beatrice  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 28/01/2019

Genova

Lui e la sua famiglia: come gestire la situazione?

Buongiorno,
sono una ragazza di 25 anni. Il mio ragazzo trentenne e al quale sono legata da qualche anno, dopo anni di lontananza dalla sua famiglia per motivi di lavoro, finalmente ha la possibilità di ricongiungersi a loro. Dopo i primi tempi sotto lo stesso tetto con la sua famiglia, per esigenze logistiche va a vivere da solo a poche decine di km. Io, nel frattempo, inizio a realizzarmi professionalmente nella stessa città dei genitori, lasciando casa (dalla parte opposta dell'italia) dopo la conclusione degli studi, spinta da un' ottima occasione lavorativa e dalla voglia di ricongiungermi, quanto più è possibile, al mio ragazzo con il quale avevo, fino ad allora, avuto una relazione a distanza. Abbiamo la possibilità di convivere per alcuni mesi in una casa dataci in prestito e scopriamo di amarci ancora di più. Poi le esigenze lavorative mi portano a dover prendere casa da sola più vicina al mio lavoro e lui si ricongiunge alla sua famiglia per circa un anno. In quel momento emerge un aspetto del carattere del mio ragazzo che non avevo mai notato (si era sempre dimostrato indipendente): il profondo attaccamento alla famiglia e il senso di protezione verso la sorella di pochi anni più grande di me. La prima manifestazione di ciò inizia ad aversi nel periodo che lui ha trascorso a casa della sua famiglia: sentiva il dovere di essere parte attiva della vita della sua famiglia staccandosi con difficoltà da loro se non nei due giorni a settimana in cui io non lavoravo e in cui lui veniva a stare da me. I due giorni diventavano anche uno quando nella sua famiglia sorgevano problemi di salute talvolta di poco conto, talvolta più gravi, fortunatamente sempre superati. La seconda manifestazione inizia ad aversi ogni qual volta percepisco il suo disagio nel lasciare la sorella sola, quando i suoi non c'erano, per venire da me. Sono una persona che ama il dialogo quindi ho sempre affrontato questi problemi sul nascere, vedendo nel mio ragazzo una lenta ma apprezzabile apertura al cambiamento. Il periodo trascorso insieme alla sua famiglia ha certamente consolidato il loro rapporto, tant'è che quando esigenze lavorative lo hanno portato a cercare casa da solo, non manca occasione in cui la sua famiglia va da lui e nel finesettimana, quando lui viene da me, una buona parte della giornata la si passa comunque con la sua famiglia, fosse per i pasti, fosse per andare al cinema. Anche questo problema è stato affrontato con il dialogo. Lo chiamo problema perchè, sì, certamente percepisco come un problema il fatto che lui ritenga non sufficiente il tempo passato con i suoi durante la settimana e debba impiegare il tempo riservato a noi come coppia per condividere occasioni familiari (es. pranzo e cena) al dichiarato scopo di far si che la sua famiglia non senta tropo la sua mancanza. Veniamo, però, al nocciolo della questione. Se tutte queste situazioni sono state in qualche modo discusse, facendo presente l'esigenza che avevo di trascorrere del tempo sola con lui, di sentirmi ogni tanto una priorità rispetto alle esigenze della sua famiglia (es. fare compagnia alla sorella sola con la febbre fino a dormire insieme nello stesso letto, cosa cmq normale per loro abituati a condividere spazi piccoli), ci sono delle cose che non so ancora come gestire. Si tratta delle attenzioni, credo esagerate per un trentenne, che la madre e la sorella gli riservano. Dal fargli la spesa, al lavargli i panni, dall'arredargli casa a (cosa che più mi da fastidio) correre da lui durante la settimana per assicurarsi che non stia solo. Sono una persona molto indipendente e non apprezzo questa cose. Ho un fratello che amo e rispetto ma con il quale non condivido spazi o esperienze intime come invece fa il mio ragazzo con sua sorella. Sono molto legata alla mia famiglia ma i miei sono persone estremamente altruiste. Si tratta della mia prima storia quindi dopo tanta attesa pretendo di ricevere tutto l'amore che penso di meritarmi (e lo ricevo sia chiaro) e tante attenzioni che invece sento di ricevere solo parzialmente. Mi domando se il mio sia solo egoismo dato dal fatto che credo di meritarmi tanto perchè gli ho dato tanto sin dall'inizio (anche trasferendomi, ad esempio - ma questo l'ho fatto anche per me) o se invece è necessario anche in questo caso intervenire per evitare che le attenzioni che il mio ragazzo riceve, peraltro di buon grado, vadano a minare gli equilibri della coppia. Il punto è, come dire ad una persona che non vuoi ferire, che ritieni assurdo che sua madre (a cui peraltro sono legata da rispetto reciproco), e spesso anche la sorella, lo accompagni a comprare i vestiti, lo consigli nelle scelte lavorative (e spesso lo influenzi), gli faccia la spesa e tutte le faccende domestiche con la scusa che lui lavora (ma diciamoci pure che è soprattutto molto pigro). Per non parlare ovviamente di quando lui non si sente bene. Immediatamente coccolato da entrambe facendomi sentire, anche se fisicamente presente, molto inutile.
Attendo di conoscere i vostri consigli. Grazie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 29/01/2019 - 09:32

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Beatrice,
leggendo il suo racconto molto denso e particolareggiato, ho percepito la sua inclinazione a trovare con il suo ragazzo un confronto rispettoso ed autentico. Ma sembra che sia sola in questa ricerca affannosa. Nel senso che, dalla descrizione che traccia del suo ragazzo, mi sembra di capire che lui tenda a delegare molte cose a figure femminili di riferimento e tenda ad adeguarsi a ciò che gli viene richiesto, quindi opposto a lei ("sono una persona molto indipendente").
Pertanto, la prima cosa da fare per lei è chiedersi se questo nuovo "aspetto del carattere" del suo ragazzo possa corrispondere alle sue esigenze di vita e al tipo di uomo che ha in mente per essere felice.
Compreso questo, se desidera in ogni caso, manifestare al suo ragazzo il suo dissenso rispetto ai comportamenti descritti, può farlo proprio come ha già iniziato: ossia cercare un confronto con lui e chiedergli come mai ritenga utile farsi accompagnare dalla madre per "comprare vestiti" e quali esigenze può soddisfare ciò.
In questo modo, sarà sicura di non ferirlo e contemporaneamente acquisirà informazioni su di lui che potrà usare per fare maggiore chiarezza sulla vostra relazione. Quindi, sapere, ad esempio come intende lui la relazione sentimentale: è prioritaria rispetto alla famiglia d'origine oppure no? Questo, infatti, mi sembra un aspetto da approfondire, perchè, da ciò che ha descritto, mi sembra di capire che il suo ragazzo abbia ancora necessità di essere parte della sua famiglia d'origine, ma bisogna comprendere come mai questo accada.
Se desidera approfondire la questione, può contattarmi o scrivermi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).