R.  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Bologna

Lite col mio ragazzo

Ciao a tutti,
scrivo qui per avere l’opinione di persone esperte per un motivo che proprio non riesco a sviscerare e perché ho fatto una cosa di cui mi vergogno e pento amaramente e non so se riuscirò a conviverci.
Il mio ragazzo ha un gruppo di amici che spesso parla in modo molto viscido delle ragazze, commentando seno e sedere o dicendo cose ben più pesanti. Lui mi ha detto che non aveva mai fatto commenti di questo tipo neanche da single perché li trova viscidi e da 2 anni a questa parte ci ho sempre creduto, ma ho sempre avuto il pallino di questa cosa perché, per quanto io mi fidi e riesca a parlare di tutto con lui, non capivo proprio come potesse stare in un gruppo simile.
Mentre mi stava facendo vedere dei messaggi del periodo in cui ci siamo conosciuti, tornando indietro nei messaggi sono spuntati fuori messaggi viscidi in cui raccontava ad esempio il rapporto con una ragazza chiamandola puttana e altre cose. Ancora qui non succede niente. Poi però, dopo qualche altro messaggio poco carino, arriviamo a un messaggio in cui, quando già uscivamo, commenta in modo viscido una ragazza, esattamente nei modi in cui mi aveva sempre detto che non avrebbe mai commentato una ragazza. Li mi sono sentita come se avessi davanti un’altra persona e tradita la fiducia. Non so cosa mi sia preso ma gli ho dato uno schiaffo subito dopo averlo letto. Non so perché l’ho fatto, non è stata una cosa ragionata, l’ho fatto e basta e non mi è mai successo di essere violenta in tutta la mia vita e mai avrei pensato di esserlo con lui che è la persona che più stimo e avrei voluto si sentisse protetto da me. Gli ho chiesto scusa subito e sono scoppiata a piangere perché ho fatto una cosa orrenda. Lui ha detto che non ha cambiato visione su di me, che non mi vede come una persona violenta e capisce perché l’ho fatto in quel momento, ma che ovviamente non lo giustifica. Non cerco giustificazioni, anzi avrei forse voluto che mi lasciasse perché io non gliel’avrei perdonato e non volevo sentirmi scusata, ci convivrò per sempre ma non so cosa fare. Non mi sento di meritare perdono, leggo sempre che al primo schiaffo bisogna andarsene e sono sempre stata d’accordo. Non riesco proprio a togliermelo dalla testa, penso sia stato il gesto più brutto che io abbia mai fatto e in un giorno sento di aver cambiato visione su di lui e anche su di me. Ho ricontattato la mia psicologa, da cui non vado da già due anni, perché ho seriamente bisogno di parlarne perché non capisco da dove mi sia uscito.
Mi sento malissimo, sento di aver rovinato tutto e di non meritare una scusa, non so neanche cosa pensare di me stessa o se merito effettivamente una possibilità. Non capisco come lui sia così tranquillo con me.
Cosa dovrei fare?

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Teresa Capurso Inserita il 18/09/2026 - 12:05

Milano - Monza, Padova
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Ciao R.,
quello che mi arriva leggendo le sue parole è quanto lei si sia sentita destabilizzata da ciò che è successo e quanto questo gesto sia lontano dall’immagine che ha sempre avuto di se stessa. Mi sembra che in questo momento lei si stia giudicando con una durezza, quasi come se un singolo episodio potesse definire chi è come persona.

Credo invece che sia importante riuscire a tenere insieme due cose: può riconoscere che quello che ha fatto non è stato giusto, senza per questo trasformarlo in una condanna di se stessa. Non serve né giustificare né punire: può essere importante provare a comprendere.

Sarebbe interessante provare a capire cosa è successo dentro di lei in quei pochi istanti, cosa ha reso quella scoperta così dolorosa e cosa si è mosso in lei fino a portarla a reagire in quel modo.
E forse c’è anche un altro aspetto che merita di essere ascoltato: oltre al senso di colpa per lo schiaffo, c’è una ferita legata a quello che ha scoperto sul tuo ragazzo e al sentirsi tradita rispetto a qualcosa che credeva di conoscere di lui. Anche questo può avere uno spazio. Può essere profondamente dispiaciuta per ciò che ha fatto e, contemporaneamente, essere arrabbiata, delusa e ferita per ciò che ha scoperto.

Le consiglio di parlarne con un professionista, ché possa aiutarla a comprendere meglio ciò che è successo.

Saluti,
Teresa.

Dott. Ursula Fortunato Inserita il 15/09/2026 - 20:02

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Buon pomeriggio R. capisco quanto possa essere destabilizzante scoprire, all'improvviso, un lato del proprio partner che prima non si conosceva.

