Roma - Nomentana, San Lorenzo, Castro Pretorio
Buongiorno Cristina,
è stata dimostrata una familiarità per questi disturbi dell'umore, ossia una probabilità che sua figlia erediti questo corredo psicopatologico e ciò significa che: qualora sua figlia ereditasse la predisposizione a questo disturbo, non necessariamente il disturbo potrebbe manifestarsi (dipende molto dalle esperienze di vita) ed in ogni caso, anche se ciò avvenisse, sua figlia non potrebbe ricalcare le stesse caratteristiche di sua suocera, perchè fortunatamente ognuno di noi è diverso dall'altro.
Mi spiego meglio: ogni psicopatologia presenta dei tratti comuni in ogni individuo, ma poi ogni persona è diversa, quindi, anche in base alle esperienze di vita che ha, si determina la sua organizzazione di personalità.
Qundi, un pensiero che può esserle utile per gestire l'ansia che ha riferito, è questo: poichè lei mi sembra una mamma molto attenta e sensibile alla salute pscicofisica di sua figlia, può utilizzare al meglio questa sua inclinazione rimanendo vicina a sua figlia, ossia mostrando sempre interesse per le sue condizioni ed osservandole, rimarcando gli aspetti funzionanti di sua figlia e rinforzandoli.
Perciò, indipendentemente dall'età di sua figlia, le può essere utile mantenere un contatto affettivo con lei, lavorando contemporaneamente anche sulla gestione della sua ansia che, se non adeguatamente elaborata, può rendere meno lucida la sua analisi delle situazioni in generale e, inoltre, la rende lontana da sua figlia.
Come mai ora questa questione la preoccupa? Cosa è successo nella vostra vita? Come sta lei mamma in generale? Che idea si è fatta circa i disturbi mentali in generale? Ha notato in sua figlia comportamenti che l'hanno preoccupata?
In ogni caso, un consulto psicologico indivividuale può aiutarla a fare maggiore chiarezza sulla questione e a capire come gestire al meglio la sua ansia.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)