Cerchiamo disperatamente un figlio, ma mi manca il desiderio

Pubblicato il   / Sesso e Amore
gravidanza e PMA

È una frase che può sorprendere, soprattutto quando arriva da una donna o da una coppia che desidera profondamente avere un figlio. Perché in un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA) si potrebbe pensare che il desiderio di una gravidanza renda ancora più importante la sessualità. E invece, per molte coppie, può accadere esattamente il contrario.

La sessualità cambia. A volte o spesso diminuisce il desiderio, anche per effetto dei farmaci e della stanchezza. Altre volte è come se il corpo non riuscisse più a lasciarsi andare. Viene meno quella spontaneità che prima faceva parte della relazione e che permetteva di vivere l'intimità senza pensarci troppo. 

Poi ci sono i cosiddetti “compitini”. Un'espressione quasi scherzosa riferita da chi vive questa fase, che però racconta bene quanto possa diventare difficile vivere serenamente i rapporti sessuali quando tutto sembra avere a che fare con il momento giusto, i giorni giusti, l'ovulazione, le probabilità. Anche fare l'amore può trasformarsi in qualcosa da fare. Da programmare. Da non perdere. E così, proprio quando il rapporto sessuale dovrebbe essere il luogo del desiderio e dell'intimità, può diventare un'altra cosa da fare bene.

E quando la voglia viene meno, può succedere di sentirsi in colpa pensando di togliere qualche piccola possibilità in più. In questa dinamica si sente tutta la pressione che può accompagnare la sessualità durante un percorso di infertilità: anche quando non c'è desiderio, può comparire il pensiero che forse si dovrebbe comunque avere un rapporto. Perché non farlo potrebbe significare perdere un'occasione. E allora il corpo sembra non essere più completamente libero di dire ciò di cui ha bisogno.

Può comparire anche la vergogna. Oltre al senso di impotenza, può capitare di avvertire anche una sensazione di umiliazione. Il corpo è già al centro di visite, esami, terapie, procedure. Viene osservato, misurato, controllato. E anche la sessualità, che prima poteva essere uno spazio privato e spontaneo della coppia, rischia di essere trascinata dentro questo stesso meccanismo. Non sorprende, allora, che possa venire meno anche quella tranquillità che è alla base di una serena relazione di coppia, anche sessuale.

E forse è proprio questa una delle perdite più difficili da raccontare. Perché non sempre si tratta semplicemente di avere meno rapporti o meno desiderio. A volte quello che manca è la possibilità di stare insieme senza che tutto debba avere uno scopo. Un abbraccio può diventare un modo per consolarsi dopo una giornata difficile. Un bacio può essere semplicemente un bacio. E può emergere un bisogno che non ha necessariamente a che fare con il sesso: “Ho solo tanta voglia di tenerezza.”

La PMA può portare la coppia a concentrarsi così tanto sul desiderio di avere un figlio da rischiare, senza volerlo, di lasciare poco spazio agli altri modi in cui quella coppia continua ad esistere. E questo può alimentare anche un'altra preoccupazione: la paura che la qualità della relazione dipenda dalla qualità dei rapporti sessuali. Ma una coppia non è soltanto la sua sessualità. La sessualità è una parte importante della relazione, ma non è l'unico modo attraverso cui due persone si cercano, si desiderano, si sostengono e si sentono vicine. In alcuni momenti può essere più importante ritrovare la possibilità di stare insieme senza aspettative, senza prestazioni, senza che ogni gesto debba necessariamente condurre a qualcosa.

Forse, durante un percorso legato all’infertilità, può essere utile anche questo: ridare alla coppia uno spazio che non appartenga alla PMA. Uno spazio in cui poter parlare della propria sessualità senza giudizio, raccontare la mancanza di desiderio senza sentirsi in colpa, riconoscere la stanchezza e anche le differenze tra i partner. Perché non sempre si attraversa questo percorso nello stesso modo e con gli stessi bisogni.

Il supporto psicologico può aiutare anche a questo: non a “far tornare” necessariamente il desiderio, ma a comprendere che cosa gli sta succedendo intorno. A distinguere ciò che nasce spontaneamente da ciò che è diventato un dovere. A dare spazio alla tenerezza, alla vicinanza e all'intimità, anche quando il sesso in quel momento è difficile.

E forse può essere importante ricordarsi che non tutto ciò che cambia durante la PMA è destinato a rimanere così per sempre. Come mi ha detto una volta una donna: “Io mi dico sempre che torneranno momenti migliori.”

A volte, prendersi cura della coppia significa anche avere fiducia in questo. E nel frattempo permettersi di attraversare questo momento senza sentirsi sbagliati, senza dover dimostrare nulla e senza chiedere alla sessualità di essere, ancora una volta, qualcosa che deve funzionare.