Marco  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 18/10/2019

Ascoli Piceno

Ci sto riprovando ma non riesco

Buongiorno, insieme da più di 20 anni, sposati, 2 figli. Mi sono accorto dopo tanto tempo che lei non mi dava ciò che ho sempre desiderato, affetto, passione, divertimento, stimoli, dialogo profondo, entusiasmo per gli interessi e le passioni (tutte queste cose non lo è mai stata sin dall'inizio, una ostinazione, lei un carattere anche piu forte del mio diceva "io sono così" ed io perseveravo). La vita scorreva, io sopperivo a tutte queste mancanze con il mio entusiasmo come un automa, convinto fosse giusto così, certo avevo la stabilità e l'equilibrio di una relazione lunga. Poi incontro una persona che mi travolge con tutte queste cose e capisco che nella vita esiste anche altro. Esco di casa e vivo solo (ormai un anno) con mille sensi di colpa, la mancanza del "senso di famiglia" ma non di mia moglie per cui nutro grande affetto (dopo tanta vita insieme) ma non trovo nulla che mi manchi di lei come donna. L'altra è sempre li, con il suo entusiasmo e la nostra complicità naturale. Mi sono preso una pausa anche da lei, perchè nonostante tutto avverto inquietudine, da una parte una situazione "comoda" di affetto, figli e comodità, dall'altra chi mi entusiasma. Tuttavia ho difficoltà a traslarmi in una immagine di me con "nuova famiglia" ossia la mia amante e sua figlia, sapendo i miei figli altrove, ma allo stesso tempo come posso vivere sapendo di non amare e poter dare tutto ciò che avrei? Colto da queste paure, ho chiesto a mia moglie di riprovare, più che altro per tentare di capire qualcosa di più, ovviamente restando fuori casa per non destabilizzare i bambini (che al momento sembrano molto sereni, anche perchè io sono presentissimo per loro). Vedo che mia moglie qualcosa fa, nulla di travolgente sia chiaro, ma qualche messaggio per sapere come va la giornata, ci siamo visti per una passeggiata (parlato come sempre di lavoro e figli) e mi ha preso sottobraccio e dato un bacio. Io però non riesco, non avverto slanci, non ho argomenti, e non sono a mio agio (sono sempre stato e lo sono tutt'ora una persona molto affettuosa, desiderosa di contatto, di essere sorpreso e sorprendere, divertente). Non sono capace di fare una scelta pur sapendo che dovrei per me (perchè vivo male), e per tutti gli interessati. Dovrei darmi più tempo? Dovrei aver capito qualcosa? Sono ad un punto di non ritorno? Dovrei voltare pagina con coraggio? Grazie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 18/10/2019 - 09:06

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Marco,
Da ciò che narra, mi sembra di capire che lei sia una persona dotata di buone capacità di analisi rispetto alla sua situazione sentimentale ed individuale.
Perciò, può esserle utile proseguire questo lavoro di introspezione ponendosi alcuni quesiti funzionali a chiarire maggiormente la sua situazione:
1) come mai secondo lei, nonostante si descriva come una persona "molto affettuosa", abbia accettato di condividere 20 anni della sua vita con sua moglie che, invece, è percepita come refrattaria in questo? Come mai ha rinunciato per 20 anni a queste gratificazioni affettive?
2) cosa è successo dentro di lei nel momento in cui si è accorto che sua moglie non era soddisfacente per lei?
3) come si prefigura un eventuale futuro con l'altra donna?
È essenziale, infatti, che lei, faccia chiarezza sul meccanismo che ha descritto: ossia quello per cui tende a rinunciare ai suoi bisogni (affetto) che, poi, essendo inibiti, si manifestano attraverso un senso di insoddisfazione che la induce ad allontanarsi dalla persona percepita come frustrante (in questo caso sua moglie).
Affrontare e risolvere questa sua dinamica interna, le garantirà di costruire relazioni affettive stabili e soddisfacenti, proprio perché sarà libero, fin dall'inizio, di esprimere ciò che sente e sintonizzarsi emotivamente con la partner.
Una consulenza psicologica individuale può aiutarla in questo.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).