Mary domande di Rapporto con il cibo  |  Inserita il

Caserta

Alimentazione

Buongiorno a tutti, sono una ragazza di quasi 23 anni e scrivo perché penso di avere un disturbo alimentare , mi spiego meglio ,frequento da due anni un corso di estetica il quale prevede anche lezioni sull'alimentazione e sui disturbi alimentari, ieri con il nostro professore parlavamo proprio di anoressia e bulimia ,in molti punti quando si parla di abbuffate incontrollate (che io ho sempre avuto ) mi sono riconosciuta , avviamento non mi sono mai procurata vomito , però facendo una ricerca su internet ho visto che il mio è un disturbo ! Infatti cerco sempre si stare attenta sul cibo ,tutta la giornata riesco bene ma la sera mi prende spesso questa cosa di divorare nell'arco di 5 minuti qualsiasi cosa mi capiti ,proprio ieri sera dopo essere tornata dalla palestra quasi alle 10 mi sono venuti in mente i biscotti ,mi ero ripromessa di prenderne uno poi in 5 minuti ho divorato tutti quelli che c erano,ovviamente lo so che zuccheri semplici fanno salire l insulina e che dopo un biscotto s innesca questo meccanismo .Sono consapevole che mi serve un aiuto ma non so cosa fare per distrarmi .

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Mostacci Inserita il 15/05/2016 - 09:06

Buongiorno gentile Mary,
dietro un disturbo alimentare c'è una problematica psicologica che stenta ad essere riconosciuta dalla persona, così si riversa il conflitto nell'assunzione smodata o non assunzione di cibo per tentare di arginare il dolore interiore. Si interroghi nel profondo, ci sono sfere della sua vita in cui sente la pressione dell'insoddisfazione? Quando è iniziato per Lei il controllo sull'assunzione di cibo? E' in grado di riconoscere lo stimolo della fame o è consapevole che lo stimolo serale è compensativo di altro? Poi, non sottovaluterei l'aspetto prettamente legato alla quantità giornaliera di calorie necessarie per la sua età, tipologia di vita, ecc. e forse ne assume troppo poche durante l'arco della giornata arrivando a sera affamata, ma di questo dovrebbe parlarne con un dietologo. Se sente che è pronta per affrontare il suo disagio psicologico legato al controllo del cibo, può rivolgersi al centro per i disturbi alimentari presso la sua ASL di appartenenza o rivolgersi ad una psicologa psicoterapeuta per dipanare piano piano il disagio nascosto personale e/o relazionale.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma
http://annamostaccipsy.sitiwebs.com/page1.php

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 15/05/2016 - 10:14

Buongiorno Mary,
il saper resistere ad una tentazione rientra tra gli aspetti di tolleranza alla frustrazione ed è uno degli elementi che si possono apprendere e riequilibrare in un percorso psicoterapeutico, destinato alla maggior consapevolezza di sé. Il fatto che il nostro corpo ci spinga a ricercare una gratificazione nel cibo è spesso indice di un'altro disagio interiore più profondo. Alcune volte appunto, non si è totalmente in grado di gestire la propria emotività, i momenti di vuoto, di noia, di rabbia, di sconforto ecc.. altre volte sono dei pensieri, dei conflitti, delle situazioni interpersonali che possono provocare sentimenti ambivalenti e difficoltà interiori e l'alimentazione diventa un modo per sentirsi invece in grado di gestire e poter controllare qualcosa della propria vita. Se ritiene che sia giunto il momento di comprendere alcuni suoi comportamenti e sensazioni, potrebbe iniziare un percorso terapeutico, richiedendo una prima consulenza ad uno psicoterapeuta esperto in problematiche alimentari che operi nel suo territorio, o ai servizi competenti del servizio pubblico. Se desidera maggiori informazioni mi ricontatti pure senza impegno. Personalmente offro anche consulenze psicologiche a distanza, in modalità skype.
Un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi
psicologa psicoterapeuta cognitiva
www.chiarafrancesconi.it