Luca  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 19/03/2021

Roma

Ho perso la fiducia in me stesso

Salve a tutti,
Sono uno studente universitario di 23 anni e frequento l'ultimo anno di Ingegneria. Ho appena finito la sessione d'esami e, purtroppo, ho passato solo 3 dei 4 esami che avevo da dare. Ora me ne rimangono 5 più la tesi da scrivere e mi sento un fallito. Inoltre, nonostante la sessione sia finita e non abbia più appelli disponibili, mi sento in colpa perchè non studio, perchè non ho passato questo 4 esame. Non riesco a "staccare il cervello" penso sempre che ho fallito, all'ansia di finire fuoricorso, di non riuscire a scrivere la tesi, di non essere in grado di trovare un argomento o relatore, continuo a pensare. In più lunedì rincominciano le lezioni e ho paura di non abbastanza riposato per riprendere il tutto. Mi sento stanchissimo mentalmente, appena metto la testa sui libri (ho passato l'ultima settimana a sistemare appunti in vista del prossimo semestre) mi pesa come un macigno e mi sembra di non capire nulla, non so se è perchè sono stanco oppure perchè proprio sono stupido. Non riesco a studiare.
Ultimamente mi trovo a vivere in un costante stato d'ansia, non solo per gli esami, che credo ci sia sempre un po' per tutti, ma anche per cose più legate alla mia sfera personale come l'ansia generata dalla paura di non riuscire a combinare niente nella mia vita, di non essere in grado di trovare lavoro dopo, di non avere uno straccio di esperienza in ambito lavorativo, l'ansia di finire fuoricorso. Ho perso la fiducia in me, in ciò che una volta credevo di essere in grado di fare. Questo si riflette molto anche sulla mia propensione a cercare lavoro/stage. Sto cercando un tirocinio curriculare per togliermi un esame ( per questo 5 o 6) e fare un po' di esperienza (anche se con la situazione Covid probabilmente di esperienza sul campo non ne farò) oppure un'azienda in cui fare la tesi, ma ho paura persino ad inviare la mia candidatura alle aziende oppure ai professori per chiedere la tesi perché continuo a pensare " tanto faccio schifo, non servirò mai a nessuno e ho fallito miseramente". Mi arrabbio ancora di più quando vedo gente magari al mio stesso "livello" che riesce a fare tutto, mentre io sono costantemente bloccato.
Grazie mille per aver letto e risposto.

  4 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 19/03/2021 - 17:12

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Luca,
innanzitutto mi sento di dirle che un elevato livello di ansia può fuorviare la valutazione che si ha di sè, inducendo a pensare che ci sia qualcosa che non va ("proprio sono stupido").
Infatti, un elevato di livello di attivazione generato dall'ansia impedisce ai processi mentali di fluire in modo funzionale, restituendo alla persona un'immagine di Sè alterata ("tanto faccio schifo").
Pertanto, il consiglio che mi sento di darle è provare ad accogliere e comprendere questa fase di difficoltà facendosi supportare da uno psicotarapeuta che la aiuti a capire come mai Luca ritiene che "non servirà mai a nessuno" o "un fallito", pensieri estremamente autosvalutanti che mi sembra soffochino quel Luca vitale e competente che di fatto esiste, dal momento che ha già superato diversi esami.
Questo percorso di conoscenza di Sè è, a mio parere, essenziale per approfondire anche la sua immagine di Luca futuro ingegnere: come si sente in questo ruolo? Come mai ha scelto questo percorso di studi? Che rapporto ha con la dimensione temporale, più in generale, e con il sentirsi in ritardo rispetto a qualcuno o a qualcosa?
Le auguro, in ogni caso, di risolvere la sua situazione e di trovare la sua strada personale e professionale.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Mariagrazia Stabile Inserita il 22/03/2021 - 19:47

Salerno
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Salve Luca
Alla fine di una sessione d'esami, è perfettamente normale sentirsi mentalmente stanchi, 3 esami su 4 mi sembra un ottimo risultato, bisogna imparare a godersi i successi e a lasciare andare gli insuccessi, facendo però tesoro di cosa abbiamo sbagliato per poter fare meglio la prossima volta. Tutta questa stanchezza unita alla negatività per la situazione universitaria e sociale, le fa avere una percezione distorta e un'ansia legata ad un futuro ancora tutto da costruire, ma che già ha dato come perso. Se posso darle un consiglio, si prenda del tempo! tempo per smaltire la delusione, tempo per rilassarsi e tempo per cercare di capire cosa vuole fare, senza previsioni catastrofiche. Un percorso di orientamento professionale potrebbe aiutarla non solo a definire un obiettivo in linea con le sue esigenze e aspettative, ma anche a tenere sotto controllo queste emozioni negative.
Se ha bisogno sono a sua disposizione.
Saluti
Dott.ssa Mariagrazia Stabile

Dott.ssa Cinzia Siragusa Inserita il 20/03/2021 - 21:30

Padova
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Caro Luca,
Da quanto scrivere, sembra che il non aver superato l'esame sia stato etichettato come un fallimento, facendo emergere una visione negativa di sé stesso. Questo contribuisce a rendere più complicato percepirsi in grado di affrontare gli studi attuali e proiettarsi in un futuro.
Le consiglio un percorso psicologico che possa aiutarla a focalizzarsi sulle sue risorse e quindi riprendere una visione di sé positiva per il suo futuro professionale e personale.
Resto disponibile.
Un caro saluto,
Dott.ssa Cinzia Siragusa

Dott.ssa Valeria Ricci Inserita il 24/03/2021 - 13:10

Salve Luca. Mi sembra di capire che lei abbia delle grandi aspettative riguardo se stesso, che tuttavia in questo periodo (particolarmente stressante per tutti) le creano più disagio che altro. A volte la nostra mente va in sovraccarico e ci chiede, anche attraverso l'ansia, di staccare per un po e darle tempo di recuperare. Ritengo che debba darle ascolto e concedersi qualche traguardo in meno, ma più serenità. In fondo andare fiori corso sarebbe così drammatico? Solo imparando ad ascoltare la sua mente ed il suo corpo potrà rendere al meglio. Un lavoro psicologico potrebbe darle degli strumenti per aiutarla in questo compito. Saluti e in bocca al lupo! Dottoressa Valeria Ricci (Roma)