e immagini e cerca di allontanarli da se, ma più si impegna più questi pensieri ritornano, in questo caso potremmo trovarci di fronte al Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC).

Ha una prevalenza del 2-3%; nell’adolescenza vengono più colpiti i maschi, mentre nell’età adulta non si notano significative differenze tra i due sessi. L’esordio avviene mediamente intorno ai 20 anni ed è spesso improvviso, ma è frequente che anche questi soggetti giungano dallo specialista qualche anno dopo che il quadro clinico si è manifestato. In un discreto numero di casi (60% circa) la sintomatologia inizia dopo un evento stressante.

Il DOC è un disturbo d’ansia, caratterizzato dalla paura che accada qualcosa di terribile e dalla presenza di Ossessioni e Compulsioni.

Le Ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi, che l’individuo percepisce come sgradevoli e intrusivi e possono originare a partire da uno stimolo, situazione o pensiero. Si presentano senza che la persona lo desideri e il contenuto è spesso vissuto come pericoloso moralmente inaccettabile, grottesco.

Le Compulsioni sono comportamenti o rituali che la persona mette in atto allo scopo di neutralizzare il contenuto ossessivo. Sono comportamenti stereotipati che possono diventare particolarmente strutturati e mirano a ridurre la possibilità che accada la catastrofe temuta o ridurre il senso di disagio o l’ansia causati dalla stessa ossessione.

La caratteristica più saliente del DOC è il processo ciclico per il quale i sintomi si intensificano. Inizialmente le persone con questo disturbo eseguono comportamenti compulsivi e/o evitanti nello sforzo di ridurre l’ansia causata dalle loro ossessioni. Sfortunatamente, se l’esecuzione di questi comportamenti all’inizio può ridurre l’ansia e le ossessioni, in realtà a lungo termine li rinforza e li peggiora. Ciò comporta un aumento delle compulsioni, che a sua volta conduce ad avere più ansia e più ossessioni. Quindi la persona è imprigionata in una sorta di circolo vizioso.

Ossessioni pure

Alcuni individui possono soffrire di DOC esclusivamente “ossessivi”, in cui riportano di provare ossessioni senza compulsioni osservabili.

Queste ossessioni si manifestano con pensieri e immagini mentali dal contenuto che essi considerano dannoso, violento, immorale, sessualmente inappropriato oppure sacrilego. Questi pensieri risultano essere spaventosi ed angoscianti, in quanto contrastanti con i valori e le credenze della persona.

Ossessioni più frequenti

Le ossessioni più frequenti sono: di contaminazione (per es.: la paura di essere contaminati nello stringere la mano a qualcuno o nell’afferrare una maniglia); dubbi ripetitivi (per es.: chiedersi continuamente se si è chiuso il gas, la porta di casa, oppure se guidando si è urtato qualcuno ferendolo); la necessità di disporre gli oggetti in un preciso ordine; impulsi aggressivi o sessuali inappropriati (per es.: l’impulso di gridare oscenità in chiesa, o di aggredire il proprio figlio).

Compulsioni più frequenti

Le compulsioni più frequenti sono: lavarsi ripetutamente le mani (es. 50 volte al giorno) o farsi numerose e lunghe docce; passare molto tempo a lavare o pulire; contare o ripetere alcune parole per ridurre l’ansia; controllo eccessivo sui cari per verificare che siano al sicuro; posizionare e ordinare gli oggetti in un certo modo; pregare in modo eccessivo (es. ripetere una preghiera finché non viene detta in maniera perfetta); ritornare più volte indietro per controllare che la porta sia chiusa, l’interruttore spento, il rubinetto chiuso; accumulare spazzatura come vecchi giornali, contenitori o altre cose che non hanno un utilizzo effettivo.

Disturbo ossessivo compulsivo: la mente a volte menteAvere il DOC non significa che si sta impazzendo. Non si tratta di una malattia mentale, ma di un disturbo d’ansia caratterizzato da esagerazione di normali pensieri e azioni che si manifestano in quasi tutti.

Chi soffre di DOC è spesso così spaventato e stremato dai continui rituali che legati alle ossessioni che cerca di evitare tutta una serie di situazioni, poiché teme che possano innescare questo tipo di pensieri.

Gli evitamenti, a lungo andare, possono causare una serie di limitazioni sia nella vita sociale che lavorativa.

L’efficacia della terapia cognitivo-comportamentale nel trattamento del DOC è ormai scientificamente provata.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale adotta un approccio terapeutico che si basa su un solido modello scientifico del quale è stata dimostrata un’efficacia pari o in alcuni casi addirittura maggiore rispetto agli psicofarmaci. La conferma arriva dalle linee dell’APA, American Psychiatric Association, stilate sulla base di rigorose revisioni della letteratura scientifica.