Mattia  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 24/06/2018

Come aiutare un partner ad approcciare una terapia?

Salve, non so nemmeno cone iniziare.
Io e la mia compagna siamo partners da tanto tempo e viviamo insieme. Siamo trentenni entrambi e siamo una coppia piuttosto normale.
La mia compagna sta soffrendo una forte ansia e stress da un lungo periodo.
L'idea di approcciare un professionista per iniziare un percorso è stata affrontata e inizialmente proposta da lei. Abbiamo chiesto riferimenti, raccomandazioni e consigli.
È una situazione delicata e io cerco di non fare pressioni, ho la sensazione che non possa essere forzata.
Inizialmemte la paura che impediva di approcciare una qualsiasi terapia era il costo, insieme abbiamo esplorato le varie possibilità e abbiamo capito che prezzi e spese non erano insuperabili, anzi. Io ho cercato di non punzecchiare l'argomento sapendo quanto sia sensibile.
Dopo qualche settimana ho provato a chiedere se aveva avuto una chance di pensarci sopra e magari si provare ad avvicinare qualcuno ma mi ha spiegato come l'idea di trovare il terapista adatto fosse importante e l'idea di passare da uno studio all'altro le provocasse più stress e ansia di prima. Capendo, grazie alla guida della mia compagna, quanto sia importante trovare una persona con cui si prova una certa sintonia ho deciso di curiosare per conto mio ma senza mai proporre opzioni per non provocare una situazione oppressiva per lei.
La mia intenzione è principalmente di farmi una cultura e un'idea generale per poter essere di supporto invece che completamente ignorante della situazione.
Mi accorgo ora che l'argomento si sta lentamente tramutando in taboo e io voglio solo essere di aiuto alla mia partner, un sostegno dove le mia capacità lo rendono possibile ma sono anche ormai fermamente convito che la terapia aiuti, non ho stigmi nei confronti della professione e le uniche remore che provo sono di natura egoistica.
Vorrei essere IO a risolvere il problema.
Mi sento geloso di persone che possono aiutare al mia compagna dove io non potrei.
Accetto queste sensazioni come "naturali" e non mi turbano anche se le riconosco come tali. Vorrei solo trovare un modo per aiutare, agevolare o supportare la mia compagna nel suo percorso verso una terapia che possa aiutare ma non so come. Non so quando. Non so se è mio un compito. Ho paura di non poter essere di aiuto nei giorni in cui mi sento a mia volta debole e esausto e giorno dopo giorno la mia riserva di energia si fa sempre piu scarsa. Non voglio farla sentire abbandonata o messa in secondo piano ma ultimamente comincio a pensare sempre di più se anche io non abbia bisogno di aiuto.
So che questo post è un disastro, non so bene neanche cosa sto chiedendo.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 25/06/2018 - 10:13

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Mattia,
da ciò che scrive intuisco che lei sia una persona abituata a monitorare personalmente ed intervenire concretamente per il benessere delle persone per lei significative affettivamente.
Cosa prova mentre ipotizza che la sua compagna potrebbe trarre aiuto e sostegno affettivo da un professionista e non da lei? E' messa in discussione la sua abilità nel risolvere i problemi e l'esclusività della vostra relazione affettiva?
Quindi potrebbe scattare un meccanismo competitivo con l'eventuale professionista con il quale la sua compagna costruisce un'alleanza terapeutica.
Come si sente nel pensare ciò?
Se è interessato a comprendere più a fondo i suoi vissuti individuali e di coppia, può rivolgersi ad uno psicologo che la aiuti a fare maggiore chiarezza e concordare con lui la necessità di un eventuale percorso terapeutico.

Un caro saluto

Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)