rimborsi domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 12/11/2016

É depressione?

Salve Ho 45 anni e da 5 anni ho una relazione con una ragazza. Sin dall'inizio lei si è dimostrata problematica, ansiosa.... pochi rapporti sessuali e poche notti passate insieme nei w.e. Sempre con scuse banali.... 2 anni fa abbiamo deciso di convivere.... ho ristrutturato casa, acquistato mobili.... ma ad oggi lei non si è mai trasferita e ne fermata a dormire... lei vive con i suoi ed ha 38 anni. 20 gg fa ultima lite sempre per banalità.... e risppacificazione..... io sono caduto in stato depressivo..... non riesco piû ad arrabbiarmi..... ma sono perennemente chiuso.... apatico.... sto male.... e a differenza delle altre volte che riuscivo a reagire e fregarmene.... non ci sto riuscendo..... non rido... ed io sono stato sempre allegro.... sto sssumendo lexotan ed il mio medico mi ha precritto oggi un psicofarmaco che io non voglio prendere.... cosa mi sta succedendo? So bene che non è la ragazza che vorrei.... ma nn riesco a lasciarla

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Shara Mancini Inserita il 13/11/2016 - 11:08

Gentile utente,
bisognerebbe prima di tutto riflettere sulle motivazioni che la spingono a portare avanti una relazione che non la soddisfa. Da quello che scrive sembrerebbe mancare una progettualità comune di coppia e questo potrebbe generare delusione e malessere. Sebbene abbiate concordato insieme in iniziare una convivenza, è possibile che la sua fidanzata non si senta pronta a distaccarsi dai suoi genitori mentre lei si è già trasferito nella nuova casa.
Appare comunque in entrambi una difficoltà nell'operare un distacco: la sua fidanzata non riesce a separarsi dalla famiglia d'origine per costruirne una sua, lei del resto non riesce a distaccarsi da questa donna pur sapendo che non è quella adatta e che la relazione non funziona come vorrebbe.
Si chiede se il malessere che sente sia riconducibile ad una depressione, tuttavia, prima di parlare di depressione, sarebbe più utile capire che peso ha la situazione che sta vivendo sul suo umore.
Le gioverebbe, pertanto, rivolgersi a uno psicologo per una valutazione specifica del suo caso. Potrebbe, inoltre, se lo desidera, iniziare un percorso di crescita e di cambiamento.

Saluti
Dott.ssa Shara Mancini, Psicologa

Dott. Francesco Tisano Inserita il 13/11/2016 - 10:40

gentile scrittore,
l'empasse relazionale di cui racconta e che le provoca tanto malessere risulta piuttosto diffusa; nel lavoro di tutti i giorni mi capita di incontrare molte persone che ne soffrono.
Per mia formazione e pensiero personale sono molto restio a definire il disagio delle persone attribuendo etichette ingombranti e severe come depressione e ansia, senza però nulla togliere alla reale sofferenza vissuta.
Il mio consiglio, dopo l'idea molto parziale che posso essermi fatto leggendo le sue poche righe, è di rivolgersi ad uno/a psicoterapeuta della sua zona per provare a capire insieme cosa la tiene "agganciato" in questa relazione che la fa soffrire e sentire "svuotato" ma da cui evidentemente ancora non è pronto a liberarsi. Penso che facendo ordine nelle proprie relazioni e con maggior chiarezza emotiva potrà recuperare il proprio equilibrio e benessere, superando altresì la necessità di assumere terapia farmacologia.
Spero di esserle stato in qualche modo utile,
cordiali saluti
dott. Francesco Tisano (www.psicologo-varese.it)