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Emma  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il

Milano

Finire quello che si inizia?

Lavoro 8 ore alla settimana per una cooperativa con contratto di prestazione occasionale. La paga è bassa e lo stipendio arriva solitamente dopo 3 mesi anche se sto ancora aspettando quello di settembre.
Mi sento frustrata. È un lavoro di insegnamento, facilitatrice di italiano L2, e non calcolano alcuna ora di programmazione. Mi mancano 4 settimane e poi ho finito questo progetto.
Inoltre il lavoro è a un'ora e mezza da dove abito, con i treni quasi sempre in ritardo. Da un lato vorrei dire che non vado più, dato che a volte mi chiamano con le M.A.D. (paga decisamente migliore ma lavoro instabile) e che mi sento troppo frustrata per lavorare bene, sto lavorando male e con scarsi risultati. Dall'altro mi piace mantenere gli impegni presi. Sono in un periodo di forte confusione, incertezza, indecisione e bassa autostima, sto già facendo psicoterapia, e ho paura che lasciare qualcosa senza finirla incida negativamente sulla mia autostima.
Mi sono anche iscritta ad una magistrale nel campo dell'insegnamento dell'italiano L2 ma se le prospettive di guadagno sono queste non credo di aver fatto un buon investimento e sto pensando di rinunciare agli studi e studiare qualcosa che dia prospettive migliori.
Mi consigliate di lasciare questo lavoro?
Grazie

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 04/01/2023 - 08:47

Roma - Nomentana, San Lorenzo, Castro Pretorio
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Buongiorno Emma,
Leggendo il suo scritto, ho notato che sta già svolgendo un percorso di psicoterapia.
Come mai ha chiesto un ulteriore parere a psicologi su questo sito?
Ha condiviso queste sue difficoltà con il suo attuale terapeuta?
Io credo che se lei si fida del collega, cioè se ha costruito con lui/lei una relazione terapeutica stabile, la cosa migliore sia confrontarsi con lui/lei.
Altrimenti, ricevere eventuali consigli/indicazioni, da altri psicologi potrebbe indurre in lei ulteriore confusione decisionale, andando così ad acuire proprio il meccanismo che le crea disagio, cioè aprire più possibilità e non concluderne nessuna.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Lorella Bruni Inserita il 11/01/2023 - 17:52

Buona sera Emma, certo dovrebbe condividere con il suo o la sua terapeuta queste difficoltà. Confusione, incertezza e indecisione, con scarsa autostima si dipanano col percorso clinico che fa chiarezza sul punto critico della sua vita in questo momento. Solo avendone consapevolezza potrà decidere. Un saluto cordiale