Francesco  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 03/06/2018

Agrigento

Come comportarmi con mia sorella malata di schizofrenia?

Salve, sono un ragazzo di 19 anni e vi scrivo a seguito di eventi molto spiacevoli che hanno coinvolto mia sorella.
Mia sorella ha 27 anni e ormai da piu di 10 le é stato diagnosticato un disturbo psicotico avuto in seguito ad un periodo di depressione.
La sua malattia, aggravata probablimente dalla morte di mio padre 5 anni fa, l'ha portata a passare una serie di bruttissimi periodi che si possono dividere in due macrogruppi in ordine di tempo: il primo periodo che l'ha vista essere reclusa in casa per giorni con la negazione totale di qualunque tipo di rapporto sociale esterno e il secondo periodo che, viceversa, l'ha vista soggetta dalla spasmodica volotá di uscire di casa.
Per farvi comprendere meglio la situazione vi descrivo, in breve, alcuni dei momenti piu intensi della sua malattia (che alterna momenti di lucidità e tranquillitá a momenti di confusione e disagio). In una fase del primo periodo si era fissata con la vetrina di casa e passava notte e giorno guardandola e spostandola cercando di tenerla in modo perfetto e lucente; oppure in un'altra fase scappò con un marocchino conosciuto pochi giorni prima e tornò dopo due giorni senza far aver dato sue notizie.
Scrivo tutto questo anche per cercarvi di far capire la preoccupazione che desta in me mia madre e l'altra mia sorella che da anni oltre a portarla dallo psicolo e psichiatra ( in questo ultimo periodo non ha fatto piu colloqui con lo psicologo) cerchiamo inutilmente di acquisire comportamenti che possano aiutarla(Lo psichiatra le ha prescritto una pasticca da 10 mg a sera di abilify),ma ad oggi, a causa della sua instabilitá, siamo stremati.
Nell'ultimo periodo la sua giornata si svolge in maniera completamente sballata: sveglia alle 14, pranzo veloce, esce alle 14.30 gira per i bar avendo a che fare con le persone meno affidabili del mio paese, torna a casa in orari sempre diversi per poi riuscire immediatamente e rientrare alle 2/3 del mattino.
Oggi mi ritrovo a scrivere su questo sito per chiedervi che tipo di comportamento devo adottare con mia sorella visto che sta frequentando per l'ennesima volta una brutta compagnia.
I miei atteggiamenti per cercare di farle capire che facendo certe cose sbagliava (essendo l'uomo di casa) sono stati dall'essere comprensivo, all'essere molto severo, arrivando, in alcuni casi, ad alzare le mani e ricattarla.
Ringrazio tutti in anticipo.
P.s. Ovviamente tutti i miei atteggiamenti sono stati inutili , dai piu gentili ai piu severi, nel primo caso guadagnando indifferenza e nel secondo destando in lei la voglia ancor maggiore di disobbedire alla sua famiglia (facendo le cose di nascosto).

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 04/06/2018 - 13:52

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Francesco,
la situazione che ha descritto è indubbiamente complessa e articolata, oltreche ad alto impatto emotivo per lei e i suoi familiari.
Considerata la sua giovane età mi sembra molto consapevole della situazione e motivato ad offrire un aiuto concreto, adulto e maturo, un atteggiamento molto positivo, ammirevole che mi fa ipotizzare come lei abbia una relazione affettiva significativa con la sua famiglia e disponga di diverse risorse per orientare al meglio questo suo desiderio di supporto.
Del suo racconto mi ha colpito molto il fatto che lei abbia cercato di assumere il ruolo di "uomo di casa", quindi sta cercando di ricalcare il ruolo paterno e probabilmente è proprio questo che attiva maggiormente sua sorella dal momento che si è "aggravata" quando è morto vostro padre.
Quindi, nonostante sia comprensibile la sua propensione ad assumere un ruolo protettivo-normativo nei confronti di sua sorella, per ottenere una qualche apertura e possibilità di comunicazione con sua sorella è consigliabile che lei assuma un comportamento protettivo-normativo ma rimanendo fratello, in modo che sua sorella comprenda che i ruoli in famiglia sono invariati e stabili. Questa situazione rappresenta per ogni individuo affetto da psicosi, un valido aiuto per confrontarsi con un piano di realtà stabile e coerente.
Nle caso in cui il suo disagio dovesse persistere e ritenga necessario approfondire la questione con uno psicologo, le consiglio di richiedere aiuto all'equipe che ha in cura sua sorella che saprà sicuramente darle indicazioni più precise e magari orientarla verso comportamenti o strategie più adeguate da seguire.
Le auguro in ogni caso di risolvere al meglio la situazione.
Un caro saluto
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)