Erika domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 27/06/2015

Pisa

Bandire l'ipocondria?

Sono anni che mi chiedo se possa essere opportuno richiedere un aiuto professionale, ma non sono mai riuscita a trovare il coraggio per farlo, un po' per pudore, un po' per timore. Non so se questo sia il modo giusto per iniziare, ma è comunque un passo in avanti.
Sono una ragazza di 22 anni e soffro di ipocondria da diverso tempo ormai; e, se all'inizio non vi ho prestato troppa attenzione, col passare del tempo è diventata una condizione invalidante. A preoccuparmi è ora un neo, ora un fastidio al collo, ora un banale mal di testa e purtroppo nessuno di questi fastidi riesce a rimanere banale. Finisco per soffermarmi così a lungo sul timore che un sintomo nasconda, in realtà, qualcosa di gran lunga peggiore da acuire una innocua sensazione fino a renderla quasi una fissazione.
Non sono una professionista e non credo di poterlo dire con certezza, ma, se dovessi trovare una spiegazione alla mia ipocondria, direi che il mio passato qualche suggerimento me lo fornisce. Esco da una situazione familiare estremamente turbolenta, ma non per le ragioni cui si potrebbe pensare. Da quando avevo 9 anni, la mia famiglia ha dovuto affrontare un dramma dopo l'altro e, purtroppo, benché fossi una bambina, ricordo ognuno di quegli eventi: l'incidente di mio cugino 20enne che lo ha lasciato su una sedia a rotelle, la malattia di mia zia [una patologia che - non saprei spiegarla in termini più appropriati - porta un osso all'altezza del collo a comprimere i nervi del sistema nervoso e che l'ha costretta ad una PEG per evitare che il cibo le finisse nelle vie respiratorie e la soffocasse], il tumore di mio zio [contro il quale non ha avuto possibilità di vincere], i tumori di entrambi i miei nonni materni e la morte di uno dei due, l'intervento a cuore aperto della nonna materna, il distacco di placenta di mia cugina che l'ha quasi fatta morire dissanguata mentre era da sola in casa e che ha provocato un'emorragia di quarto stadio al bambino, l'intervento di mia madre per sanare una fistole apertasi nel cranio... Come si può facilmente intuire, non è stato facile e, a volte, ricordo più le feste/vacanze passate in ospedale o in compagnia di un parente ammalato che non quelli trascorsi a casa in armonia!
Non so se sia il modo giusto di descrivere quello che provo, ma, a volte, ho l'impressione di aver vissuto due vite nettamente separate l'una dall'altra: la prima è quella dei giochi, della serenità, della normale quotidianità; la seconda è quella che mi ha accompagnata fino all'ultimo dramma, successo qualche anno fa. E sfido a pensare che qualcuno possa credermi quando dico che, dopo l'ultimo evento nefasto, ho fatto sinceramente fatica ad abituarmi alla normalità, al fatto che tutto potesse andare bene. Non sapevo chi fossi! Non sapevo chi, come e cosa essere oltre alla ragazza angosciata, preoccupata, chiusa in stanza ora a pregare, ora ad arrabbiarsi con Dio o chi per lui si stesse tanto divertendo con la mia famiglia, stando bene attenta ad evitare che i genitori la sentissero.
Ho impiegato un po' di tempo a ricostruirmi. Ho impiegato un po' di tempo a ritrovarmi, a conoscermi di nuovo, ad accettare che la persona che ero stata - quella più o meno forte, più o meno debole a seconda dei punti di vista, che aveva assorbito i colpi e aveva provato a farsi trovare pronta per quello successivo. Perché, sul serio, per tanti anni ho saputo che ne fosse in arrivo un altro, di colpo.
Suppongo che la causa scatenante delle mie paure attuali sia da ricercare lì. Ma non sono un medico, non ho le competenze, non dispongo delle certezze. Sono solo supposizioni, appunto.
A chiunque legga questo sfogo vorrei chiedere se, bando al pudore e al timore di risultare troppo egocentrica nel chiedere aiuto [perché, per fortuna o meno, ho sempre sofferto solo indirettamente di tutti quei problemi e probabilmente non sono la persona che ha il diritto di lamentarsi], sia opportuno chiedere finalmente un aiuto professionale e se questo possa essermi d'aiuto a bandire l'ipocondria.
Ringrazio anticipatamente e mi scuso per la lunghezza dell'intervento. Non mi è stato dato il dono della sintesi.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Giuseppe Del Signore Inserita il 29/06/2015 - 15:22

Viterbo
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Gentile Erika,

visto che che sono anni che sperimenta questo disagio, sarebbe utile iniziare a fare qualcosa di concreto, ossia valutare l'ipotesi di una valutazione psicologica e un trattamento psicoterapico.
Lei è molto giovane e si trova nella posizione di vantaggiosa, per questo credo sia importante per lei cercare la motivazione giusta per iniziare un percorso.
Questo le permetterà di iniziare a comprendere e poi di imparare a gestire le sue emozioni in maniera adeguata, evitando di utilizzare il corpo come canale preferenziale per la loro espressione.

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo clinico e forense, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicoanalitica

Dott.ssa Lara Motta Inserita il 29/06/2015 - 08:16

Cara Erika, lei descrive una serie di eventi a cui riconduce le sue paure, si sente egocentrica nel chiedere aiuto perché questi eventi non sono capitati direttamente a lei.. ma la paura e la preoccupazione per la propria salute le vive direttamente lei, dunque sono sofferenze autentiche, che meritano di essere prese seriamente in considerazione! purtroppo o per fortuna i legami di causa ed effetto, quando si parla della nostra mente, non sono mai così lineari, dunque le sofferenze che lei prova avranno le loro radici in un insieme di fattori, di cui quelli che lei ha ben individuato sono solo una parte. Un percorso psicoterapeutico può certamente aiutarla: se anche non sarà forse possibile bandire completamente le preoccupazioni per il corpo dalla sua vita, sarà sicuramente d'aiuto per comprendere meglio la sua ipocondria, trovare parole al disagio che in questo momento lei sta esprimendo in questo modo ed affrontarlo. la sua giovane età mi fa inoltre pensare che prima lei affronterà questo problema, più facile sarà risolverlo. rimanendo a disposizione le faccio un caro augurio! Lara motta