Silvia domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 14/02/2017

Milano

Cleptomania e coinquilini

Sono un po' in crisi. Da quasi tre anni vivo in appartamento con coinquilini e sto realizzando di avere una qualche forma di cleptomania, o comunque qualcosa che abbia a che fare con l'appropriazione di cose altrui che non posso risolvere senza aiuto. Fin da piccola ho accusato problemi nell'appropriarmi di piccoli oggetti di mia sorella maggiore. Mi intrufolavo nella sua camera, guardavo e curiosavo, anche solo questo bastava a scatenare liti furiose che io ricordo coinvolgevano me, lei e mia madre senza che venisse risolto davvero nulla. Non so cosa si ripresenti, ma penso abbia a che fare con l'affetto e la paura: non rubacchio a chiunque. Tendo poi a riconsegnare, ricomprando o cercando di compensare (non sempre riesco, pur provando sempre vergogna). Tempo fa ho preso delle mollette per capelli dalla mia coinquilina e le ho perse, provavo dei gioielli o delle scarpe mentre non c'era, nel momento in cui non avevo più dentifricio usavo il suo senza chiedere finché non facevo spesa, il tutto senza chiedere, una volta le ho finito il latte e non l'ho comprato prima che se ne accorgesse...Ho cambiato coinquilini e ora sto tornando ad avere gli stessi comportamenti con entrambi e soprattutto con il maschio, per cui fra l'altro mi sembra di provare maggior affetto e vedo con una certa incomprensione ma ammirazione il fatto che non si soffermi a pensare troppo e nella sua vita sembra non fermarsi mai. Tendo a volermi sentire loro amica e ancor più sua amica anche quando non è così chiara la distanza/vicinanza reciproca voluta nel rapporto. Non ho un buon rapporto con i miei genitori, ho un'autostima bassa perché non riesco ad avere successi formativi e lavorativi, non riesco a prendermi adeguatamente cura della mia persona e tendo alla depressione. Della cleptomania voglio riuscire a parlarne anche con loro, prima che si spaventino e pensino di non potersi più fidare di me in nulla. I miei amici minimizzano, è "poca cosa", “vieni da me e scopri come si vive normalmente”, la loro vicinanza mi rassicura ma so che quello che faccio non è corretto ed è un comportamento disfunzionale. Dato che al mio coinquilino ho preso degli alimenti temo davvero che si arrabbierà in maniera irreversibile stavolta e penso dovrò (e in ogni caso debba per correttezza, vedendo che il problema si ripresenta) affrontare la cosa apertamente con loro. Ma come fare? E soprattutto...cosa succederà dopo? Cosa dovrò gestire? Penso che alcune persone non troverebbero mai serenità nella stessa casa così.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Erica Tinelli Inserita il 14/02/2017 - 10:23

Buongiorno Silvia, capisco la sua preoccupazione in merito alla specificità della situazione attuale, ma io penso che lei dovrebbe porsi altre domande più generali.
Se questo suo problema la preoccupa così tanto e se lo porta dietro da quando era bambina, come mai non ha mai deciso di affrontarlo con l'aiuto di un professionista? Come mai si preoccupa di come potrebbe comunicare la cosa ai suoi coinquilini e di come potrebbero reagire e non si preoccupa di risolvere il problema? E se si considera anche una persona con poca autostima, che non si prende cura di sé e tendente alla depressione, come mai questi problemi non la preoccupano come la tendenza ad appropriarsi delle cose degli altri?
Se vuole condividere le sue riflessioni mi scriva pure.