Alessia  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 21/12/2018

Palermo

Ansia sociale oppure no?

Salve! Ultimamente sto prestando maggiore attenzione al mio stato d'animo in relazione a certe situazioni perché da qualche mese a questa parte sto prendendo in considerazione di avere una sorta di ansia sociale. Sono consapevole, però, che in caso lo fosse, sarebbe un'ansia leggera, perciò nulla di estremamente grave o per lo meno non si manifesta in ogni occasione sociale. Ora mi spiegherò meglio esponendo qualche esempio, magari. Inizialmente ho sempre attribuito molti comportamenti e sensazioni a timidezza ed introversione, pensando che la prima col tempo si sarebbe attenuata e che la seconda sia un tratto della mia personalità che sto imparando ad accettare (sicuramente questi due fattori incidono, nel senso riconosco di essere introversa e timida). Aggiungerei anche un'alquanto bassa autostima.
Un primo campanello d'allarme si è fatto sentire quando un paio di mesi fa, mi trovavo insieme ad una mia amica, scendendo dall'autobus mi sono ritrovata inaspettatamente un gruppo numeroso di ragazzi pronti a salire non appena noi fossimo scese e subito ho sentito i battiti accelerare e le gambe indebolirsi. Non so il perché, stavo benissimo e improvvisamente mi sentivo debole. Ci ho messo un po' a riprendermi, davanti alla mia amica ho fatto finta di nulla ma mentre camminavamo temevo mi cedessero le gambe. Non so se sia stato un attacco di panico, comunque un episodio simile non si mai verificato prima e nemmeno in seguito e di conseguenza ho creduto stessi ingigantendo la cosa. Un altro episodio che mi ha fatto riflettere è stato quando sono andata in biblioteca a studiare: ero molto agitata, mi sentivo esposta e a disagio, come se le persone stessero lì a fissarmi. Oppure, ancora, alla biglietteria del cinema o alla cassa di un negozio: la bocca impastata, spiaccico le parole e se mi fanno domande inaspettate, tipo "vuole un pacchetto?" della cassiera al negozio, sputo qualcosa a caso senza riflettere perché devo pur dire qualcosa e poi mi rendo conto di aver detto un sì quando in realtà non era un regalo e non dovevo impacchettarlo! Insomma spesso quando esco mi ritrovo a fare figuracce e a vergognarmi di essere una totale inetta e imbranata. Raccontato così è piuttosto comico, cerco di non stare lì a drammatizzare ma ogni volta che torno a casa e ripenso a quello che mi è successo è frustrante. Inoltre sto scrivendo adesso reduce da un'altra giornata. Trovo strano che perfino con le mie amiche riesca a sentirmi a disagio o provare un senso di inadeguatezza. Ho notato che la passeggiata di oggi nel centro del paese in cui vivo mi ha estremamente stancata. Tutte quelle persone, tutti quegli stimoli. Sono tornata a casa stanca e tesa, ripensavo alle figuracce da inetta e sentivo ancora il disagio addosso che quasi avrei voluto piangere per scaricare la tensione, ma non l'ho fatto. Mi rendo conto che molto probabilmente stia ingigantendo tutto perché mi sono fatta influenzare dalle cose che ho letto sull'ansia sociale. Non so se sia il caso di andare in un consultorio giovani e provare a parlare con uno psicologo, perché non potrei permettermene uno privato (al momento sto quasi sempre a casa, non lavoro e spero di riuscire ad andare all'università). Non nascondo che ho molta paura e ansia di espormi, di fare errori o brutte figure, sembrare una stupida (per questo non ho un lavoro e mi sento in colpa). Mi viene in mente anche che spesso procrastino le cose o capita che per ansia di fare bene qualcosa, se qualcuno si aspetta che la faccia bene o è lì che mi guarda aspettando che commetta un errore, la faccio male. Non so se si definisca autosabotaggio, ma sto cercando di migliorare su questo punto di vista e farmi coraggio nel riprovare invece di mollare tutto o lasciare che quella cosa la faccia qualcun altro ancor prima di provarci per paura di fallire. Cosa dovrei fare? Si tratta di ansia sociale o qualcos'altro come forte insicurezza e bassa autostima?
Spero di essermi espressa in maniera adeguata e che sia stata abbastanza chiara.
Scusate per la lunghezza del testo e grazie mille per aver letto!

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Carlo Casati Inserita il 21/12/2018 - 19:11

Milano - Centro storico
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Cara Alessia,
Io non starei troppo a pensare alle etichette diagnostiche. Dalla tua mail cmq si capisce che hai consapevolezza che c'è un problema. Il mio consiglio è di affrontarlo e di non trascinarlo per anni. Per esperienza so che casi simili al tuo prima si affrontano con l'aiuto di uno psicoterapeuta, prima e meglio si risolvono. Si può fare molto. Però bisogna fare il primo passo. Auguri!
Cordialmente
Carlo Casati - Milano

Dott.ssa Giorgia Caramma Inserita il 04/05/2019 - 17:32

Padova
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Cara Alessia,

Potrebbe effettivamente trattarsi di una forma di ansia sociale, però bisognerebbe fare un colloquio per fare una diagnosi più sicura.

In ogni caso, ti inviterei ad approfondire con uno psicologo l'argomento qualora fosse per te arrivato il momento di lavorare su questo aspetto di te che magari inizia a causarti dei disagi, anche se lievi.

Sappi comunque che i trattamenti per questo tipo di problematiche esistono e, nel tuo caso, non credo si tratterebbe di tempistiche troppo prolungate, dato che sembri già molto consapevole di ciò che ti accade.

Se desideri approfondire contattami pure al 3497848144.
Ti auguro una buona giornata!
Dott.ssa Giorgia Caramma (Ragusa - Padova - online)
www.loradellapsicologia.it