Disorientamento e blocco universitario
Buongiorno Dottori, sono una ragazza di 21 anni e sono in crisi per quanto riguarda l'università. Ho frequentato il liceo classico, sempre con entusiasmo e con ottimi risultati, e per 4 anni sono stata convinta che, una volta uscita, avrei frequentato corsi di laurea come Lettere, Beni culturali o affini, vista la mia passione per il mondo antico e per le materie umanistiche. Tuttavia, durante l'estate del quarto anno, ha iniziato a balenarmi in testa l'idea di Medicina, che non avevo mai preso in considerazione fino a quel momento, probabilmente a causa di esperienze vissute sulla mia pelle, quindi ho provato il test e mi sono immatricolata in una città diversa dalla mia.
Tuttavia, ogni volta che si avvicinano le sessioni d’esame, puntualmente, precipito in un vortice di dubbi e confusione: mi piacerebbe fare il medico, mi ci vedo anche, ma sento che le materie scientifiche non fanno per me, non mi catturano quanto quelle letterarie. Studio per gli esami, ma o non vanno come vorrei a livello di risultati, o ancora peggio, non riesco a presentarmi, e invece immagino che, se qualcosa mi appassionasse veramente, lo studierei volentieri e otterrei buoni risultati. Mi mancano costanza e motivazione, e non so dove trovarle. Tutte le volte che entro in crisi o che mi bocciano ad un esame, mi metto in discussione e torno a pensare al chiodo fisso di Lettere: se anche cambiassi corso e mi trasferissi a Lettere, davvero mi piacerebbe? Vale davvero la pena lasciare tutto (ambiente, amici, ecc) per qualcosa che non conosco? Io vorrei fare il medico, non l'insegnante, eppure quelle materie non le capisco e faccio molta fatica a studiarle. Credo che la mia scelta sia tra studiare qualcosa che ad ora mi piace, ma fare per tutta la vita un lavoro che non mi rispecchia, oppure stringere i denti adesso, per i prossimi anni, per poi andare a fare un lavoro che sento mio. Se lasciassi Medicina mi dispiacerebbe, perché mi sentirei come se mi fossi preclusa qualcosa già dall'inizio (infatti, dicono tutti che i primi anni siano tosti, e che poi la situazione migliori, quando si iniziano a studiare le materie cliniche e chirurgiche), però, al tempo stesso, non so come continuare a dare esami, se ogni volta dev’essere una tortura. Al liceo ho studiato tanto, ma non ho mai fatto grande fatica, quindi ritrovarmi adesso in questa situazione mi fa sentire un fallimento, sia nei confronti dei miei genitori, sia con i miei amici, che progrediscono con gli esami e sembrano presi da ciò che studiano. Non capisco se io sia disinteressata nei confronti di queste materie o sia semplicemente pigra e procrastinatrice, perché se mi applicassi veramente, magari sarei anche brava.
Sento di dover prendere una decisione una volta per tutte ma non mi sento in grado, è veramente demoralizzante. Se anche cambiassi corso, inizierei a 22 anni suonati, che è l’età a cui le persone si laureano di solito, quindi c’è il rischio che mi senta fuori luogo anche in quel caso. In sintesi, a 21 anni sento ancora di non aver trovato il mio posto, non ho idea di dove mi vedo tra 10 anni, non riesco a capire cosa mi piaccia davvero, vedo tutto buio. Sono come in attesa di un’illuminazione che so che non arriverà, perché nessun altro può decidere al mio posto.
Grazie mille per aver letto e per il tempo che mi avete dedicato. Accetto molto volentieri consigli e punti di vista.