l mio metodo di lavoro è quello psicoanalitico che, principalmente, si rifà all’insegnamento di Jacques Lacan. La psicoanalisi lacaniana si fonda su un ascolto specifico delle parole e dei discorsi riportati dalla persona, un ascolto proprio dei colloqui clinici e di nessun altro luogo. Un ascolto unico e senza giudizio che mira a far cogliere alla persona che sta parlando la logica e l’articolazione sottesa al discorso con la finalità di trovare, attraverso il lavoro svolto durante le sedute, le radici e le ragioni riguardanti i sintomi. Il percorso terapeutico ha quindi il fine di cercare e costruire insieme la strada per cambiare ciò che non va più bene e ritrovare un modo per vivere al meglio la vita quotidiana e le relazioni con se stessi e con gli altri.
Le forme della sofferenza e del disagio psichico possono essere di diverso tipo, sicuramente sono però peculiari a ciascun individuo. La scelta di parlare con un professionista può essere dettata da differenti ragioni e i primi colloqui sono molto importanti per instaurare una relazione e individuare anche la tipologia di lavoro da avviare. Ciò che farà da guida sarà l’obiettivo che si individuerà all’interno della relazione, in modo più o meno esplicito. Questo significa che, nelle sedute, è molto comune voler lavorare su quel che ha spinto a iniziare un percorso psicoterapeutico, ma lo è altrettanto scoprire e riflettere su se stessi e su molti altri aspetti della propria vita.
Ritengo che sia sempre molto importante soffermarsi su come sintomi e vissuti emotivi che si tendono a incasellare in categorie diagnostiche siano in realtà ben poco “etichettabili” perché sono singolari per ciascuno. Ciò che conta più di ogni altra cosa nelle sedute psicoterapeutiche è proprio questo punto di singolarità che è molto importante preservare, giacché rappresenta la principale risorsa per operare un cambiamento di ciò che si sente non funzionare più nella propria vita.