articoli di psicologia della Dott.ssa Martina Carro

risposte dello specialista Martina Carro

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Ho bisogno di un aiuto orientativo per il percorso psicologico più efficace per me.

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Buongiorno capisco le sue riflessioni e i dubbi riguardo all’approccio sistemico-relazionale che rimane comunque un approccio validissimo. Il modello sistemico-relazionale si concentra tuttavia,come avrá notato , sulle dinamiche familiari e relazionali. Questo approccio vede la persona come parte di un sistema più grande, in cui le interazioni con gli altri (specialmente in famiglia) influenzano profondamente il modo in cui si percepisce e interagisce con il mondo. In questo senso, non si sofferma molto sull’“interno” della persona singola, ma esplora come le esperienze e i modelli relazionali familiari influenzino i comportamenti e le emozioni. Dal messaggio, mi sembra di capire che stia cercando un approccio che l’aiuti a: 1. Lavorare su autostima e accettazione di sé. 2. Gestire l’ansia sociale e i timori di rifiuto. 3. Affrontare i pensieri negativi e limitanti. 4. Trovare strategie pratiche che le diano risultati concreti Altri approcci che potrebbero essere adatti a questo proposito sono: -Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT): Questo approccio potrebbe risultare molto utile per lavorare sull’autostima, l’ansia sociale, e per affrontare moduli di pensiero disfunzionali. La CBT si concentra sull’analisi e modifica dei pensieri e dei comportamenti che alimentano ansie e insicurezze. È particolarmente orientata al presente, con tecniche pratiche che sono applicabili fin da subito, e ha una buona efficacia nel trattare l’ansia sociale e l’autostima. - Centrata sulla Persona (Rogersiana): La terapia centrata sulla persona è più orientata a favorire l’accettazione di sé e l’autocomprensione in un ambiente di supporto e ascolto. È meno direttiva e strutturata, ma può offrire uno spazio sicuro dove esplorare le tue insicurezze e promuovere un’autostima più stabile, oltre che lavorare sulle paure e sulle insicurezze legate alle relazioni. - Psicoterapia Junghiana Psicodinamica Dato il suo interesse artistico e creativo, potrebbe trovarsi a suo con un approccio junghiano psicoanalitico che spesso esplora anche l’inconscio e l’immaginario simbolico. Questo tipo di terapia potrebbe aiutarla a esprimere e comprendere paure, ansie e vissuti passati attraverso modalità simboliche, anche tramite il lavoro creativo. L’approccio junghiano o comunque psico dinamico è meno pratico e diretto della CBT, ma può essere un’opzione interessante (forse la più auspicabile) se sente il bisogno di un percorso più profondo e introspettivo. L’approccio sistemico- relazionale può comunque aiutarla a identificare e modificare alcuni modelli relazionali che si riflettono nella sua vita sociale e nelle sue insicurezze relazionali Io credo che dovrebbe discutere questi dubbi con la tua terapeuta, magari chiedendo di dedicare più attenzione agli aspetti legati ad esempio all’autostima Rimanere in sintonia con ciò che desidera migliorare è fondamentale per il successo del percorso terapeutico, quindi ascoltare e comunicare le sue esigenze è sicuramente corretto....

Sono felicemente fidanzata ma a volte mi ritrovo a pensare al mio ex

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Ciao Diana!sembra che tu stia vivendo un momento di confusione riguardo ai tuoi sentimenti e al passato. Questa situazione non è rara: è normale che vecchie esperienze o persone tornino alla mente, specialmente se sono state intense o hanno lasciato questioni irrisolte. I sogni e i pensieri su B potrebbero emergere non tanto perché desideri stare con lui, ma perché parte di te sta rielaborando quella relazione e ciò che ha significato per te, anche inconsciamente. Considera inoltre che a volte, pensare al passato è una reazione alla stabilità della vita attuale. Forse ti senti leggermente trascurata e stai rivedendo una parte di te stessa o della tua vita che sembra “non risolta” o in contrasto con la tua vita attuale. Non significa necessariamente che tu voglia tornare con B o che ci siano problemi insormontabili con A, non preoccuparti. Per quanto riguarda i sentimenti di Colpa: Il senso di colpa nei confronti di A per aver pensato a B è comprensibile, ma ricorda che i pensieri e i sogni non sono tradimenti. Rappresentano, piuttosto, uno spazio sicuro in cui il tuo inconscio o il tuo subconscio lavora, esplora vecchie emozioni o desideri, o cerca di risolvere qualcosa che non è completamente chiuso. Il sogno molto spesso richiede “ semplicemente” un lavoro di autoriflessione. Potresti chiederti cosa rappresenta per te B ora. Potrebbe essere utile capire cosa cerchi o cosa percepisci come “mancante” nella tua attuale relazione, senza confrontarla direttamente con il passato....

Guardare film horror è pericoloso?

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Ansia e depressione sono condizioni psicologiche complesse che possono avere effetti significativi sulla mente e sul corpo, ma non causano direttamente PTSD (disturbo post-traumatico da stress). Tuttavia, alcune esperienze traumatiche o stressanti (avvenute in precedenza rispetto alla visione del film) che portano ad ansia e depressione possono anche predisporre una persona allo sviluppo del PTSD. Cerchiamo di chiarire meglio i vari aspetti della tua domanda. Ora indagando più approfonditamente glia aspetti della domanda vediamo se riesco ad essere esaustiva Indaghiamo la correlazione tra ansia depressione e immagini violente 1. Le immagini violente possono “imprimersi” nella mente? • Sì, è possibile che alcune immagini o esperienze particolarmente disturbanti rimangano impresse nella mente, soprattutto se suscitano forti emozioni come paura o angoscia. Questo fenomeno è collegato al modo in cui il cervello elabora gli eventi emotivamente carichi. • Guardare immagini violente o scene horror può attivare una risposta di “lotta o fuga”, causando stress e aumentando l’ansia in persone particolarmente sensibili. In alcuni casi, queste immagini possono generare flashback o paure intrusive, simili a quelli sperimentati nel PTSD, ma difficilmente sono sufficienti per causare un disturbo post-traumatico. 2. Film horror e rischio per la salute mentale • Non tutti i film horror sono dannosi, ma per persone particolarmente empatiche o predisposte all’ansia, possono amplificare i sintomi. L’esposizione ripetuta a contenuti spaventosi o violenti può accentuare l’ipersensibilità, disturbare il sonno e incrementare lo stato di allerta. • È vero che alcune persone possono avere reazioni molto intense, come svenimenti o attacchi di panico, durante film horror. Queste reazioni non indicano necessariamente un danno permanente, ma possono segnalare una vulnerabilità che sarebbe forse da approndire Può svilupparsi il PTSD guardando film horror? Il PTSD si sviluppa generalmente in seguito a un evento traumatico reale, come un grave incidente, un abuso, una guerra o una catastrofe naturale. Guardare film horror, per quanto angosciante, non rientra normalmente tra gli eventi che causano PTSD. Tuttavia, persone con un alto livello di sensibilità o con traumi pregressi potrebbero reagire più intensamente e manifestare sintomi simili al PTSD, come: • Pensieri intrusivi (flashback di scene disturbanti). • Incubi. • Ansia persistente Concludo sottolineando la fatto che se guardare film horror ti provoca ansia o disagio, non c’è nulla di sbagliato nell’evitarli ed è una cosa che avviene anche abbastanza frequentemente senza che tale comportamento di evitamento sia necessariamente da “patologizzare”....