Simona domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 24/10/2015

Come fare? Sono passati 4 anni e sento ancora il peso del tradimento

Prima di iniziare a raccontare come si sono svolti i fatti vorrei fare una premessa: mia madre di solito tende a idealizzare eccessivamente i suoi parenti a tal punto da vedere in loro delle qualità che non possiedono. Mia cugina, per esempio, non ha nè costanza nè predisposizione per lo studio, tanto da aver cambiato due volte università: lei, invece, era convinta che avesse il potenziale adatto per bruciare le tappe, così le ha messo in testa l'idea di iscriversi in Giurisprudenza.
Tutti, essendo a conoscenza dei suoi limiti, non erano d'accordo con questa sua scelta, compresa me, che le ho fatto notare di averla illusa un po' troppo e di averla sopravvalutata. Purtroppo lei, poichè non accetta nè critiche nè osservazioni sui suoi cari, mi ha accusato di aver detto queste cose soltanto per invidia e per paura che lei potesse ottenere risultati migliori dei miei.
Alla fine ci siamo iscritte entrambe, e sin da subito mia cugina ha cominciato a crearmi dei problemi: un giorno, infatti, mi ritrovavo a vagare per i corridoi del dipartimento in cerca di un oggetto molto costoso che avevo smarrito, e non trovandolo da nessuna parte giunsi alla conclusione che me lo avevano rubato. Naturalmente io ero arrabbiata per quanto era accaduto, e di conseguenza mi sono innervosita e ho alzato un poco la voce.Mia cugina, durante e dopo la lezione, incurante della presenza del gruppo di colleghe da noi frequentate, mi ha fatto una scenata gridando e insultandomi in malo modo, accusandomi di aver compromesso la sua carriera universitaria e i rapporti con gli altri studenti a causa del mio "grave" comportamento. Per difendermi e zittirla una volta per tutte io le ho intimato di mettere in fine alla sua patetica sceneggiata dicendole che se avesse continuato a insultarmi avrei usato le armi che avevo a disposizione.
Non appena siamo arrivate a casa mia, lei non solo ha continuato a sproloquiare e a ripetere le stesse cose che aveva detto dinnanzi alle colleghe, ma ha ingigantino l'episodio davanti a mia madre dicendo che avevo infangato la sua reputazione con il mio "esaurimento nervoso".
Perciò, dopo essersi vittimizzata dicendo che per colpa mia sarebbe stata emarginata dalle nostre compagne, mia madre le ha risposto "Gioia non ti preoccupare, nessuno ti escluderà dal gruppo, sarà Simona ad essere esclusa."
Mia madre non mi ha dato la possibilità di raccontarle la mia versione dei fatti, e così, ogni santo giorno si rivolgeva a me come un cane inferocito rinfacciva di aver umiliato mia cugina, la quale, nel frattempo, mi stava facendo credere di essere stata esclusa dal nostro gruppo.
Per un po' di tempo, dal momento che a scuola avevo patito spesso la denigrazione dei miei compagni le ho creduto, fino a quando non mi sono resa conto che lei mi aveva ingannata; sentendosi scoperta, V. disse a mia madre che loro continuavano a darmi confidenza soltanto perchè lei, nonostante tutto, aveva avuto la bontà di difendermi pregandole di darmi un'altra possibilità.Tuttavia, non solo lei non aveva preso le mie difese, ma addirittura m'ero accorta di come le mie colleghe si avvicinavano a me soltanto quando lei non veniva a lezione, e di come, al contrario, mi evitassero in sua presenza a tal punto da non degnarmi nemmeno di un saluto(in seguito hanno anche ammesso apertamente di comportarsi in questa maniera perchè temevano la reazione di V.).
Indignata per il suo atteggiamento meschino, mi sono decisa a raccontare a mia madre come stavano realmente le cose, facendole capire che V. non aveva fatto altro che strumentalizzare un banale episodio e che aveva raccontato una miriade di bugie.
Sfortunatamente, lei non soltanto non mi ha creduta, ma mi ha accusata di aver messo "alla gogna" mia cugina sputtanandola davanti a tutti e di aver inventato tutto perchè secondo lei provavo una gelosia così patalogica da voler utilizzare qualsiasi espediente per distruggere il loro rapporto.
Addirittura, successivamente, iniziò a rinfacciarmi di essere stata costretta a rompere con lei quando invece si sentivano tutti i giorni per telefono!
Come se non bastasse, piuttosto che affrontare il problema in privato come si conviene in ogni famiglia, lei era solita farmi delle battute di pessimo gusto mentre pranzavamo dalla famiglia di V. sulla mia presunta gelosia: per avvalorare la sua assurda convinzione, inoltre, mi disse che in casa loro non ero più gradita perchè, a causa della mia "gelosia malata", mia zia si preoccupava che potessi far del male a sua figlia e che la situazione sarebbe sfociata in una tragedia come nel caso di Sarah Scazzi.
