Che cos'è l'Ipocondria?

Pubblicato il 26 settembre, 2013  / Psicologia e dintorni
Che cos'è l'Ipocondria?

 

L’ipocondria è caratterizzata da una preoccupazione invasiva ed eccessiva riguardante le funzioni corporee (il battito cardiaco, alterazioni fisiche di piccola entità, o sensazioni fisiche vaghe e ambigue) con la costante convinzione che il loro malfunzionamento indichi una malattia grave e/o potenzialemente letale. Le preoccupazioni possono riguardare numerosi apparati, in momenti diversi o simultaneamente. I soggetti possono allarmarsi se leggono o sentono parlare di una malattia, ritenendo di esserne anche loro affetti. Tale preoccupazione spesso diventa un elemento centrale della immagine di sé, un modo di rispondere agli stress di vita.

Infine tale preoccupazione persiste nonostante la valutazione e la rassicurazione medica anche mediante la messa in atto di esami clinici.

I soggetti affetti da questa patologia sono soliti attuare veri e propri pellegrinaggi medici, presentando la loro storia clinica e i loro sintomi con accuratezza e ricchezza di dettagli. La mancata individuazione di una malattia fisica produce risentimenti e frustrazione reciproche in quanto da un lato il soggetto sente di non aver ricevuto le cure appropriate e dall’altro il medico lo può considerare una sorta di “malato immaginario” anche al fine di scongiurare inconsapevoli sentimenti di inadeguatezza.

La tendenza a rivolgersi ai diversi servizi sanitari aumenta il rischio di valutazioni superficiali trascurando la presenza di una condizione medica generale o al contrario può produrre accanimento diagnostico alla ricerca di una malattia fisica che di fatto non esiste.
L’intera vita familiare può diventare disturbata e la preoccupazione può andare ad interferire con le prestazioni sociali, professionali ed affettive fino a ridurre il soggetto ad un perfetto invalido. Il disturbo può esordire a qualunque età, ma si pensa che l'età più comune sia la prima metà dell'età adulta. Il decorso è di solito cronico, con sintomi che vanno e vengono.

Che cos'è l'Ipocondria?L’ipocondria è sofferenza della psiche in relazione ad una sensazione di incapacità di volere, ad un sentimento di dipendenza, ad un agire privo di orizzonti ad un non sapere e non credere, in pratica ad una PERDITA DI SENSO.

Tale sofferenza si esprime attraverso il corpo che diviene veicolo di una richiesta di aiuto inespressa o inesprimibile, non accolta e non ascoltata. Il linguaggio verbale viene a perdere la sua funzione originariamente comunicativa in conseguenza ad una retrocessione dell’Io, che precipita l’individuo in una straziante condizione in cui anche la fantasia tace: la funzione simbolica perde la sua valenza.

L’ipocondria come difesa più che come sintomo impedisce al soggetto di relazionarsi con la vita e trovarvi senso.

L’individuo racchiuso nel proprio corpo ed impossibilitato a relazionarsi con il mondo viene invaso dall’angoscia di vivere e insieme di morire.

L’ipocondria è valutabile come un’amputazione simbolica dell’intenzionalità e della temporalità, la quale conduce all’isolamento e al ritiro.

Secondo l’approccio analitico nell’ipocondria viene a costellarsi l’archetipo dell’invalido: il soggetto vive nella costante idea di malattia permanente non trasformativa, di blocco che di fatto determina una condizione di non crescita, di dipendenza dagli altri e dal proprio corpo, percepito come estraneo e al di fuori del proprio controllo.

Nell’affrontare questa patologia è necessario inizialmente considerarla come una difesa psichica che per l’appunto difende il soggetto da sentimenti o condizioni per lui inaccettabili; sarà utile perciò indagare il significato della malattia temuta ed i connessi contenuti simbolici, ossia quale sia la parte del sé ritenuta minacciosa; i vantaggi primari e secondari della malattia derivanti dalla patologia cosi come ad esempio l’evitamento di situazioni sgradevoli; il conflitto e le paure espressi attraverso il timore della malattia; eventuali sentimenti autodistruttivi e punitivi che potrebbero esser simboleggiati dalla malattia stessa.

Per concludere posso dire che molto spesso questa patologia nasconde il bisogno di essere riconosciuti nella propria individualità ed amati senza che vi sia il bisogno di ricorrere ad una “stampella” psicologica come il sintomo psicologico che veicola una tale richiesta.