Noemi  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 12/04/2018

Siracusa

Il mio idolo è morto

Buona sera, mi chiamo Noemi, ho 24 anni. Il motivo per cui vi scrivo è stato spesso ritenuto banale, anche stupido, da parte delle persone a cui ne ho parlato, ma io sento che di "banale" e "stupido" ha ben poco dato che mi fa stare male.
Il 18 dicembre 2017 il mio idolo si è suicidato a causa della depressione, avvelenandosi con il monossido di carbonio. Lui, con la sua arte e la sua musica, assieme ad altre quattro persone, per circa 5 anni, è stato quello che mi ha accompagnata durante i periodi felici della mia vita e soprattutto nei momenti non proprio felici.
Sono una persona che non è in grado di mantenere rapporti umani per molto tempo, vuoi per causa di forza maggiore, o perchè non ho mai incontrato qualcuno che ci tenesse davvero, quindi sono sempre stata molto sola, e lui era uno di quelli che spesso mi teneva compagnia, anche se attraverso ad uno schermo, che fosse con una canzone o un video. Non nego che abbia cominciato a volergli bene all'inizio perchè mi sono rivista nei suoi "casini", infatti, non nascondeva il fatto di essere fortemente depresso, ma non credevo che sarebbe arrivato al punto di farla finita.
Non sono delusa e non sono mai stata arrabbiata per il suo gesto, anzi, credo proprio di averlo subito compreso, però, quel giorno ho sentito qualcosa spaccarsi dentro di me.
Si è spaccata una realtà che avevo fatto mia e che condividevo con altre persone, anche se in rete.
Quelle persone che mi hanno accompagnata per tutto quel tempo, riempendomi le giornate e le notti insonni con musica, arte, risate, ed emozioni, adesso hanno perso un pezzo e non possono più essere come prima.
Ciò che mi è successo dopo può essere rappresentato come una discesa senza possibilità di frenare.
Non sono stata in grado di studiare.
Ho perso il lavoretto da cameriera che mi ero trovata perchè, purtroppo, non venivo trattata benissimo dai colleghi (nonostante non avessi un giorno di riposo e lavorassi anche con la febbre a 38), e molte persone si lamentavano di non trovare "un caloroso sorriso" al loro arrivo. Dicevano che non sorridevo abbastanza. Non ci riuscivo a sorridere pensando che avevo perso una persona così importante per me, sapendo che lui non ci sarebbe stato più.
Con il passare delle settimane ho parlato con qualcuno, e da chi non capiva mi sono sentita rispondere: "Ci sono cose peggiori! Finiscila, e datti una mossa!"
Chi cercava di comprendere, tra i quali la mia migliore amica, invece, mi hanno risposto che forse sarebbe il momento di staccarmi da quelle persone e cercare altre passioni. "Hai vissuto begli anni con loro, ti rimarranno i ricordi, ma adesso è meglio se li lasci!"
Non so cosa fare, sinceramente. Non riesco a staccarmi da loro, e soprattutto da lui che a Dicembre se ne è andato. Ho passato 5 anni della mia vita con loro, come posso farlo?
Sto progettando di iscrivermi in un'accademia di belle arti, ma so quale facoltà scegliere, e sono così insicura, non mi fido molto delle mie capacità. Ormai stare con la gente mi crea forte disagio, anche perchè si accorgono facilmente che qualcosa non va in me.
Mi sento incompleta.
Vorrei tornare ad essere la ragazza felice che ero quando ascoltavo cantare il mio idolo. Vorrei tornare a sorridere pensando a lui, ma la verità è che non riesco mai a trovare una ragione valida per sorridere.
Vorrei conoscere le opinioni di voi esperti, e se avete consigli da darmi.
Grazie in anticipo.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 13/04/2018 - 09:33

Milano
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Gentile Noemy, il motivo per cui sta male non è per niente banale o stupido, ma assolutamente comprensibile. Lui, con la sua musica, le ha fatto compagnia per molti anni, sentendolo risuonare e vibrare nelle corde della sua interiorità e fuori , nella stanza e sentendolo cantare nell'aria attorno a sé. Una passione che le ha permesso una condivisione con altri ragazzi, amanti della stessa musica. Sì è vero, non lega facilmente con le persone, forse che le sembrano troppo "banali" e poco comprensivi? Ora si sente "incompleta" come se anche una parte di sé fosse morta. E' comprensibile, quella persona probabilmente rappresentava per lei una sorta d’ideale, un Ideale dell'Io direbbe la psicoanalisi, una persona che possiede molte caratteristiche che si vorrebbero avere, un "alter ego" amabile e desiderabile. Proprio poiché ideale, sta al di là, non è raggiungibile. La passione comune e la condivisione di musica, canzoni, testi permette di incontrare, anche se a volte virtualmente, altre persone. Ora credo possa essere utile per lei cercare di capire che cosa quell’ artista ha rappresentato per lei, quali siano le qualità amabili che vorrebbe avere e che non ha ora, quali corde hanno fatto risuonare dentro d lei. Vorrebbe iscriversi all'Accademia di belle Arti, certo, forse potrebbe riprendere un percorso che al momento sembra sia interrotto, ma forse non lo è. Un percorso che ha a che fare con la costruzione di se stessa, e riguarda ciò che ora è, ma vorrebbe essere. Saluti.
Dott.ssa Mirella Caruso-Milano.