Sofia domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 31/08/2016

Non so cosa siano più i sentimenti

Buongiorno sono Sofia ho 22 anni, sto superando un matrimonio fallito e la perdita di mio figlio Gabriel di 2 anni. Ho deciso di andare a vivere lontano dalla mia patria per ricominciare. Ci sto riuscendo anche in campo sentimentale. Questo ragazzo mi provocava brividi, farfallio allo stomaco senso di cedimento alle ginocchia. Per mesi non ho mai pensato di averne possibilità in un approccio. Non so cosa mi ha spinto a farmi avanti ma ora siamo fidanzati da 2 mesi. Non so per quale motivo da subito il mio cervello ha reagito con un senso di rifiuto continuo a pensare di non essere sicura di averlo voluto veramente, vorrei manipolarlo al punto tale che so che è mio al 100% so che è sbagliato e mi sento in colpa a pensarlo. A volte penso che è meglio lasciarlo e inizio a trovare qualcosa per cui litigare, poi me ne pento. Altri giorni credo di amarlo intensamente e altri che non mi manca e vorrei se ne andasse per un po di tempo. Sono sempre sfiduciosa e non so cosa prova. Sono cambiata io non ero così cattiva. Dal momento che ho perso mio figlio avevo cominciato di nuovo a fumare bere e fare uso di sostanze come cocaina. Ho smesso di nuovo perché non ne sentivo il bisogno di continuare. Anche se soffro tutti i giorni. Ho bisogno di lui ma non lo vorrei, ho il terrore di rimanere schiacciata un altra volta dal dolore. Non penso potrei sopportare un'altra delusione e perdita. Non riesco a trovare la pace in me stessa. Ho provato ad avere altre relazioni ma sono fallite perché dopo poco tempo mi convincevo di voler stare da sola e come per magia neanche un ripensamento ne un sentimento nemmeno il senso del dispiacere e dal distacco ma sensazione di benessere nel ritrovarmi totalmente sola. La differenza che questa persona è veramente buona e intelligente, sento che mi dispiacerebbe perderla o ferirla e non voglio che questo processo mentale mi conduca a fare la stessa storia. Penso che sia l'uomo giusto per me, ma ho paura di me stessa. Ho sofferto molto in passato, depressione panico attacchi di rabbia violenza ingiustificata distruzione fisica, ho provato a togliermi la vita in varie occasioni. Dopo tanti anni ho aggiustato un po' la mia fragilità emotiva, cerco assiduamente le risposte ai miei problemi in rete sui miei comportamenti. Ho provato anche con psicologi ma a volte mento per nascondere le verità non sopporto dire quello che ero che sono cosa penso e cosa ho fatto davanti qualcuno. Che associ la mia immagine al mio vissuto che deve per forza giudicarmi in faccia. So che ho sbagliato e sapevo di aver bisogno di aiuto. Ma sto peggiorando non so quale sia il mio problema è sto impazzendo ho paura che un giorno la mia stessa follia sia la mia rovina. Vorrei che il mio cervello non funzionasse che smettessi di pensare, ma ho un turbine di parole e immagini nella mia testa continue.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Sciubba Inserita il 31/08/2016 - 17:52

Gentile Sofia,
credo che ciò che ci ha detto sia più che sufficiente ad uno psicologo psicoterapeuta per poterla aiutare e non penso sia necessario al momento che lei dica tutto di sé o soprattutto ciò che la imbarazza. In ogni caso lasci allo psicologo la valutazione di ritenere necessario chiederle notizie o particolari; può darsi infatti che per lui e per gli scopi che vi prefiggete siano ininfluenti.
Ritengo tuttavia che lei si gioverebbe molto dell'aiuto di uno psicologo per superare il difficile momento attuale e la perdita. Il resto verrà dopo, è meglio fare le cose con ordine.
cordiali saluti