Marina domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 08/03/2016

Lecco

Rapporto con genitori

Salve,
Ho 28 anni, primogenita di 3 figlie, lavoratrice dipendente da 6 anni con qualche soldo in banca grazie a un'eredità. 3 anni fa mio padre, persona fredda e autoritaria che non vuole ripetere gli errori del proprio padre, si compra un appartamento e decide di intestarlo a me. Non vuole tenersi l'eredità fino alla fine mentre è adesso che ne abbiamo bisogno. Io sono molto orgogliosa, ci metto un bel po' ad accettare e alla fine firmo. Loro tengono l'affitto della casa e tutte le spese, io sono proprietaria solo sulla carta. 6 mesi fa io e il mio ragazzo decidiamo di andare a vivere insieme e decidiamo di sfruttare il regalo ricevuto. Per cercare di sentirla nostra, decidiamo di farci qualche lavoro, tipo cambiare una parte di pavimento, cambiare il piano della cucina, le porte interne, i sanitari di un bagno... Ogni volta che li rendo partecipi di queste decisioni loro si offendono "perché a loro piace così". Oggi mio padre "per aiutarmi a camminare con le mie gambe" è andato dal "mio" commercialista (io non l'ho mai visto) per parlare della mia situazione finanziaria e delle possibili detrazioni fiscali. Io col mio ragazzo me ne sto già informando tramite altri (geometra e architetto). Io mi sento trattata da bambina e penso che questa casa non sarà mai nostra davvero. Rinuncerei volentieri pur di sentirmi indipendente però in risposta aggredisco e vengo presa ancor più da bambina. Cos'ho di sbagliato?

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Elena De Franceschi Inserita il 12/03/2016 - 10:19

Aosta
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Cara Marina,
potrebbe decidere di fare davvero da sola e mettersi alla prova (mettendo però già in conto errori vari) utilizzando la proprietà come investimento e dimenticandosene facendo da sola.
Il modo migliore per preservare i propri capitali (immobili o bancari) è proprio quello di renderli proficui con un investimento e lasciarli li per essere liberi di investire e crearsi la propria vita.
In questo modo da valore a quanto ricevuto e non si condiziona.
Scelta difficile, richiede determinazione e volontà di essere indipendenti.
Unica strada che rende liberi e autonomi.
Mi contatti se lo desidera per una consulenza privata.
www.psicoaosta.com
Dr. elena De franecschi

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Inserita il 08/03/2016 - 16:29

Gentile Marina,
è chiaro che per avere un quadro chiaro della situazione bisognerebbe rivolgerle delle domande per avere più informazioni. Pertanto prenda quello che le scrivo con il beneficio del dubbio poiché mi sto basando solo su quello che ha scritto.

Quello che sta vivendo adesso sembrerebbe il risultato di anni durante i quali i suoi genitori hanno sentito il bisogno di prendere le decisioni per Lei, anche quando era già maggiorenne.

Molti genitori faticano a "vedere" come persone adulte i propri figli, non perché non lo sono, ma perché questo li fa sentire inutili.
In qualche modo Lei potrebbe aver avvertito questa cosa ed accettato molte situazioni (forse per evitare un senso di colpa da "ingratitudine"?) che però hanno poi rinforzato il comportamento dei suoi.

Si tratta perciò di modificare queste convinzioni e i comportamenti che ne derivano.
Per farlo le consiglio di adottare un comportamento assertivo.

L'assertività è la capacità di far valere le proprie idee senza tuttavia arrivare allo scontro con gli altri. E' una competenza che si acquisisce, si impara e nasce dall'osservazione e dall'analisi del comportamento e delle parole degli altri (in questo caso dei suoi genitori) per capire cosa c'è dietro e cosa può fare o dire per evitare che le cose continuino di questo passo.

Ad esempio, se le premesse che ho fatto sono valide, la modifica del pavimento che ha fatto in autonomia ha avuto una reazione negativa per il semplice fatto che loro non sono stati consultati.
Sentendosi inutili, hanno reagito con frustrazione, anche se magari non sono affatto consapevoli del perché hanno reagito in quel modo.
Lei, invece, vedendosi trattata come una ragazzina, reagisce con rabbia perché non lo è e vorrebbe che loro lo capissero.
Il problema è che se la comunicazione continua ad essere la stessa, i suoi genitori continueranno a sentire il bisogno di vederla ragazzina per potersi vedere utili ed importanti e Lei continuerà a sentirsi sminuita, arrabbiandosi, quando il problema potrebbe essere ben diverso.

Se volesse approfondire, mi contatti pure.

Cordialmente,
Dott.ssa Anna Patrizia Guarino. Psicologa, Roma.
www.nonsolofreud.it

Dott.ssa Loredana Ragozzino Inserita il 09/03/2016 - 00:00

Salve Marina,
non ha sbagliato nulla. Tutti noi cresciamo per imitazione dei genitori fino a una certa età, ma abbiamo le nostre caratteristiche e le nostre inclinazioni. Può capitare a volte che un genitore fatichi a tagliare "il cordone ombelicale" , e preferisca il proprio figlio/a dipendente da se, pensando di far bene e proteggerlo, ma senza permettergli di camminare con le proprie gambe (come lei stessa cita).
Ritengo che lei debba lavorate sulla sua autostima e autonomia. Scrivere nel portale è un primo passo positivo. Non si fermi
Per qualsiasi cosa non esiti a contattarmi privatamente. Resto a disposizione per chiarimenti.
Un caro saluto.
D.ssa Loredana Ragozzino
Falconara ( An )
340 7362653