Flavia  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Viterbo

Relazione tossica e dipendenza affettiva

Salve , sono una ragazza di 26 anni e ho bisogno di capire il comportamento di un ragazzo che conosco da un mese , è vero è poco tempo ma c'è stato da subito un trasporto emotivo grande, cosa che non ho mai provato da anni con nessun altro ... è stato molto carino all inizio anche se ha presto dato segnali di gelosia e possessività nei miei confronti , ci siamo visti una volta a casa sua e è stato dolce e premuroso , ci siamo anche aperti molto riguardo i nostri problemi interiori e lui mi ha ascoltata e consolata ...nel tempo però, essendo distanti e continuando il rapporto solo online ,sono uscite fuori cose strane da parte sua ,a parte la gelosia ho notato che cambia approccio da un giorno all' altro , è dolce e disponibile ma poi diventa freddo e distante o anche paranoico e mi tratta con distacco e diffidenza ...dopo una lunga riflessione ho intenzione di interrompere i rapporti in quanto mi fa stare molto male questa situazione,ma ho bisogno di fare chiarezza per mettere un punto ..perché si comporta così , cosa significa ? Io ho provato a essere disponibile e aperta a un dialogo con lui per aiutarlo anche ,ma non me lo permette e evita il confronto in quei momenti ..cosa posso fare e perché si comporta così ?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Laura Lopopolo Inserita il 21/12/2024 - 12:37

Buongiorno Flavia,
Lei parla di un uomo geloso e possessivo. La gelosia e la possessività non sono espressioni di affetto, come si potrebbe essere portati a pensare, bensì di dipendenza. In un legame dipendente l'altro viene investito di ogni aspettativa, perché è l'altro che deve dare senso e scopo alla propria vita. Viene dunque messo al centro di tutto, come se fosse la propria ragione di vita, tenuto in palmo di mano e riempito di attenzioni. Queste possono sembrare espressioni d'affetto, ma in realtà, se le si guarda più profondamente, sono l'espressione di una persona disinvestita da se stessa, che fa ruotare tutta la sua vita sull'altro e che cerca fuori, attraverso l'altro, ciò che non ha costruito dentro di sé. Tutto all'inizio può essere ben camuffato dall' idealizzazione della relazione, ritenuta spesso da entrambi l'origine della propria felicità e del senso della propria esistenza, ma poi questi aspetti di dipendenza escono fuori. Questa modalità dipendente di vivere ha infatti degli inevitabili aspetti problematici perché la persona nutre delle pretese sull'altro, investito del compito di riempire i vuoti esistenziali lasciati da un mancato sviluppo del rapporto con se stessa. Questa richiesta dipendente sfocia così in pretese e in malumori anche se solo l'altro non è lì a propria disposizione. La pretesa è forte, se anche solo l'altro non dà le attenzioni necessarie la persona si sente subito offesa e in maniera infantile si allontana facendo l'offesa, la risentita e in quei momenti si raffredda. Sono tutti comportamenti che mirano a colpevolizzare l'altro, ritenuto reo di non dare abbastanza, perché in questa visione dipendente viene investito di ogni aspettativa, fino a ritenerlo una parte di sé, quella parte di sé che non si è portata a maturazione. La persona non accetta che l'altro, ormai ritenuto una estensione di sé, possa avere una sua individualità e vive situazioni angosciose e rabbiose quando l'individualità dell' altro può riprendere il suo spazio. L'impressione è che si sia creata tra di voi una "complicità" di tipo dipendente e che lei abbia bisogno di conoscersi più in profondità per comprendere cosa c'è di suo che l'ha tenuta legata a questo ragazzo. Spero di averle dato degli spunti di riflessione e le auguro il meglio...