Stella1979 domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 18/10/2014

Lucca

Passato rimosso

Buonasera, ho 35 anni e sono stata adottata all'età di 18 mesi ...Premesso che con i miei genitori adottivi sto benissimo e sono soltanto loro la mia unica famiglia, spinta da una forte curiosita', sarebbe possibile con qualche terapia riportare alla mente ricordi di quei 18 mesi che il mio cervello credo abbia rimosso?
È giusto una curiosita'...

Grazie saluti.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Mara Gallo Inserita il 03/12/2014 - 23:42

Il suo cervello non ha rimosso il periodo dei primi 18 mesi. Solitamente questo periodo non lascia chiare tracce mnestiche come sono comunemente intese, in quanto il funzionamento della mente, che si va formando, è più sensoriale, orientato all'apprendimento e all'evoluzione e meno cognitivo. Quindi in realtà lei conserva, esattamente come tutti, ciò che riguarda i suoi primi mesi, in una parte profonda di sè.

La sua curiosità potrebbe nascondere altre domande sulla sua storia, sulle vicende pregresse e sulle sue origini. Non ci scrive se ha informazioni sulla sua storia prima dei 18 mesi. Comunque sia, sembra che la sua domanda lasci emergere che lei a volte in qualche modo deve confrontarsi sul fatto che c'è un vuoto che riguarda la sua vita nelle primissime fasi, probabilmente una mancanza, collegata all'abbandono e a cui è conseguita l'adozione. La sua è quindi una curiosità lecita ma pare parlare di altri suoi bisogni.

Dott.ssa DANIELA SIRTORI Inserita il 02/12/2014 - 14:37

Buongiorno Stella, mi colpisce molto il suo post perchè in genere chi vive l'esperienza dell'adozione prima o poi desidera ritrovare i propri genitori naturali o avere loro notizie, anche quando come lei, non ha nulla da rimproverare ai genitori adottivi . Lei invece vorrebbe ritrovare dentro di sè il ricordo di quei primi 18 mesi, un frammento di esistenza di cui vorrebbe riappropriarsi. Più che rimossi credo che questi ricordi appartengano ad un'età molto precoce e che siano codificati con un codice più sensoriale (insieme di sensazioni, odori, suoni, immagini, sapori) che precede la capacità di elaborare le esperienze. Prima di cercare il come farli emergere sarebbe interessante capire cosa rappresenterebbero per lei.

Dssa Daniela Sirtori