Ritornare a scuola ai tempi del Covid

Pubblicato il 14 settembre, 2020  / Psicologia e dintorni
scuola ai tempi del coronavirus

Con l’avanzare di settembre, il rientro a scuola di milioni di bambini e ragazzi rappresenta una gran fonte di incertezza. I genitori dovranno tenere a bada le proprie preoccupazioni e motivare i propri figli assicurando loro che la situazione è sicura; inoltre, toccherà loro verificare ogni giorno che non abbiano una temperatura corporea al di sotto dei 37,5°C così come che non presentino sintomi simil-influenzali. In caso contrario, non solo agli studenti sarà vietato l’ingresso nelle scuole, ma anche per i genitori scatterà il congedo dal lavoro o il lavoro in remoto.

Il Comitato Tecnico Scientifico dispone che la mascherina, per chi ha più di 6 anni, andrà indossata durante gli spostamenti, ad esempio nel tragitto per il bagno, ma non durante le lezioni. Tra i banchi di scuola sarà mantenuta la distanza di un metro fra i banchi. La proposta che sembra più funzionale in merito alla sistemazione degli studenti in aula è il modello della scacchiera, secondo il quale va occupato un banco sì e uno no, invertendo ogni ora lo schema. Da un lato potremmo pensare che i ragazzi vivano la situazione come un’ingiustizia e una sfida, ma è anche vero che in tenera età, la capacità di adattamento alle novità è particolarmente sviluppata.

Un documento dell’Harvard Global Health Institute suggerisce di sfalsare gli orari di ingresso e di uscita delle classi, così come gli orari di ricreazione, in modo da massimizzare l’isolamento dei vari gruppi di studenti. Questo scritto, che propone delle opzioni attente e caute ma anche flessibili, offre numerosi spunti di riflessione che potrebbero essere fonte di ispirazione per i governi di molti paesi. Interessante come, nella riapertura, venga data priorità alle scuole elementari, seguite dalle medie e dalle superiori; in queste ultime va tenuto in conto che il rischio di diffusione del Covid-19 è maggiore, per via dell’età media degli alunni e per le dinamiche sociali degli adolescenti. La riapertura degli istituti va sempre valutata insieme agli indicatori epidemiologici locali e, con la massima elasticità, può essere sospesa o posticipata per motivi di sicurezza. In questi casi, il corpo docenti deve essere pronto a passare, con una certa velocità e con una preparazione precedente, a un piano per la didattica digitale integrata e a verificare che tutti gli studenti possano accedere al materiale didattico.

In Italia, diversi istituti stanno organizzando corsi di formazione a supporto degli insegnanti di scuole materne, elementari, medie e superiori, perché possano affrontare con consapevolezza e prontezza le peculiari situazioni tra i banchi di scuola. È di fondamentale importanza che agli studenti sia fornito un adeguato supporto, considerati i grandi cambiamenti da loro vissuti in quanto a relazioni sociali, giochi e attività. Per questo il corpo docenti deve mostrare sicurezza, così che i ragazzi possano riporvi piena fiducia e di conseguenza mantenere uno stato di tranquillità che non alteri i loro processi di apprendimento e di gioco.

In questo nuovissimo clima, si rendono necessarie le competenze di diverse figure professionali per la prevenzione e la sorveglianza epidemiologica. L’Ordine dei Medici di Roma propone che nelle scuole sia assicurata la presenza di un medico, idealmente un pediatra, almeno per alcune ore al giorno, perché le condizioni sospette possano essere rapidamente identificate e si possano subito prendere tutti i provvedimenti necessari. Un infermiere di comunità, un assistente sanitario e un neuropsichiatra infantile completerebbero il team di professionisti che renderebbe sicuri gli ambienti scolastici, non solo dal pericolo del virus in sé, ma anche dal gran carico di stress derivante da paure, pressioni e incapacità di gestire la situazione. Di primaria importanza sarà occuparsi della dimensione psicologica di questa nuova realtà. Un ruolo chiave pertanto sarà quello degli Psicologi che potranno fornire spunti di riflessione, consigli utili e supporto ai ragazzi, ai genitori e al personale scolastico.

Secondo una ricerca inglese pubblicata dal Public Health England il rientro a scuola non dovrebbe essere rischioso, in quanto meno dello 0,005% di soggetti in età scolastica ha contratto il Covid-19 negli ultimi mesi, e di questi, tutti risultavano positivi in forma asintomatica o paucisintomatica. Il rischio di contagio tra gli studenti negli istituti scolastici è quindi molto basso, a differenza del rischio di essere infettati da un familiare o un convivente positivo al coronavirus, che raggiunge quasi il 50%. La priorità è quindi un ritorno alle “normali” dinamiche scolastiche, che eviterebbero conseguenze nella sfera psicologica, sociale e affettiva di ragazzi e bambini.

Molti pediatri recentemente stanno premendo le istituzioni perché si possa ricorrere ai test salivari rapidi che hanno un’accuratezza dell’85%; dunque, non si tratta di prove estremamente precise, ma queste permetterebbero una diagnosi in pochissimi minuti, cosa che si rivelerebbe molto utile nell’isolamento repentino di una gran fetta della popolazione infetta. In più, in questi giorni il Ministero della Salute italiano sta valutando di ridurre la quarantena da 14 a 7 giorni, come hanno già fatto altri paesi europei, visto che nella maggior parte dei casi i sintomi si presentano intorno al 3°-5° giorno dal contagio.

Dunque, le istituzioni stanno impiegando tutte le energie per trovare la soluzione più sicura e ragionevole per il beneficio di studenti e lavoratori, prendendo spunto e imparando anche dagli errori degli altri paesi, come per esempio il caso della Germania che ha dovuto chiudere circa 100 scuole pochissimo tempo dopo la loro riapertura. Gli adempimenti sono numerosi: ai genitori e agli studenti toccherà una nuova sfida, che sicuramente, a seguito delle prime difficoltà, riuscirà a svelare anche nuove preziose opportunità.

Buon anno scolastico, un grande in bocca al lupo a tutti!