Giulio domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 11/10/2017

Acquistare fiducia in me stesso

Salve ho 27 anni e credo di avere grossi problemi di autostima.
Vivo da solo, lavoro, studio e cerco di vivermi quel residuo di vita sociale rimasta. Da quando ho memoria ho sempre avvertito una sensazione di inadeguatezza e di "goffagine" verso me stesso, ma adesso mi trovo in un momento in cui credo di aver preso coscienza dei miei limiti ed ho voglia di cambiare.
Ho grosse difficoltà ad aprirmi con chiunque ed in qualunque ambito della vita, perché ho paura del giudizio della gente. La mia autostima è così bassa che il mio timore stà nel fatto che una sola parola di disapprovazione nei miei confronti potrebbe farmi crollare quel minimo di convinzione che ho nelle mie capacità.
Ho problemi anche con le ragazze, spesso mi sono sentito fare i complimenti per il mio aspetto anche da belle ragazze ma nonostante ciò mi sento sempre inferiore e sono rassegnato a non avere rapporti con le donne, ed in realtà non sò neanch'io perchè inquanto spesso sono stato io da uomo ad essere corteggiato.
Un altro grande dramma della mia vita è un disturbo della minzione fuori da ambienti da me considerati "sicuri", questo mi impedisce ad esempio di vivermi giornate troppo lunghe fuori casa. Io penso che il timore in quest'ultima problematica stia nel fatto di poter essere visto nudo e giudicato per le mie dimensioni anatomiche. In realtà penso di essere nella norma sotto questo aspetto se non addirittura al di sopra, ma la ricerca della logica in problematiche apparentemente inesistenti non mi dà conforto e credo che anche questo problema possa ricollegarsi ad una mancanza di sicurezza.
Questi sono i miei problemi che stanno iniziando ad incidere fortemente sulla mia quotidianeità, e da quando ho deciso di affrontare di petto il problema và ancora peggio perché stò le giornate e nottate intere ad arrovellarmi sul perché sono così e su come potrei fare a cambiare, leggo e rileggo consigli e cerco timidamente di aprirmi con le persone a mé più care ma non trovo nessun conforto e nessuna risoluzione.
Devo anche dire che a causa di tutto questo. più di una volta ho pensato di finirla, ritengo che non ne avrei il coraggio, specialmente perché ci sono persone che sarebbero distrutte da questo gesto vile ed egoistico, ma puntualmente quando non sò come affrontare il problema il pensiero và lì perché credo che non riuscirò mai a dare una svolta alla mia vita.
Ringrazio anticipatamente chi vorrà, eventualmente, rispondermi.
Cordiali Saluti

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Erica Tinelli Inserita il 11/10/2017 - 15:46

Salve Giulio, dal mio punto di vista lei ha già capito una cosa fondamentale e cioè che molte difficoltà psicologiche sembrano essere apparentemente irrazionali, sembrano non avere ragione di esistere (“la ricerca della logica non mi dà conforto”). Non è assolutamente strano, anzi è piuttosto frequente. Sembra essere anche abbastanza consapevole di quelle che sono le sue difficoltà e di come queste si legano tra loro. Però tutto questo non necessariamente porta a sapere come affrontare la situazione e quali strategie utilizzare. Ha mai pensato di rivolgersi ad uno psicologo? Le cose che legge su internet non sempre sono così affidabili ed in ogni caso qualsiasi indicazione concreta che potrebbe provare ad applicare andrebbe calzata alla specificità della sua situazione e della sua personalità.

Dott. Alessandro Vimercati Inserita il 11/10/2017 - 15:41

Buongiorno Giulio,
nel suo messaggio leggo due tematiche principali, una è quella dell’autostima, da lei citata, l’altra è quella della ipersensibilità, non espressamente citata ma che traspare in alcune espressioni, come quando dice una sola parola di disapprovazione nei suoi confronti ha il potere di farla crollare.
Spesso l’ipersensibilità ci spinge a ritirarci dal mondo per esporci il meno possibile alle “intemperie” relazionali, viene a mancare il confronto con gli altri e quindi anche tutti quei feedback che possono incidere in modo positivo o negativo sulla nostra autostima, permettendoci di ricalibrare il nostro comportamento nei confronti degli altri e del mondo esterno. Quando smettiamo di confrontarci e di esporci, o lo facciamo il minimo possibile, non abbiamo più informazioni di ritorno dall’esterno e la nostra autostima crolla.
In queste situazioni succede spesso un’altra cosa, tendiamo a dimenticare il nostro corpo. Lo stato di sofferenza continua ci spinge a ignorare i segnali che arrivano dal corpo, perché il corpo è il mezzo sensibile con cui conosciamo il mondo esterno e automaticamente tendiamo ad oscurare le informazioni che ci manda, cercando di ignorare anche la sofferenza che questi segnali portano. Il corpo ignorato si ribella e inizia a fare dei dispetti, nel suo caso il disturbo della minzione che la costringe ad ulteriori limitazioni sociali (ipotizzando di potere escludere altre cause di ordine fisiologico).
La sua situazione andrebbe secondo me affrontata su due livelli contemporaneamente, uno più mentale/cognitivo in cui fare il punto della situazione di quello che è lei in questo momento, individuare la strada da percorrere e ripartire con nuovi obiettivi, uno più corporeo/emotivo dove lavorare sulla cerniera tra corpo e mente per rinforzare la connessione che nel suo percorso di vita si è probabilmente indebolita.
Se vuole contattarmi resto a sua disposizione.

Alessandro Vimercati