equilibrista domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 22/08/2014

Roma

Vorrei farcela

Salve, sono un donna di 32 anni .
Dopo una vita di abbandoni quali:
- a 7 anni mia mamma va via di casa e si sposta qua e là per lavoro e relazioni ;
- a 16 mio padre (risposatosi) durante una discussione con lui e la moglie ,mi manda via di casa (e vado a vivere nel paese di mia madre ,dove si è risposata);
- a 27 mi sposo (adesso ho due bimbe 5 e 1 anno che sono la mia vita) e 3 anni dopo mia madre si separa e torna al paese d'origine ;
- un mese fa mio marito dopo varie discussioni (causa stress economico e salute) decide di lasciarmi.
Adesso sono sola qui ,ma la famiglia di mio marito (soprattutto mia suocera) mi sta molto vicino ,lui nn è presente emotivamente con me (nn chiama mai ,tot egoismo) e pochissimo con le figlie . I miei si fanno sentire a stento...
Ma di tutto ciò nn m'importa ,voglio solo trovare il giusto modo per andare avanti perché indietro nn voglio tornare (mi sono umiliata abbastanza e lui è tornato a fare il figlio dai suoi)... sto cercando un lavoro ,ma vorrei un consiglio su come farcela serenamente per me e le mia figlia!
Grazie

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Barnaba Inserita il 31/08/2014 - 12:20

Cara equilibrista, dalle sue parole leggo una vita costellata di tanti momenti difficili, ma, nonostante tutto mi sembra che lei abbia sempre trovato le risorse per andare avanti e rimettersi in carreggiata. Mi rendo conto anche che non sia facile fare sempre la parte "della forte" e che probabilmente ci sono momenti di vera stanchezza. Se le può essere utile per non perdere la serenità e continuare ad andare avanti potrebbe chiedere aiuto ad uno psicologo con cui parlare nei momenti di sconforto e che possa "accompagnarla" nel trovare le giuste risorse emotive per andare aventi.
Saluti Cari

Dott.ssa Valentina Sciubba Inserita il 01/09/2014 - 21:09

Gentile utente,
non credo che un consiglio sia sufficiente per portare avanti con sufficiente serenità la sua vita, dal momento che ci ha portato più di un problema relazionale con i familiari o il coniuge.
Penso che il primo aspetto che andrebbe considerato con l'aiuto di uno psicoterapeuta è la relazione con il coniuge: non si tratta di umiliarsi, ma di cercare la migliore relazione possibile nell'interesse suo, di suo marito e delle minori.
A seguire probabilmente si gioverebbe poi di elaborare e migliorare i rapporti con la famiglia di origine.
Tutto ciò, come intuisce, richiede almeno qualche colloquio con uno psicologo psicoterapeuta; qualunque consiglio sarebbe, nella migliore delle ipotesi, parziale, ma soprattutto, in assenza anche di vari elementi informativi, poco efficace.
Tenga presente chele Terapie Brevi richiedono pochi colloqui ed hanno generalmente una buona efficacia.