Natale si avvicinava, e i rapporti tra i nostri parenti diventavano sempre tesi: mia madre, sentendosi frustrata per questa situazione, mi rinfacciava di aver seminato zizzania e di essere un mostro alla stessa stregua di Sabrina Misseri.
Ormai non sapevo più come comportarmi visto che non riuscivo in nessun modo a farle capire che non avevo fatto nulla di male e di non aver agito in mala fede, e a poco a poco, non sentendomi ben accetta dalle persone a me care, ho provato una profonda crisi esistenziale e nella disperazione ho scritto una lettera(nessuno l'ha mai letta) in cui affermavo di non farcela più e di volermi togliere la vita.
Per giunta, lei mi aveva fatto promettere che, all'infuori delle persone a me più fidate, non avrei mai proferito parola sulla vicenda, sostenendo di temere che avrei litigato anche con gli altri parenti.
Io però mi sentivo esausta e, convinta che i miei zii non mi vedessero di buon occhio ebbi una discussione pesante con loro, in cui affermai di sentirmi esterrefatta per il modo crudele con il quale, secondo mia madre, mi avevano apostrofata.Loro smentirono tutto, dicendo di aver mai detto nè pensato quelle cose.
Giustamente io ero infuriata con mia madre, che negava l'evidenza dicendo di essere arrivata a simili conclusioni per aver frainteso.
Terminate le vacanze di Natale, io e V. ci siamo riappacificate, ma accettai di farlo soltanto perchè non mi sentivo stanca di avere problemi con mia madre e i miei parenti.
A poco a poco, fu il tempo a dimostrare che mia madre si era totalmente sbagliata sulle qualità di V., che sosteneva gli esami ogni sei mesi ottenendo scarsi risultati, mentre io, essendo particolarmente diligente, guadagnavo ottimi voti.
Malgrado in apparenza avesse sotterrato l'ascia di guerra, V. continuava a pianificare degli stratagemmi per farmi uscire dal gruppo: anche se la ignoravano, lei trovò un altro pretesto per attaccare briga con me. Avevo alle porte gli esami di una materia importante, e dovendo studiare intensamente non avevo il tempo di andare a trovare nostra nonna in ospedale(aveva subito da poco una laringectomia): V. si è intromessa dandomi dell'egoista senza sentimenti,e io le risposti "Certo, per essere altruisti bisognerebbe essere una fannullona come te, non è vero?!?".
Per l'ennesima volta V. ha raccontanto tutto a mia madre facendo la vittima: non soltanto disse che l'avevo offesa definendola una fallita, ma inventò che io parlavo male di lei con le nostre colleghe diffondendo delle voci false sul suo conto.
A questo punto, è inutile dire che puntualmente feci presente a mia madre di non aver fatto nulla di male e che lei non mi ha creduta.
Questa ridicola storia è durata per un anno, 365 giorni di litigi con una persona che invece di appoggiarmi e difendermi dalle malefatte di sua nipote mi ha voltato le spalle, mettendosi contro la sua stessa figlia e dando vita a sospetti che solo una mente contorta potrebbe maturare.
Da qualche anno un lutto in famiglia mi ha fatta riavvicinare a mia cugina, che per fortuna è cambiata e non ha più la stessa condotta infantile e irresponsabile, ma il rapporto con mia madre continua a non essere dei migliori: da allora non riesco più a guardarla con gli stessi occhi, a fidarmi ciecamente di lei, e sebbene si sia pentita di avermi trattata male per un motivo di poca importanza io non posso fare a meno di essere fredda con lei perchè persevera nella sua ostinata cecità e ad avere la stessa mente contorta.
Mi ha lasciato una ferita che certe volte riprende a sanguinare e vorrei tanto mandare a quel paese le persone più fidate che, pur conoscendo questi fatti, continuano a giustificarla dicendo che lei in fondo mi vuole bene e che è l'unica al mondo che non mi tradirà mai.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Nappo Inserita il 25/10/2015 - 16:28

San Giuseppe Vesuviano
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Gentilissima,

è chiaro come lei e sua madre non riusciate a comunicare e a fidarvi l'una dell'altra...Ho la sensazione che tra di voi ci siano troppi "sospesi", troppi bisogni urlati ma non espressi del tutto. Perchè non prendete in considerazione l'idea di consultare uno psicoterapeuta della famiglia della vostra città?

Resto a disposizione
dr.ssa Valentina Nappo
Psicologo e psicoterapeuta Napoli Soccavo - Melito - Pompei - San Giuseppe Vesuviano (NA)
Terapia individuale e terapia di coppia
www.psicodialogando.com