Matteo  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Roma

Non riesco più a trovare un senso a niente

Salve, è da circa un mese che penso costantemente alla morte, non so bene perché, credo sia un pensiero invasivo che si è annidato nella mia testa e piano piano gli ho dato sempre più forza finché ora mi tortura ogni giorno. Parto col dire che ora la cosa è migliorata, le prime due settimane era sempre presente, non riuscivo a mangiare, avevo attacchi di panico e non riuscivo a dormire sensa essere angosciato. Dopo due settimane sono partito con mia sorella per un viaggio sperando mi potesse aiutare, e all'inizio stavo meglio, poi una volta tornato a casa è ripresa questa "angoscia" anche se lieve rispetto all'inizio. Ora non riesco a fare nulla, dovrei dare gli esami per l'università ma mi dico: "ha senso? tanto morirai" e così via per ogni cosa e questo mi ha portato a perdere la bellezza per tutto, ora guardo una partita di calcio senza interesse, mangio un buon piatto e non sento niente, mi sento apatico, ed oltre a questo ho un problema con il concetto di tempo, mi sembra così breve, perché a un certo punto dovrò dire addio alle persone a cui voglio bene? perché le persone muoiono? perché non posso essere immortale? non voglio morire, ho paura. So che sono pensieri irrazionali, ma credo siano dovuti anche al fatto che io come persona cerco sempre di darmi una risposta e se non riesco a trovarla vado fuori di testa. Spero di essermi espresso il più chiaramente possibile, grazie a chi mi risponderà

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Maria Lucrezia Riso Inserita il 16/02/2024 - 15:31

Padova
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Salve Matteo, sarebbe da capire tutto nel dettaglio e farne un analisi più approfondita prima di risponderle. Certo è che tali pensieri sono comunque molto comuni nella popolazione generale. pensare alla morte non equivale al pensare o al voler di morire. Hanno chiaramente un sottofonfo di natura depressiva, non vano mai sottovalutati. Si tratta di pensieri altamente dispendiosi in termini di risorse ed energie. Ecco perchè si sente "apatico". Vengono amplificati da uno stato generale di ansia e sopraffazione. Sono
sempre espressione di una situazione di stress importante non di certo migliorabile durante la sessione d'esami universitaria. Non sottovaluti se persistono e valuti l'idea di fare un consulto. A volte bastano pochi colloqui per uscire dall' empasse. Maria Lucrezia Riso