Si possono perdonare tirate di capelli e strattoni?
Salve,
In questi giorni ho chiesto al mio compagno una pausa per uscire da un circolo vizioso in cui siamo finiti da luglio. A luglio, per motivi a parer mio futili (avevo titubanze a farmi il vaccino anticovid e il mio compagno temeva perdessi il lavoro), durante le tre settimane di vacanza, il mio compagno ha iniziato a insultarmi, poi ad alzare e mani tirandomi forte i capelli e strattonandomi ogni giorno. Io, essendo in vacanza con lui, mi sentivo letteralmente in trappola, pertanto ogni giorno e ogni notte di quelle tre settimane ho pianto, nella speranza si rendesse conto che doveva smettere. A fine vacanza, stremata, prenoto la prima dose di vaccino per il 5 settembre e lui mi chiede scusa e si calma. Il primo ottobre, giorno del mio compleanno, sposto la seconda dose dal 3 al 15 perché impossibililtata ad andarci e ricomincia il calvario, che continua stavolta anche dopo la seconda dose. Il tutto sempre di fronte ai nostri due bimbi di 3 e 6 anni, che iniziano ad avere comportamenti di ansia, di insofferenza, di agitazione. Una mattina il bimbo si alza dicendomi che aveva avuto paura che la sera prima suo padre mi ammazzasse (erano stati solo strattoni davanti a lui, poi in un'altra stanza mi aveva anche messo una mano sul collo e mi aveva fatto un po' paura ma nessun male fisico, solo psicologico). Inizio allora, a metà ottobre, un percorso psicologico che porto avanti fino a dicembre, poi a causa del costo troppo elevato e delle sue pressioni affinché lo abbandoni, mi fermo. Una volta sono riuscita a portare anche lui dalla psicologa, ma ne uscì solo più nervoso per aver parlato dell'accaduto. Di nuovo il 19 dicembre mi chiede scusa e io lo perdono, non senza mille dubbi. Mi convinco comunque ad abbandonare il percorso psicologico intrapreso a causa del costo. Intorno a metà febbraio iniziano offese: ogni giorno, fino a fine marzo, mi dice che sono scema e una volta gli scappa detto che meno male di persone come me al mondo ce ne sono poche. Mi altero e gli dico, nel modo più calmo possibile, che sono stufa di tutta questa situazione. Lui all'inizio di arrabbia tantissimo, dice che mi ammazza (per fortuna sono solo parole, non credo lo farebbe mai), mi strattona e mi tira i capelli di nuovo. Va avanti così per alcuni giorni, io persevero dicendogli che non è così che mi riavvicinerà. L'ultima tirata di capelli, l'altro ieri, mi ha fatto un po' male al collo, ma nulla di che, poi però lui ha preso un coltello affilato. Riesco a toglierglielo di mano e nascondo tutti coltelli. Lui inizia a piangere come un bimbo, dice che voleva uccidersi per conto proprio (lo dice davanti ai bimbi e il più grande è dall'altra sera che per reazione si fa la pipì addosso proprio a quell'ora e a me dispiace infinitamente). Adesso continua a piangere, a scrivere messaggi anche molto insistenti, dicendo che la sua vita senza di me è giunta al capolinea, che si ucciderà e che mi ama come nessuno, come mai aveva fatto prima, che cambierà radicalmente. Io sto continuando a chiedergli una pausa per vedere come sto senza di lui, ma lui non accetta nessuna pausa. Come devo comportarmi anche per la pace familiare e per il bene dei bimbi? Lui dice che se lo perdono anche i bimbi smetteranno di soffrire ed è vero probabilmente perché la situazione si placherebbe ma io ho traumi che non riesco a superare ancora, mi passano davanti brutte immagini dell'accaduto, in modo pressoché continuo e chiedergli una pausa per lui non è ammissibile. Cosa devo fare? Devo dargli fiducia e perdonarlo oppure devo insistere sulla mia linea di pensiero? So solo che non avrei mai voluto trovarmi in questa situazione nella vita e che certe cose non avrebbero dovuto succedere, ma forse pretendo troppo. Non lo so, cerco un consiglio sincero da qualche psicologo che ha esperienza di queste cose. Grazie.
P.s. sia chiaro che non ho paura di rimanere sola perché lui non è mai stato un tipo molto presente: ogni domenica si fa le sue gare di pesca e c'è solo il pomeriggio ma di solito, a parte eccezioni, è troppo stanco per venire con me e i bimbi, per cui sono abituata a stare sola e comunque avrei anche altre possibilità di uscire con altre persone, solo che mi dispiace immensamente lasciarlo dato che ci sto insieme da 15 anni e gli voglio tanto bene nonostante tutto.