Facile dolore al cuore dopo un trauma?
Salve, il mio quesito è probabilmente indicato per psicologi che si occupano di PTSD.
Fra il 2018 ed il 2020 ho vissuto una relazione abusiva che mi ha distrutta psicologicamente. Quando ho tagliato i ponti ho avuto un trauma maggiore e a parte soffrire già a priori di depressione, mi sono trovata in una situazione di sofferenza tale da non poter più mangiare/bere/dormire abbastanza per circa un mese, solo piangere a tutte le ore del giorno con bruciore a tutto il corpo e calore, e ciò ha causato deficit nutrizionali con conseguenze poi risolte nei mesi successivi anche con integratori. La mia mente è stata occupata totalmente da questa faccenda per circa 5 mesi al fine di trovare spiegazioni da sola per diverse cose accadute. Ho smesso di piangere in continuazione dopo circa 3-4 mesi, dove mi succedeva solo qualche volta al giorno, e poi a seguire sempre meno. Ho sicuramente avuto una riprogrammazione del mio cervello che mi ha portata ad adattarmi al trauma e non riuscivo più a ragionare, ricordarmi le cose a breve termine, mantenere l'attenzione ecc (laddove io invece di base ho capacità mentali spiccate). A distanza di 2 anni dalla chiusura, superamento completo del "soggetto" del trauma ed esercizi mentali che ho fatto io, ho sentito di aver ricostruito queste capacità in "fasi" passo dopo passo, ed ora sono "cognitivamente" quasi pronta ad avere un lavoro (vivo con i miei).
A partire da questa relazione ho sperimentato spesso problemi fisici mai avuti prima, come: frequente dolore al cuore, acufeni, visione "a puntini", bruciore a collo/polsi/caviglie.
Ora, laddove -non- soffro di ansia regolarmente, ho comunque per forza episodi di ansia forte che capitano circa 1-2 volte al mese a causa di una situazione famigliare di gravità estrema e permanente che offre eventi catastrofici imprevedibili che necessariamente causano ansia, ma mi rendo conto che, anche se della durata di appena 10-15 minuti, il giorno dopo mi viene male al cuore, spalla, collo, formicolio al braccio, nodo in gola, come se dovesse venirmi un infarto, e dura per circa 2 giorni. Sono già andata dal medico durante 3 di questi episodi ma ha detto che la causa non è ischemica.
Il problema è che la vita (e specialmente la mia situazione famigliare), ma anche il lavoro, prevedono necessariamente dei momenti brevi di stress o ansia. Devo potermeli permettere, altrimenti non realizzerò le mie ambizioni (e per la mia età è già tardissimo) ma in generale la mia situazione famigliare è destinata a peggiorare e con sé le mie responsabilità (fra cui gestione di una persona disabile ingestibile).
Prima di questo trauma psicologico dovuto alla relazione, avevo stress e ansia per via della famiglia ma non avevo mai avuto reazioni di "simil infarto", neanche per episodi di ansia maggiori o più lunghi, che nella vita ho certamente avuto.
Vorrei sapere se questa cosa del cuore è possibile che sia una vulnerabilità fisica acquisita con questo trauma e se è permanente, e se è direttamente causata dalla psiche o se effettivamente il cuore possa essersi modificato/deteriorato in modo tale che ora sia "fisicamente" più vulnerabile e non solo una simulazione somatica. E che fare in tal caso. Non posso adattare la mia vita attorno a questo problema, ovvero non posso eliminare tutte le fonti d'ansia, devo poterne tollerare un po'.