Il potere performante della mente

Pubblicato il 29 aprile, 2014  / Crescita Personale
Il potere performante della mente

 

Lo sapevi che più del 70% dei risultati che una persona può ottenere dipende, non dall’allenamento fisico o dalla preparazione tecnica, ma dalla sua mente???!!!

“Un militare Americano, il colonnello George Hall, venne tenuto prigioniero in Vietnam per alcuni anni in condizioni devastanti per la sua buona salute. Senza dubbio non gli fu possibile praticare il suo sport preferito, il Golf. Per tenere la mente occupata e mantenere il suo equilibrio mentale, giocava mentalmente un giro di golf sul suo campo preferito, almeno una volta al giorno, questo per tutto il periodo di cinque anni e mezzo in cui rimase prigioniero e nonostante venne tenuto in isolamento in una cella 2,5 X 2,5m. Prima di partire per il Vietnam aveva raggiunto uno specifico livello professionistico di gioco. Cinque anni e mezzo più tardi, al suo ritorno, gli venne chiesto di giocare un giro con i suoi amici. Con loro meraviglia, e nonostante le sue deboli condizioni fisiche, giocò immediatamente allo stesso livello professionistico che aveva in passato. Quando gli amici espressero il loro stupore e dissero che non aveva giocato per cinque anni e mezzo, rispose che, al contrario, aveva giocato mentalmente ogni giorno, per l’intero periodo, e che conosceva ogni filo d’erba, ogni ostacolo e ogni tiro che avesse mai effettuato.”

Questo breve racconto è la dimostrazione di quanto la testa abbia un ruolo non solo rilevante, ma addirittura determinante al raggiungimento di altissime prestazioni. Spesso la preparazione atletica, una buona tecnica e una perfetta strategia non sono sufficienti per ottenere la massima prestazione possibile, di un dato soggetto, sia esso sportivo o non sportivo.

Il potere performante della mente

In Italia, al contrario del resto del mondo, in particolare in America e in Australia, è ancora poco diffusa tale consapevolezza (infatti la maggior parte di letteratura e di esperienza in tal senso proviene dall’estero). Soprattutto si tende a nascondere la realtà che la maggior parte di atleti di alto livello oltre che allenare il loro fisico e perfezionare la loro tecnica hanno affianco un mental trainer o coach, che rappresenta per loro la vera carta vincente, ciò che può fare la differenza per emergere fra tanti a parità di preparazione atletica e tecnica!

Ma cosa si nasconde in realtà dietro questa difficile parola? Chi è, e cosa fa un ”mental trainer”?

Letteralmente la parola indica “allenatore della mente” e la sua attività consiste in una serie di interventi per ottimizzare la performance individuale potenziando i propri punti di forza e contenendo o migliorando i propri limiti. Infatti i fattori mentali che influenzano la performance da un punto di vista non tecnico e non fisico sono molti, come ad esempio ansia, stress, affaticamento, concentrazione, motivazione, obiettivi, aspettative, e così via. Attraverso gli interventi di mental training si imparano quindi delle tecniche che facilitano la gestione di questi e innumerevoli altri fattori, al fine di ottimizzare la propria prestazione e di contenere lo spreco di energie. 

Calcio, atletica, sci, ma soprattutto discipline nelle quali concentrazione e forza psicologica sono assolutamente determinanti come automobilismo, motociclismo, sport “di rischio”, scherma e golf includono all'interno dei loro staff i mental trainer.

L’ambito in cui più frequentemente si fa ricorso al mental training è sicuramente lo sport, sia a livello individuale che di squadra, agonistico o dilettantistico.

Ciononostante, esistono molti altri ambiti in cui la prestazione individuale è di fondamentale importanza: il mondo manageriale, le professioni basate sull’espressione artistica (danza, pittura, musica, recitazione), i giochi a forte componente mentale come gli scacchi…. ma anche, e soprattutto nella vita quotidiana, è fondamentale sviluppare un pensiero e un atteggiamento positivo se si vogliono imparare a gestire i propri limiti affrontare difficoltà, superare ostacoli e vincere sfide!

Dunque, concludendo voglio invitare i lettori a riflettere su una cosa:

Non ci sono dubbi, che come in tutti gli aspetti della vita, ci siano persone eccezionali. Nessuno potrebbe negare il talento di un Michael Schumacher, di un Valentino Rossi o di un Ronaldo. Ma non bisogna dimenticare che per ognuno di loro ci sono centinaia di altri comuni mortali capaci di competere ad un buon livello. E’ possibile per tutti noi sviluppare gli approcci necessari per ottenere massime prestazioni e sviluppare le abilità mentali per migliore sé stessi ed essere vincenti!