L' evento ha acceso una forte emozione, forse prodotta da delusione, rabbia, confusione, sarebbe utile esplorarlo insieme, che ne pensa?

Se crede sia il momento giusto per affrontare la questione, si potrebbe lavorarci insieme, con calma e gradualmente ritrovare serenità ed equilibrio.

Io sono disponibile per consulenze online, può scrivermi qui in Piattaforma o chiamarmi liberamente.

Le auguro il meglio.

Dott.ssa Silvia Boniolo Inserita il 22/09/2026 - 09:58

Buongiorno,
la prima cosa che ti direi è che hai fatto bene a ricontattare la tua psicologa. Non tanto perché un singolo episodio permetta di definirti come una persona violenta, ma perché tu stessa ti stai chiedendo da dove sia arrivata una reazione che non riconosci come tua e vale la pena comprenderla.

Quello che è successo va preso sul serio. Uno schiaffo è un atto di violenza e il fatto che sia avvenuto in un momento di forte rabbia o di shock non lo rende giustificabile. Mi sembra però importante distinguere la responsabilità dal giudizio totale su te stessa: hai fatto qualcosa di grave, ma questo non significa automaticamente che tu sia una persona violenta o che quel gesto definisca tutto ciò che sei.

Nel tuo racconto ci sono infatti due avvenimenti distinti che sembrano essersi sovrapposti. Da una parte hai scoperto che il tuo ragazzo aveva fatto qualcosa che contraddiceva un'immagine di lui sulla quale avevi costruito fiducia, soprattutto perché ti aveva detto più volte di non partecipare a quel tipo di commenti. Dall'altra c'è stata una reazione fisica impulsiva che tu stessa non riesci a spiegarti.

Credo sia importante non utilizzare il secondo evento per cancellare il primo. Puoi essere profondamente dispiaciuta per averlo colpito e, contemporaneamente, avere bisogno di elaborare la rabbia, la delusione e il senso di tradimento che hai provato scoprendo quei messaggi. Una cosa non annulla l'altra.

Anche il pensiero “al primo schiaffo bisogna andarsene” merita forse di essere guardato con un po' di distanza. È comprensibile che tu oggi abbia una posizione molto netta, soprattutto perché sei sconvolta da ciò che hai fatto. Ma non è necessario decidere adesso se devi punirti lasciando la relazione o se devi considerarti imperdonabile. È il tuo compagno a poter decidere che cosa significa per lui ciò che è accaduto e se vuole continuare la relazione, così come tu dovrai decidere che cosa significa per te la scoperta fatta su di lui.

Il fatto che lui ti abbia detto di non giustificare lo schiaffo, ma contemporaneamente di non vederti come una persona violenta, può semplicemente significare che sta distinguendo il gesto dalla persona. Non devi convincerlo che “dovrebbe” considerarti diversa, né devi convincerlo a perdonarti. Puoi invece assumerti pienamente la responsabilità senza chiedergli di rassicurarti continuamente sul fatto che sei una brava persona.

Nel frattempo, credo sia importante che tu faccia qualcosa di molto concreto: impegnarti perché una reazione fisica del genere non si ripeta. In terapia potrai ricostruire cosa è successo nei minuti precedenti allo schiaffo, quali emozioni si sono attivate, che cosa hai pensato, quali segnali corporei erano presenti e perché in quel momento non sei riuscita a fermarti. Comprendere il meccanismo non significa giustificarlo: significa aumentare la possibilità di riconoscerlo e interromperlo prima che si trasformi nuovamente in un comportamento.

E c'è un'altra domanda che forse sarà importante affrontare con la tua psicologa: che cosa hai scoperto davvero quel giorno sul tuo ragazzo e sulla relazione? Non soltanto “ha scritto cose che mi aveva detto di non scrivere”, ma che cosa ha significato per te quella scoperta. Ti sei sentita ingannata? Hai perso un'immagine di lui? Hai percepito una distanza tra i suoi valori dichiarati e i suoi comportamenti? Quanto questa cosa modifica la fiducia che provavi?

Non cercare di risolvere tutto attraverso il senso di colpa. Il senso di colpa può essere utile quando ci permette di riconoscere una responsabilità e modificare un comportamento; quando invece diventa “sono una persona orribile, non merito perdono e dovrò punirmi per sempre”, smette di essere uno strumento di cambiamento e diventa soltanto sofferenza.

Hai già riconosciuto ciò che hai fatto, ti sei scusata e hai chiesto aiuto. Adesso il passaggio successivo non è decidere se meriti o meno una possibilità, ma lavorare seriamente per capire cosa è accaduto dentro di te e assumerti la responsabilità di ciò che farai da questo momento in poi.

un cordiale saluto
dott.ssa Silvia Boniolo