Gestione della rabbia e della frustrazione bimbo di 3 anni
Buonasera
vi scrivo perchè sono preoccupata per il mio bimbo di 3 anni.
A detta di tutte le sue maestre nido e materna lui è molto intelligente, avanti rispetto ai suoi coetanei e con una grande capacità di memorizzazione, nonchè un'ottima dialettica ma è allo stesso tempo molto furbo sia nelle risposte che nelle azioni, è inoltre incapace di gestire la rabbia e la frustrazione e non sopporta i no (questo deriva molto credo dal fatto che è viziato dalla famiglia). Ha scatti di ira in cui incomincia a picchiare chi ha davanti in quel momento, i compagni , noi , e ieri purtroppo è capitato anche con la maestra.
Io sono sempre stata educata al rispetto delle figure di rifermento genitori maestre professori quindi questa sua azione mi ha destabilizzato ancora di più.
Anche quando usciamo soprattutto se è stanco ha questi scatti di ira nei qulai incomincia a picchiare il padre o me rovinando ormai troppo spesso le giornate e l'armonia familiare oltre alla vergogna che noi proviamo nel vedere gli altri osservare queste scene ma questo è l'aspetto meno importante per me.
Noi abbiamo notato che lo fa soprattutto nei momenti di stanchezza ma quello che non riusciamo ad evitare è che il capriccio sfoci poi nell'alzare le mani, comportamento questo che genera in noi un senso di frustrazione ed una sensazione di impotenza.
Io do la colpa di questo atteggiamento del bimbo in gran parte a mio marito che ha instaurato con lui un rapporto troppo morbido quasi da amico e compagno di giochi, lui non gli dice mai di no e lo accontenta in tutto, gli chiede opinioni su ogni cosa (ad un bimbo di tre anni!!!) così che il piccolo può scegliere cosa mangiare, cosa vedere in tv, con quel macchina uscire, dove sedersi, dove mangiare... io sono fermamente convinta che questo suo atteggiamento sta danneggiando il bimbo anche perchè quelle poche volte che il padre assume un atteggiamento più severo e dice dei no il bimbo si sente tradito e si comporta come sopra.
Vorrei un consiglio su come gestire questi momenti e soprattutto come far cambiare atteggiamento al padre e se il caso di parlare direttamente con uno specialista.
Grazie